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Di nuovo in piazza

Sciopero generale contro la legge di bilancio: domani un presidio a Sondrio

A organizzarlo, dalle 10 alle 11,30, Cgil e Uil che scendono nuovamente in piazza dopo averlo fatto anche venerdì scorso

A seguito dello sciopero generale del personale delle funzioni pubbliche, dei settori della conoscenza, dei trasporti, dei servizi postali, della vigilanza, dei Multiservizi e della ristorazione collettiva che si è tenuto venerdì scorso, con un presidio a Milano presso la sede della Regione Lombardia, domani, venerdì 24 novembre, sciopereranno tutte le altre categorie di lavoratori e lavoratrici delle regioni del Nord.

In provincia di Sondrio durante lo sciopero, dalle 10:00 alle 11:30 sarà organizzato un presidio davanti alla Prefettura, a cui i sindacati invitano tutti i cittadini alla partecipazione: "Vogliamo vengano modificate la proposta di legge di Bilancio e le politiche economiche e sociali attuate dal Governo - spiegano i rappresentanti di Cgil e Uil -. Lo sciopero e le numerose iniziative territoriali che si svolgeranno in concomitanza con esso vogliono mettere al centro la condizione di lavoratori, pensionati e cittadini che non trova risposte sufficienti nella bozza della legge di bilancio e che in alcuni casi subisce pesanti peggioramenti. Chiediamo al Governo provvedimenti concreti e migliorativi in materia di lavoro, fisco, sicurezza, previdenza, sanità, scuola e politiche industriali, per ridurre le diseguaglianze e per affrontare le transizioni ambientale, energetica, digitale creando le basi per un futuro dignitoso per le giovani generazioni".

"L’inflazione, determinata da speculazione e profitti - continuano i sindacati locali -, ha ridotto mediamente del 17% il potere d’acquisto dei cittadini, gravando in particolare sulle fasce più deboli della società. Sarà difficile riprendere una contrattazione che recuperi il differenziale se è lo Stato per primo, come datore di lavoro, che non stanzia le risorse sufficienti per il rinnovo dei contratti nazionali dei dipendenti pubblici e se non ci sono misure di incentivazione per la contrattazione privata. Il continuo indebolimento della sanità pubblica sta favorendo l’avanzamento del privato che, oltre a sottrarre ingenti risorse destinate alla sanità pubblica, a causa degli elevati costi, seleziona i cittadini con le fasce meno abbienti che da tempo hanno smesso di fare prevenzione e di curarsi".

"I tagli alla scuola e alle politiche sociali rendono inesigibile per molti il diritto Costituzionale allo studio, oggi più che mai necessario per l’emancipazione sociale oltre che per il futuro dell’intero paese. In particolare nella nostra provincia, per questioni logistiche e per i troppi disagi e disservizi del trasporto pubblico, i sacrifici per l’istruzione universitaria sono per molti insostenibili. L’accesso alla pensione, nonostante le promesse elettorali, è peggiorato andando a restringere le flessibilità in uscita: Quota 103, Opzione donna, Ape sociale ecc - prosegue così l'analisi delle criticità -. I giovani non riescono a conquistare una posizione stabile, rimanendo per troppo tempo precari e anziché incentivare assunzioni di qualità si reintroducono i voucher, si liberalizza il lavoro a termine e si mette mano al codice degli appalti creando ulteriori problemi di sfruttamento e di illegalità. Bisogna favorire il lavoro stabile a tempo indeterminato, introducendo per i giovani una pensione contributiva di garanzia".

"Il problema di genere che vede le donne fortemente svantaggiate durante la vita lavorativa e come conseguenza anche da pensionate (per chi ha la fortuna di arrivare almeno ai requisiti minimi per accedervi) non viene affrontato, anzi a volte si assiste a becera propaganda patriarcale e regressiva. La riforma fiscale, a parità di reddito, tasserà di più salari e pensioni rispetto a profitti, rendite finanziarie e immobiliari, lavoro autonomo e grandi patrimoni. Nel frattempo non si tassano gli extraprofitti e con condoni e sanatorie si incentiva ulteriormente l’evasione fiscale che ogni anno sottrae oltre 100 miliardi di gettito, che invece si potrebbero utilizzare per dare risposte alle tante esigenze, oltre che per impostare una manovra espansiva grazie alla quale cresca il Paese nel suo insieme - concludono Cgil e Uil Sondrio -. Non si investe, nonostante la strage che si consuma ogni giorno nei luoghi di lavoro, in sicurezza e prevenzione, né nei necessari controlli. Mancano concrete politiche industriali di investimento e di indirizzo propedeutiche alla creazione di buona occupazione. Non ci si occupa a sufficienza della transizione energetica e di quella digitale, si distribuiscono incentivi a pioggia (premiando settori che hanno una propensione all’evasione fino al 70%) e si rilanciano le privatizzazioni con un ulteriore passo indietro dello Stato nell’economia. Inoltre il PNRR non è gestito come dovrebbe essere questa straordinaria opportunità e come l’Europa ha chiesto nel Next Generation EU".

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