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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Potenzialità da sfruttare

Le Olimpiadi del 2026 saranno un traino importante per l'enoturismo

Il settore sta attraversando un buon momento, ma può svilupparsi ulteriormente e l'evento a cinque cerchi del 2026 può aiutare in tal senso attirando molti visitatori sul territorio

Il fenomeno dell’enoturismo, che già in Lombardia attraversa un momento positivo al netto del rallentamento degli anni della pandemia, potrebbe beneficiare enormemente dell’evento delle Olimpiadi. A dirlo è una ricerca di Giulio De Rita (ricercatore Censis) in collaborazione con Klaus Davi presentata ieri mettina in Regione Lombardia alla presenza dell‘assessore all’agricoltura Fabio Rolfi e di numerosi produttori tra cui: Conte Vistarino, Edoardo Freddi, Travaglino, Triacca, Uberti.

Secondo la ricerca Klaus Davi/Censis la Lombardia occupa attualmente la quinta posizione fra le regioni che esportano vino. Sempre secondo De Rita può presentare enormi potenzialità la forza attrattiva dell’enoturismo della Lombardia visto che occupa solo la 7° posizione (3%), dietro a Toscana (28%), Piemonte (23%), Veneto (15%), Trentino (8%), Friuli Venezia Giulia (6%), Sicilia/Puglia (5%).

"Il Censis non fa previsioni ma registra il presente. - sottolinea Giulia De Rita - Ma salta agli occhi di tutti che il dato dell’attrattività dell’enoturismo in Lombardia è nettamente sottostimato rispetto alle potenzialità che può presentare". Un altro dato segnalato da De Rita e Klaus Davi è che ancora oggi il percepito della Lombardia è Milano-centrico; e solo in parte la notorietà di Milano si riversa sulle province lombarde.

Ma chi ha esplorato la Lombardia ne è rimasto affascinato e coinvolto. Per l’occasione, l’agenzia di comunicazione d’impresa di Klaus Davi ha analizzato il “sentiment” online di mille turisti: essi hanno dimostrato di apprezzare tutto il territorio della Regione, e non solo il capoluogo Milano. La Regione si conferma nel percepito internazionale ancora come un po’ Milano-centrica (complice le tante fiere in settori nevralgici come Moda e Arredo-Design), ma tutte le province lombarde hanno fatto grossi passi avanti nel percepito e nello storytelling internazionale. Brescia viene identificata per le sue storie industriali; Bergamo per la Città Alta; Como per i paesaggi ed il lago dei Vip; Mantova per gli affreschi del Mantegna; Varese per il Sacro Monte; Cremona per le liuterie e violini; Pavia per la Certosa.

Venendo più propriamente ai vini, ecco i territori che vengono associati alle varie tipologie di vino. Per le bollicine spiccano Franciacorta e Oltrepò; per i vini bianchi il Lugana. Per i rossi e bianchi fermi: l’Oltrepò Pavese (specie Pinot Nero); mentre per i vini eroici le bottiglie di Valtellina.

"Il ritratto che emerge è quello di un vino di qualità, - ha spiegato l'assessore regionale Rolfi - che necessita di un lavoro sinergico, per rafforzare un rapporto più profondo con il mondo della ristorazione. Dobbiamo lavorare per avere carte dei vini con sempre più etichette lombarde. Si possono ottenere ancora migliori risultati. In chiave internazionale dobbiamo far percepire l'identità completa dei nostri vini e raggiungere quote di mercato maggiori. Occorre investire sempre più sulla promozione sfruttando ospitalità turistica e grandi eventi. Siamo reduci da un grande evento internazionale, legato al giornalismo specializzato, dove le cantine lombarde sono state protagoniste. E' stato un grande successo. La Lombardia deve essere sempre più la terra dei grandi amanti del vino e dei grandi appuntamenti enoturistici. Lavorare in squadra, con un grande sforzo di creatività, senza copiare da altre regioni. Avremo il mondo come ospite, dobbiamo integrare al meglio il vino con quello che ruota attorno: dopo l'onda lunga di Expo, il mobile, la moda, la finanza, la ristorazione e, quindi, l'appuntamento olimpico". 

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