Economia

Idroelettrico, 4,1 milioni di euro di energia gratis per la provincia di Sondrio

La Giunta regionale ha determinato il controvalore della “monetizzazione” della fornitura gratuita dell’energia riferita all’energia idroelettrica prodotta nell’anno 2020. Sertori: «Tali proventi saranno distribuiti prioritariamente alle RSA»

Su proposta dell’Assessore a Montagna, Enti locali ed Energia, Massimo Sertori, la Giunta regionale lombarda ha determinato il controvalore della “monetizzazione” della fornitura gratuita dell’energia alla Regione Lombardia riferita all’energia idroelettrica prodotta nell’anno 2020. Una notizia importante che per la provincia di Sondrio vale 4,1 milioni di euro.
 
Infatti, sulla base dei valori orari di produzione di energia elettrica immessa in rete nell’anno 2020 da parte delle grandi derivazioni idroelettriche in Lombardia e dei rispettivi prezzi orari di vendita, l’ammontare complessivo del controvalore da fornire gratuitamente, complessivamente, è risultato esser pari a 10,5 milioni di euro. Di questi il 70% sarà destinati ad abbattere gli oneri energetici di servizi pubblici situati nei territori interessati dalla presenza delle grandi derivazioni idroelettriche (tra cui, per la maggior parte, la Valtellina e la Valchiavenna). Dal 2022 il 100% del controvalore verrà destinato alla provincia di Sondrio.
 
«L’attivazione della fornitura gratuita dell’energia elettrica ovvero del suo controvalore - spiega l’assessore Massimo Sertori -  è un ulteriore tassello per riscrivere il patto tra industria idroelettrica e territori che ospitano tali infrastrutture. E un ulteriore passo che mira a creare sinergia tra mondo economico e i territori alpini. Senza acqua e dislivello non esisterebbe l’industria idroelettrica che per questi motivi non è “delocalizzabile”, in questo senso la recente normativa statale che valorizza il ruolo delle regioni nelle procedure di gara per la riassegnazione delle concessioni scadute ha proprio lo scopo di ri-avvicinare l’industria idroelettrica ai territori».
 
«Così come stabilito dalla deliberazione regionale del 6 luglio 2020 - sottolinea Sertori - la destinazione di tali proventi per l’anno relativo al 2020 sarà distribuita prioritariamente alle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA). Ci auspichiamo che gli operatori colgano l’opportunità di poter lavorare in piena in sinergia con i territori, sviluppando quelle progettualità che possano consentire uno sviluppo sostenibile degli impianti esistenti consentendo il raggiungimento degli obiettivi di produzione di energia rinnovabile e contestualmente la tutela degli ambienti interessati dalla presenza delle infrastrutture», conclude Sertori.

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