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Domenica, 19 Maggio 2024
Economia

C'è "fame di lavoratori" in Valtellina e Valchiavenna

Presentati i dati 2023 dell’Osservatorio provinciale del Lavoro. L'importanza della formazione e della programmazione

Non c'è futuro senza pianificazione. È con questa convinzione che, nella mattinata di mercoledì 8 maggio, in occasione del "Job Day" organizzato e promosso dai Centri per l’Impiego della Provincia di Sondrio, sono stati presentati i dati dell’Osservatorio provinciale del Lavoro. A commentare i numeri così come ad illustrare i progetti ai quali Palazzo Muzio sta lavorando sono stati Tiziana Irma Rinaldi, responsabile Servizio Mercato del Lavoro della Provincia di Sondrio ed Evaristo Pini, direttore della APF, introdotti dal presidente della Provincia, Davide Menegola.

È lo stesso numero uno provinciale a inquadrare il tema. "L'obiettivo fondamentale è quello di dare una cornice programmatica, in termini di coordinamento, di approfondimento e di sviluppo, a quanto la Provincia sta facendo, azioni di Welfare territoriale chiamate ad evolversi in maniera sinergica con il progetto '#Dieci: La Provincia di Sondrio 2034'. L'occupazione, il lavoro e la formazione sono ambiti su cui proiettare la nostra programmazione. Soprattutto in un momento come questo, in cui il trend demografico ci vede assolutamente ahimè primeggiare rispetto ad altri territori in termini di denatalità, programmare diventa utile e urgente".

I dati 2023

Come detto è dai dati che si parte. Un'analisi attenta permette di comprendere lo stato attuale e varare politiche di prospettiva. È l'ultimo anno che i dati relativi ai movimenti dei lavoratori di Valtellina e Valchiavenna, analizzati dall’Osservatorio provinciale, saranno acquisiti dal portale Sintesi (provinciale), pensato per raccogliere tutte le comunicazioni obbligatorie relative alle aziende con sede e ai lavoratori con domicilio sul territorio provinciale. A partire dal 2024, il sistema di analisi sarà gestito utilizzando il portale Sistal 2.0 (regionale), con l'interessante possibilità di confrontare le diverse province lombarde.

Ciò premesso, i dati riferiti al 2023 risultano positivi rispetto all'anno precedente con 36.907 avviamenti al lavoro. Rispetto al 2022, invece, sono diminuite del 2,6% le cessazioni. Le dinamiche tra avviamenti e cessazioni, dunque, hanno determinato un notevole miglioramento delle unità di saldo, che da -138 del 2022 sono passate a +827 nel 2023. All’origine di questo incremento vi sono la forte crescita delle trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato che, nel 2023, sono state il 9,9% in più rispetto all’anno precedente (+232 unità), e l’ingente domanda di forza lavoro da parte del sistema produttivo provinciale.

Dai dati sulle comunicazioni obbligatorie, emerge un altro dato interessante ovvero che, fra il 2022 e il 2023, il numero di avviati, domiciliati in provincia, diminuisce del -1,9% (-523 unità), mentre aumenta, quasi in egual misura, il numero di avviamenti riconducibili a coloro che hanno un domicilio fuori dai confini provinciali (si tratta di +515 unità). Al contempo, tra il 2022 e il 2023, a fronte di una diminuzione degli avviamenti dei lavoratori italiani del - 0,8% (pari a -225 unità), si assiste ad un incremento dei lavoratori stranieri, in valore assoluto, di analoga entità (+2,4%, pari a +215 unità). 

In tal senso i numeri sembrano suggerire l’esistenza di un “processo di sostituzione” che sta determinando un parziale ma progressivo scambio della forza lavoro locale con quella proveniente da altri territori e da altre nazioni.  I valtellinesi e valchiavennaschi escono dal mercato del lavoro in parte per sopraggiunti limiti di età e, in parte, perché attratti dalle opportunità lavorative nel vicinissimo territorio elvetico.  Coloro che, invece, provengono da fuori provincia sembrano essere ben disposti verso l’offerta lavorativa locale, specie se accompagnata da opportunità di stabilizzazione del posto di lavoro che – fra il 2022 e il 2023 – sono diventate più frequenti.

Numeri per comparto

Per quanto riguarda l’agricoltura il saldo fra avviamenti e cessazioni può considerarsi in pareggio, questo in virtù dell’estrema stagionalità che caratterizza il settore. Nel settore dell’agricoltura vi è la predominanza di figure con competenze di livello medio-basso (il 52,7% degli ingressi riguarda infatti la figura del bracciante agricolo). Nel commercio si registra un incremento di +176 avviamenti. I posti di lavoro creati, dunque, dimostrano un a capacità di sopravvivenza maggiore rispetto a quella di altro macro settori. Anche in questo comparto le competenze dei lavoratori più assunti risultano generalmente basse. I commessi delle vendite al minuto rappresentano la figura predominante (55,9%), seguiti a lunga distanza dagli addetti alla gestione dei magazzini e altre professioni (6,4%).

Nelle costruzioni + 94 avviamenti. L’edilizia quindi continua a crescere. In questo comparto prevalgono ruoli legati alle attività edili in senso stretto (manovali, muratori) o all’impiantistica (elettricisti, idraulici e installatori). Compiono tuttavia anche addetti agli affari generali e alcuni addetti al trasporto o alla conduzione di macchinari per il movimento a terra. L’industria +141 avviamenti. In questo settore, a differenza degli altri, c’è una maggiore richiesta di lavoratori “cognitivi”, gli addetti agli affari generali, infatti, costituiscono poco meno della maggioranza dei nuovi ingressi. Quello dei servizi è il comparto con il miglior saldo, + 420 avviamenti, anche se, per natura, è un comparto dove il turnover è fisiologicamente più elevato. Nei servizi, le figure professionali legate al turismo e al tempo libero sono prevalenti: camerieri 16%, cuochi 8,5% e personale non qualificato nei servizi di ristorazione 6,1% rappresentano le assunzioni più frequenti.

Il lavoro in Provincia 

Per quanto riguarda l'ambito del Lavoro la Provincia, su delega della Regione gestisce i cinque Centri per l’Impiego (uno per mandamento) e l’Ufficio Collocamento mirato. Garantisce, inoltre, l’erogazione dei servizi come l’ accoglienza, l’ orientamento, l’incontro domanda-offerta di lavoro, l’attivazione e il tutoraggio dei tirocini extra-curriculari ed è l’unico ente che può attivare i tirocini extra curriculari estivi per gli studenti. Oltre ai Centri per l’Impiego, la rete provinciale del mercato del lavoro è composta da alcuni enti privati accreditati in Regione Lombardia.

A seguito di una convenzione con Regione Lombardia la Provincia di Sondrio, per il triennio 2024/2026, gestisce annualmente risorse per circa 2 milioni di euro per spese di personale e di gestione degli uffici. A questi fondi vanno aggiunti quelli destinati al Piano Disabili che ammontano a circa 700mila euro annui destinati ad azioni mirate all’inserimento lavorativo delle persone con disabilità. Altri 2 milioni di euro (una tantum) sono utilizzati per il potenziamento dei Centri per l’Impiego (spese per la ristrutturazione degli immobili, adeguamento informatico, arredi).

A partire a quello che svoltosi nella giornata di mercoledì 8 maggio presso il Centro per l’impiego di Sondrio, è intenzione della Provincia promuovere un calendario di iniziative di incontro tra aziende in cerca i lavoratori, partner della rete territoriale del mercato del lavoro, persone alla ricerca di un’occupazione e studenti. È in fase di presentazione a Regione Lombardia un progetto legato ai “patti territoriali” per aumentare le competenze professionali di chi lavora o vuole lavorare nel settore turistico, consapevoli, che anche in vista delle prossime Olimpiadi, sia necessario fornire servizi di qualità. Infine è attivo presso i 5 CPI il progetto GOL (Garanzia Occupabilità Lavoratori) finalizzato a dare l’opportunità a tutti i disoccupati di seguire percorsi personalizzati comprendenti anche formazione dedicata all’acquisizione di competenze professionali specifiche.

Scuola e formazione con la Provincia

Fra le varie funzioni in capo all’Ente provinciale  una delle più significative riguarda l’orientamento scolastico locale. In tale senso, per promuovere un costante dialogo fra il mondo della scuola e le esigenze delle circa 13mila imprese locali, è stato costituito un tavolo provinciale per l’indirizzo e il coordinamento  della rete scolastica provinciale. Al tavolo provinciale siedono il Dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale, le Associazioni di Categoria, la Camera di Commercio e i sindacati. La finalità è quella di razionalizzare, ed eventualmente, nel caso di specifiche e motivate esigenze del mercato del lavoro, implementare, i corsi degli indirizzi scolastici attivi in provincia. Il tavolo di coordinamento si è riunito per la prima volta il 12 luglio dello scorso anno e sarà convocato il prossimo 22 maggio.  

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