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Domenica, 3 Luglio 2022
L'appello

Gli imprenditori del settore benessere: "Ok il Green Pass, ma si puniscano gli abusivi"

Acconciatori, parrucchieri, tatuatori ed estetisti disposti a fare la loro parte, ma pretendono anche che venga tutelato chi rispetta tutte le norme

Il settore benessere (acconciatori, estetiste, tatuatori) è tra quelli che ha sofferto di più a causa della pandemia e delle misure per il suo contrasto e contenimento. In più, dalla scorsa settimana, chi desiderasse una piega o un massaggio ha l’obbligo di dotarsi di green pass base, come previsto dalle ultime normative messe in atto per cercare di arginare il dilagare di Omicron. Gli operatori del settore hanno sempre lavorato nel rispetto dei protocolli e si sono già dotati di ciò che occorre per far vivere ai clienti l’esperienza di un servizio in un luogo sicuro.

“Abbiamo affrontato di tutto in questi due anni, a partire dal dramma delle chiusure. Ora speriamo di essere arrivati all’ultimo miglio. Chiaramente non abbiamo dimestichezza con questo nuovo ruolo di “controllori” dei nostri clienti, ma se questo serve per evitare ulteriori recrudescenze della pandemia chiederemo il certificato verde, senza esitazioni e nel rispetto, che abbiamo sempre avuto. delle norme che tutelano la collettività. Fortunatamente le attività di acconciatura sono da sempre sottoposte a rigidi protocolli sanitari e quindi sono da sempre dei luoghi molto sicuri. Bisogna invece diffidare da chi svolge queste professioni, abusivamente e a domicilio - ha spiegato Johnny Oregioni, presidente del comparto Acconciatori di Confartigianato Lombardia e del settore Benessere di Confartigianato Imprese Sondrio".

"Non è stato un periodo semplice, sotto Natale sono piovute le disdette dovute all’esplosione dei contagi e alle quarantene. - ha evidenziato sempre Oregioni - Sono cambiate le abitudini, si sono ridotte le occasioni di socialità, le cerimonie, gli eventi e lo smart working fa la sua parte; si sono ridotti i servizi veloci o le prestazioni “del sabato”, ma ciò che ci sta più a cuore è che si allontani lo spettro delle chiusure e siamo disposti, rispettosamente, a controllare il green pass a chiunque entri nei nostri saloni, se questo può contribuire a costruire la strada verso la nuova normalità”.

“Rispetteremo certamente anche questa norma, anche se mi piace sottolineare che molto raramente si sono verificati focolai nei nostri centri, né lato personale né lato clienti, anche perché parliamo di strutture piccole dove l’adozione dei protocolli sanitari di prevenzione è interesse di tutti". - ha ribadito Sandra Landoni, presidente del comparto Estetica di Confartigianato Lombardia.

“La nostra preoccupazione - ha invece evidenziato il presidente regionale Eugenio Massetti - è che la clientela non si lasci trascinare ancora in un clima di timore che possa costituire un ulteriore fattore penalizzante per gli operatori dei servizi alla persona. Ecco perché il green pass può essere considerato anche un elemento di sicurezza aggiuntivo e può tranquillizzare gli utenti degli esercizi a noi associati che, ricordo, per il 90% sono ormai pienamente vaccinati”.

Maggiore fermezza

Il tutto si somma al fatto che, in un momento di rincari generalizzati (dalla pasta alla bolletta del gas), si guarda molto al portafoglio e si è assistito alla contrazione delle richieste di alcuni trattamenti.

“Siamo preoccupate - ha proseguito Sandra Landoni - e facciamo di tutto per dare un’esperienza di livello alle clienti, dalla cura dell’ambiente al personale formato e preparato alla scelta di prodotti di qualità, ma gli abusivi si moltiplicano, così come il fai da te. Però attenzione, si tratta del nostro corpo e gli abusivi non danno alcuna garanzia di professionalità e qualità”.

“Confartigianato Lombardia - ha concluso il segretario regionale Carlo Piccinato - chiede fermezza e controlli contro gli abusivi che vanificano l’impegno dei professionisti del settore e, agendo al di fuori di ogni regola, possono diventare pericolosi veicoli di trasmissione del covid”.

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