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Sabato, 3 Dicembre 2022
Economia

Secam, ok al nuovo piano industriale ma quante incognite

Approvato l'adeguamento delle tariffe restano diversi nodi da sciogliere. La Provincia forse stanzierà 15 milioni di euro: l'annuncio nell'assemblea dei soci. I no di Bormio e Montagna in Valtellina

Non si può che definire complicata la situazione in cui versa Secam, la multiutility di proprietà dei comuni e delle istituzioni della provincia di Sondrio. Con un debito di oltre 2 milioni di euro al 31 dicembre del 2021 la società presieduta da Raffaele Pini ha la necessità di voltare pagina quanto prima. È quello che si è cercato di fare nel pomeriggio di ieri, giovedì 3 novembre, durante l'assemblea degli enti e l'assemblea dei soci, andate in scena consecutivamente, presso la sala consiliare di palazzo Muzio, con l'approvazione del piano industriale 2022-2026 (aggiornamento di quello approvato nel 2019).

Cinque i punti su cui si cercava convergenza con i primi cittadini di Valtellina e Valchiavenna: il saldo dei conguagli del PEF (piano economico finanziario) dei rifiuti 2020 e 2021, l'accettazione del contratto per i servizi di igiene ambientale rappresentato dal pef grezzo 2022, l'accettazione di una rimodulazione del prezzo del servizio rifiuti dal 2023 con l'introduzione di un fattore correttivo del 6% (almeno fino a quando le condizioni di mercato non ne consentiranno una riduzione, ndr), il nulla osta per l'elaborazione di una proposta di riorganizzazione societaria oltre che per l'avvio di uno studio per la trasformazione della TARI da tributo a tariffa.

Non era la prima volta che le assemblee si riunivano per discutere dell'andamento e del futuro di Secam. Da oltre un anno il grosso disavanzo desta preoccupazione tra gli amministratori locali. Una situazione emergenziale, frutto di scelte passate sbagliate ma anche di sfortunate congiunture economiche, come più volte sottolineato dal direttore finanziario Andrea Portolani, aggravata dal mancato pagamento da parte di alcuni Comuni delle fatture per i servizi di smaltimento rifiuti negli anni 2020 e 2021. Una fase di stallo, a tratti anche molto tecnica, che si è tentato di superare cercando sintesi tra le necessità della multiutility e la volontà di fare appello ai vecchi contratti per evitare l'adeguamento alle nuove tariffe introdotte dall’autorità Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ndr).

Soluzioni

Il clima all'interno del consesso di amministratori locali era tutto fuorché rilassato, nonostante l'assenza di quasi trenta Comuni (su 77 totali). Troppe incognite e troppe perplessità per trattare l'argomento a cuore leggero. Dietro la ricerca della giusta modalità operativa per pagare quanto dovuto a Secam (le due "strade" paventate, diverse tra di loro nella forma, sono quelle intraprese dai Comuni di Sondrio e Ardenno), il vero tema di fondo, evidentemente, era la fiducia nei confronti dell'operato societario. 

Per quanto di sua competenza il presidente della Provincia di Sondrio, Elio Moretti, ha voluto essere chiaro. "Oggi siamo qui perchè Secam ed i suoi soci hanno la necessità di approvare il piano industriale per permettere alla società di continuare ad operare per essere credibile. Abbiamo la necessità di chiudere la partita e per questo abbiamo deciso di dare un contributo, per nulla banale, di 15 milioni di euro" ha introdotto il tellino. Da qui la scelta di stanziare, entro i prossimi tre anni, 15 milioni di euro.

Una novità importante, già paventata ai soci nell'assemblea dello scorso settembre, che necessità, per volontà dell'ente provinciale, di un nulla osta da parte della società di consulenza a cui ci si è rivolto (NeoPA, ndr). Appena vi sarà il via libera la Provincia metterà a disposizione 5 milioni di euro annui attraverso l'ATO (Ambito Territoriale Ottimale, ndr) per l'ammodernamento del servizio idrico. Risorse a fondo perduto, utili per dare respiro a Secam, che giocoforza verranno "sottratte" ai fondi Aqst (Accordo Quadro per lo Sviluppo Territoriale, ndr).

Perplessità e fiducia

Dal canto suo il presidente della società partecipata non ha nascosto le sue perplessità, alla luce delle conferme ancora tutte da ottenere. "Sono estremamente preoccupato e spiazzato. Dopo mesi di incontri e assemblee si continua a procrastinare il problema. Questo è a tutti gli effetti un piano di salvataggio. Abbiamo ricevuto in eredità questa società con un fardello pesantissimo. Oggi si decide se salvare o no la società", ha detto Pini sollecitando i presenti ad uno sforzo economico oltre che intellettuale, scevro da posizioni politiche di parte.

Una richiesta accolta dalla maggioranza dei sindaci in sala. Tranne i Comuni di Montagna in Valtellina e Bormio, oltre all'astensione dei restanti Comuni dell'Alta Valle, gli altri sindaci presenti si sono espressi a favore del piano, accettando l'adeguamento al rialzo delle tariffe. Una scelta, ça va sans dire, che soggiace all'accettazione dei 60 conguagli pregressi del pef rifiuti ancora dovuti, per un ammontare totale pari a 989.582,58 euro. Toccherà ora ai Comuni trovare la modalità economico-finanziarie più adeguata per saldare le fatture. In caso contrario Secam farà ricorso per decreto ingiuntivo, "un atto dovuto per tutelare la società richiesto da diversi sindaci e soci" ha spiegato Pini. 

Commenti

"La zavorra c'è ma la direzione intrapresa dal Consiglio di Amministrazione è a mio avviso quella giusta. Ci sono sacrifici da fare e da chiedere anche ai nostri cittadini, ne siamo consapevoli, cosi? come lo siamo del fatto che soltanto in questo modo e? possibile salvaguardare la nostra azienda. Bisogna ristrutturare la società per renderla al passo con i tempi ma guardiamo con fiducia a quanto si sta facendo" ha detto il primo cittadino di Sondrio, Marco Scaramellini.

Di diversa opinione il sindaco di Bormio, Silvia Cavazzi, contraria all'approvazione del piano. "La situazione pregressa è pesante e sono consapevole che l'attuale CdA l'abbia ereditata senza responsabilità. Mi chiedo però se questo piano salverà davvero Secam. I debiti sono troppi ed e? difficile essere lucidi. Quello che ci viene prospettato non e? un piano di risanamento, ma un semplice aggiornamento. Forse sarebbe stato opportuno fare scelte diverse". Nonostante l'astensione, il sindaco di Livigno, Remo Galli, ha espresso pubblicamente  fiducia al management di Secam.

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