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Ritorno al passato

L'agricoltura torna attrattiva: in sette anni 205 nuove aziende "under 40" in provincia di Sondrio

Questo grazie ai fondi del Piano di sviluppo rurale che ha fatto arrivare in Valtellina e Valchiavenna quasi 7 milioni di euro

"L'agricoltura è tornata attrattiva. Nonostante le difficoltà legate all'aumento dei costi di produzione, ci sono tanti giovani lombardi che decidono di aprire una azienda agricola in pianura o in montagna. Gli investimenti fatti per sostenere il ricambio generazionale e l'innovazione sono fondamentali per il futuro del comparto".

Queste parole dell'assessore all'agricoltura, alimentazione e sistemi verdi di Regione Lombardia, Fabio Rolfi sintetizzano al meglio il trend degli ultimi anni, sostenuto anche da copiosi investimenti, come ad esempio quelli del Piano di sviluppo rurale.

Grazie proprio a 4 milioni di euro messi in campo nell'ambito del Psr, in Lombardia sono state avviate 87 aziende agricole gestite da Under 40: di queste otto (tutte di montagna) sono state avviate in provincia di Sondrio grazie a un finanziamento complessivo di 400 mila euro.

Se si guardano, invece, gli ultimi sette anni, sempre grazie al Piano di sviluppo rurale sono state 205 le aziende, tutte in territorio montano, avviate o rilevate da Under 40 in Valtellina e Valchiavenna grazie a un sostegno di 6.850.000 euro. In totale, in Lombardia i numeri parlano di 1366 nuove aziende e fondi complessivi che ammontano a 40 milioni di euro. 

"Abbiamo anche fatto la scelta strategica lo scorso anno di aumentare i premi passando da 20.000 a 40.000 euro per l'avvio delle aziende di pianura e da 30.000 a 50.000 euro per quelle di montagna. - ha proseguito Rolfi - I giovani possono portare nuove energie, nuove tecnologie, nuove idee a un comparto fondamentale per l'economia lombarda e italiana."

Attenti alla formazione

"Abbiamo affiancato a questi fondi - ha concluso l'assessore - anche un corposo investimento da 5 milioni per gli istituti agrari statali e iniziative per la promozione dei prodotti. È necessario accorciare la distanza tra formazione ed esigenze del mondo del lavoro e proseguire con la comunicazione per far capire ai consumatori la qualità e la sicurezza dei prodotti agroalimentari lombardi. Solo così possiamo fare in modo che le risorse destinate all'avvio di nuove aziende non siano solo uno intervento spot, ma si trasformino in redditività a lungo termine per gli imprenditori agricoli e per le filiere".

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