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Opportunità per la montagna

Centrali idroelettriche: presto le prime tre gare per la loro gestione

Tiziano Maffezzini, presidente di Uncem Lombardia: "Un'opportunità da non perdere per la montagna"

“Le prime 3 gare - delle 20 previste entro il 2024 - per definire la gestione delle centrali idroelettriche dovrebbero concretizzarsi a breve. Una notizia che, soprattutto in questo delicatissimo momento storico, non può che creare grandi aspettative per le nostre comunità di montagna. Un vero e proprio evento, oserei dire, atteso da 20 anni.”.

Così il presidente di UNCEM Lombardia, Tiziano Maffezzini, commenta la recentissima decisione di Regione Lombardia di accelerare rispetto al piano di riassegnazione delle concessioni idroelettriche. Tema, quest'ultimo, che è stato al centro di accesi dibattiti e controversie. Basti pensare che la prima direttiva europea risale al 1999, ma lo Stato italiano, in oltre 20 anni, non ha mai emanato i decreti attuativi. “Questa decisione di Regione Lombardia - prosegue Maffezzini - non può che essere positiva per le nostre comunità. Basti pensare, infatti, che la Lombardia contribuisce per il 25% alla produzione idroelettrica nazionale, confermando, dunque, un ruolo di primissimo piano”.

Le scadenze

Sette sono le centrali gestite da A2A, 10 quelle di Edison e 3 quelle di Italgen, tutte già scadute da anni: entro il 2029 scadranno anche quelle attualmente gestite da Enel. “Le gare per l’assegnazione della gestione delle centrali - commenta il presidente di UNCEM Lombardia  - rivitalizzeranno un settore storicamente importante per la montagna e le sue genti. Le aziende, fino ad oggi in attesa di capire l’evoluzione della situazione, potranno finalmente pianificare investimenti e puntare così sull’efficientamento degli impianti a beneficio, a mio avviso, anche dell’aspetto produttivo, tutt’altro che secondario in questo drammatico momento di crisi energetica. Andranno altresì aggiornate le forme di compensazione ai territori montani per creare una perequazione verso le aree montane che devono far fronte ad un costo più alto dei servizi rispetto alla pianura".

Nuova opportunità

Per le terre alte, dunque, si tratta di una nuova e interessante opportunità. “Il mio auspicio  - conclude Maffezzini - è che gli enti locali possano trovare condivisione rispetto ai veri obiettivi di questo significativo passaggio, allo stesso tempo, sono certo che la capacità di ascolto degli enti sovraordinati rispetto ai territori montani, porterà risultati positivi. Quel che è certo è che, ora, dopo 20 anni d’attesa, qualcosa sta davvero cambiando.

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