Condono edilizio, Sondrio premiata per la sua efficienza

Il premio "Best practice 2019" ritirato dal sindaco Marco Scaramellini alla presentazione del "Secondo rapporto sul condono edilizio in Italia", realizzato dal centro studi Sogeea

Il premio ritirato a Roma dal sindaco Marco Scaramellini

Sondrio isola felice del condono edilizio. In una realtà nazionale che vanta record negativi nell'evasione delle istanze, il comune capoluogo è tra i pochi in Italia ad aver concluso tutte le istruttorie in archivio. I dati sono emersi dal "Secondo rapporto sul condono edilizio in Italia", realizzato dal centro studi Sogeea, presentato mercoledì scorso a Roma, in Senato.

Più di quattro milioni di pratiche ancora da evadere corrispondono a circa 19 miliardi di euro di mancati introiti per oneri, diritti di istruttoria e di segreteria, sanzioni non incassati: una somma considerevole, pari a circa 1,2 punti del prodotto interno lordo italiano. Un grave problema per il nostro Paese, considerato che sono trascorsi quasi 35 anni dalla prima legge sul condono edilizio, che non esisterebbe se tutti i comuni fossero virtuosi come Sondrio, a cui è stato assegnato il premio Best practice 2019, ritirato dal Sindaco Marco Scaramellini.

«Siamo pienamente consapevoli dell'efficienza della macchina amministrativa del nostro comune - sottolinea il Sindaco Marco Scaramellini -, orgogliosi della professionalità e dell'impegno dei dipendenti, ai quali spetta di diritto questo premio. È stata per me una grande soddisfazione vedere Sondrio distinguersi ed eccellere in ambito nazionale sui quasi mille comuni che hanno contribuito alla redazione del Rapporto».

Se a Sondrio, come a Trento e a Vicenza, sono state evase tutte le pratiche di condono edilizio, e incassati i relativi oneri, in altre città ve ne sono moltissime ancora in giacenza, è il caso di Roma, la capolista di questa speciale classifica, e di Napoli, mentre nelle posizioni più basse, dunque più virtuose in questo caso, figurano Torino e Milano.

A livello regionale, in Campania rimangono 650 mila pratiche da evadere, in Sicilia 620 mila, in Piemonte 380 mila e in Lombardia 320 mila circa. Il dossier è stato realizzato con la collaborazione dei comuni che, tramite un apposito portale, hanno comunicato i numeri relativi al proprio territorio, traendoli da archivi solo in parte digitalizzati.

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«L'efficienza dei nostri dipendenti nell'evasione delle pratiche ha avuto un duplice beneficio - conclude il sindaco Scaramellini -: da una parte hanno risposto con sollecitudine alle richieste, consentendo di sanare situazioni anomale, dall'altra hanno permesso di incassare oneri che sono stati utilizzati per finanziare i servizi resi ai cittadini».

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