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"Stop alla montagna come parco giochi della città, qui c'è tutto per crescere"

L'intervista al presidente di UNCEM Lombardia Tiziano Maffezzini in occasione della Giornata internazionale delle montagne

Per le terre alte italiane sono giorni pieni di significato. Ieri, domenica 11 dicembre, si è celebrato la Giornata internazionale delle montagne, mentre il 13 a Roma si riunirà l'assemblea nazionale di UNCEM, l'Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani che giusto il mese scorso ha compiuto 70 anni. L'occasione giusta per fare un bilancio dei traguardi raggiunti e ragionare sulle prospettive dei prossimi anni: ecco la riflessione del presidente di UNCEM Lombardia Tiziano Maffezzini, nonchè sindaco di Chiuro e presidente della Comunità Montana Valtellina di Sondrio.

A novembre UNCEM ha compiuto 70 anni e si prepara all'assemblea annuale. I problemi della montagna lombarda sono ancora molti: quali sfide la aspettano?
"In questi 7 decenni, la montagna italiana è profondamente cambiata. Da luogo dal quale fuggire per trovare una alternativa alla povertà, oggi le terre alte sono tornate a pensarsi come comunità vive e non marginali. Certo, i problemi sul tavolo sono ancora molti e il lavoro che, come amministratori, ci troveremo ad affrontare sarà impegnativo. Penso tuttavia che il clima stia cambiando e alcune delle proposte attualmente sul tavolo, come ad esempio il tema dell'autonomia differenziata e della maggiore centralità alle Province, vadano nella giusta direzione e riconoscano ruoli e responsabilità agli enti territoriali più vicini ai cittadini. In questo nuovo scenario, la montagna lombarda può e deve diventare un laboratorio dove sperimentare soluzioni innovative alle sfide del futuro. Le transizioni ecologica, energetica, economica e sociale sono le prove che ci attendono. Gli enti territoriali, con il supporto della Regione e dello Stato, devono accompagnare le nostre comunità verso modelli di sviluppo sostenibili, capaci di creare le condizioni per arrestare lo spopolamento e l’invecchiamento demografico. Non parlo solo di crescita economica e di opportunità di lavoro, certo importantissime, ma anche di qualità della vita, di ambiente, paesaggio, coesione sociale. Ritengo che la montagna lombarda, se saprà valorizzare sempre di più le sue ricchezze, materiali ed immateriali, e cogliere le opportunità offerte dall’economa digitale, potrà diventare davvero un luogo ideale per la vita delle giovani famiglie e per fare impresa. Insomma, la montagna non potrà più essere relegata al ruolo di parco giochi della città, ma dovrà essere un luogo in cui crescere, mettere su famiglia, fare impresa".

La montagna è una sola, ma i problemi sono diversi. A suo avviso, in che modo la montagna lombarda potrebbe riuscire ad essere più incisiva nell’ambito di UNCEM Nazionale?
"Mi si conceda una piccola provocazione: i sindaci dei piccoli paesi, come il sottoscritto, sono dei folli: hanno responsabilità enormi e spesso si trovano a gestire problematiche molto varie e complesse. Non abbiamo alternative: se vogliamo essere incisivi ed efficaci, dobbiamo collaborare tra di noi e con gli altri livelli di governo, in primo luogo con la nostra amministrazione regionale. Uncem Lombardia è il luogo ideale in cui gli amministratori dei piccoli comuni montani possono trovare supporto e fare sintesi di esigenze e criticità, facendo in modo che le nostre istanze entrino nelle agende politiche dei livelli superiori di governo, grazie anche al fattivo supporto della nostra associazione nazionale".

Ritiene che la “questione montagna”, grazie anche all’attività di UNCEM Nazionale, sia davvero all’attenzione del Governo centrale oppure il cammino per ottenere la dovuta attenzione sia ancora lungo?
"Sì, credo di poter riconoscere che il tema 'montagna' è stato centrale nelle agende politiche degli ultimi governi e di quello attuale. Ritengo però che Uncem, sia a livello nazionale che regionale, debba lavorare in stretta sinergia con gli amministratori per mantenere viva l’attenzione su tutti quei problemi che gravano sugli enti montani e che, a volte, si fa fatica a far comprendere. Mi riferisco anche a questioni 'tecniche' come, ad esempio il tema delle dotazioni organiche dei piccoli comuni, che, tuttavia, sono centrali per rispondere con efficacia alle esigenze della comunità locale. Da questo punto di vista, la posizione di UNCEM Lombardia è in linea con quella della delegazione nazionale: massimo impegno nel sostenere le istanze degli amministratori degli enti montani e delle comunità da essi rappresentanti".

Un tema che riscuote grande interesse da parte dell’opinione pubblica è il PNRR. In quale modo gli enti montani potranno usare in maniera efficace le tante risorse a disposizione?
"Il PNRR mette a disposizione dei nostri enti una valanga di risorse finanziarie. Attenzione però: non sempre le possibilità economiche si traducono automaticamente in progetti efficaci e utili. Gli enti montani non devono farsi scappare questa opportunità, che devono sfruttare per realizzare progetti strategici per lo sviluppo sostenibile delle nostre valli. Noi amministratori dobbiamo collaborare per dare vita ad iniziative sinergiche e realmente efficaci. Spesso, e UNCEM lo ha più volte evidenziato, i bandi PNRR non hanno premiato realmente il lavoro di squadra: si tratta di una criticità sulla quale continueremo a vigilare. Inoltre, sempre a causa delle ridotte piante organiche, i nostri uffici faticano a predisporre, spesso con tempistiche molto ristrette, le complesse procedure burocratiche richieste per partecipare ai bandi. Detto questo, dobbiamo anche evidenziare gli aspetti positivi: il PNRR, ad esempio, con il bando dell’estate scorsa, ha permesso la nascita di moltissime Green Community su tutto il territorio nazionale. Si tratta di iniziative attraverso le quali i territori montani e le aree interne potranno dotarsi di una strategia per rispondere con efficacia alle sfide connesse ai cambiamenti climatici, alla gestione delle risorse naturali, alla crisi energetica, alla tutela e alla manutenzione dei territori più fragili".

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