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Martedì, 4 Ottobre 2022
La preoccupazione

Nuova legge sugli appalti: i sindacati scrivono al Prefetto Bolognesi

A preoccupare è soprattutto la mancanza dell'obbligo di inserire clausole sociali nei bandi di gara

Le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil della provincia di Sondrio hanno inviato una missiva al Prefetto Roberto Bolognesi per segnalare la problematica relativa al capitolo appalti che sta per essere approvata dal governo, affinché possa intervenire per quanto di sua competenza.

La preoccupazione

In pratica il nuovo testo Disegno di Legge (DDL) sugli appalti, già discusso e approvato in Senato, prevede solo la facoltà, non già l’obbligo, di inserire clausole sociali nei bandi di gara. Una configurazione del dettato normativo che, se confermata, segnerebbe un pericoloso arretramento in termini di tutela per lavoratrici e lavoratori e un ingiustificato passo indietro di ben sei anni.

I rappresentanti locali dei sindacati, dunque, ritengono profondamente sbagliato, e per questo da correggere, inserire tale facoltà quando il Codice dei Contratti Pubblici, all’articolo 50, prevede l’obbligo di inserimento di specifiche clausole sociali volte a promuovere la stabilità e continuità occupazionale del personale impiegato, obbligo mai contestato in alcuna sede. L’applicazione di questa modifica, se confermata, avrà ricadute pesantissime per centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori che operano negli appalti di servizi ad alta intensità di manodopera, lavoratori “deboli”, occupati in comparti spesso essenziali.

Le ricadute a livello locale

Per esempio, in provincia di Sondrio i lavoratori e le lavoratrici interessati sono impiegati nelle operazioni di pulimento, ristorazione e vigilanza presso strutture pubbliche (in sostituzione di personale del pubblico impiego) e strutture private. Solo nella nostra provincia, la garanzia della continuità lavorativa e retributiva riguarda, tra settore pubblico e privato, circa 500 persone, numero elevato di cui purtroppo non si ha percezione. Infatti la maggioranza di loro lavora in piccoli appalti distribuiti sul territorio, mentre gli appalti con numeri più elevati riguardano solo il pulimento e la ristorazione degli ospedali (circa 140) e la ristorazione nelle mense scolastiche a Sondrio e a Morbegno (circa 55).

La richiesta

La richiesta dei sindacati, riportata anche al Governo dalle federazioni nazionali, è quella di prevedere l’esclusivo obbligo di inserimento di clausole sociali nei bandi di gara, con piena conferma di quanto previsto dall’attuale articolo 50 del Codice dei Contratti Pubblici, al fine di non ridurre le tutele che già vi sono nel Codice e normativa derivata, e impedire che ogni cambio di appalto si trasformi in perdita di posti di lavoro e di reddito per le lavoratrici e lavoratori occupati negli appalti di servizi, essenziali e di pubblica utilità per il settore sanitario e socio assistenziale, per le scuole e più in generale per la collettività.

Non è ammissibile, secondo le organizzazioni sindacali, che con la “giustificazione” della semplificazione, si vada a depotenziare regole e a liberalizzare gli appalti a danno delle lavoratrici e dei lavoratori. L’occasione sarà utile anche per portare all’attenzione del Prefetto la gravissima situazione che riguarda la vigilanza privata relativa al mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale. Comportamento inaccettabile anche a fronte del fatto che la vigilanza privata è garante di sicurezza, pur non avendo il riconoscimento e la retribuzione adeguata.

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