Economia

"Fare banca, per bene", ecco il Creval secondo Crédit Agricole

Roberto Ghisellini, da giugno direttore generale del Credito Valtellinese, presenta i 40 "cantieri progettuali" per integrare i due sistemi bancari

"Fare banca, per bene". È il mantra di Roberto Ghisellini, da 100 giorni direttore generale del Credito Valtellinese, dopo l'acquisizione tramite Opa da parte di Crédit Agricole Italia. In un incontro con la stampa locale il neo dirigente di Creval, ha voluto presentare il nuovo corso della banca valtellinese, raccontando e spiegando le scelte fatte e le sfide future.

"Il nostro obiettivo è quello di valorizzare i territori e le loro risorse, con un approccio mutualistico che sappia creare valore senza perdere la visione globale" ha spiegato Ghisellini, 60 anni, originario della provincia di Rovigo, da sempre impegnato all'interno di Crédit Agricole nella rete commerciale, protagonista nelle varie acquisizioni portate avanti dalla Banque Verte negli ultimi 12 anni nella Penisola.

Preso atto che i conti sono in ordine, lo sviluppo del Credito Valtellinese passa da quaranta "cantieri progettuali", percorsi fondamentali di crescita ed integrazione con il mondo CAI. L'accorpamento tra i due sistemi bancari necessita di tempo, seppur nei fatti sia già iniziato. "Fin da giugno siamo partiti con l'azzeramento delle commissioni in caso di prelievo al bancomat di tutta la nostra rete. In breve tempo contiamo di poter offrire tutti i prodotti di Crédit Agricole ai nostri clienti" ha affermato il dg, aggiungendo come il percorso di transizione verrà portato a termine attorno alla metà del 2022.

Il personale Creval

Una crescita che passa necessariamente dai dipendenti. Dal mese di luglio tutti i dipendenti hanno accesso alla piattaforma di e-learning di Crédit Agricole Italia: un catalogo di oltre 680 corsi che garantiscono una formazione online personalizzata, con un focus particolare sui temi del digital e dell’innovazione, per rafforzare l’attitudine digitale e la responsabilità sociale di tutto il personale. Un approccio in cui l’attenzione all’innovazione tecnologica e alla cura della relazione si esplicitano nel motto “100% umano e 100% digitale”.

"Abbiamo trovato delle risorse di livello medio/alto qui in Creval, sono certo che tra qualche anno avranno ruoli di rilievo all'interno di Crédit Agricole" ha dichiarato Ghisellini. Intanto da qualche tempo tutti gli stabili del Piccolo Credito, chiusi a causa della pandemia, sono tornati a ripopolarsi. A Sondrio in 600 sono tornati in ufficio, almeno 3 giorni a settimana, nei 4 palazzi chiusi a febbraio 2020. Globalmente gli assunti sono 3500, di cui 800 originari di Valtellina e Valchiavenna.

Il possibile addio al marchio "Credito Valtellinese"

Con l'acquisizione di Creval aumenta cospicuamente la presenza di Crédit Agricole sul territorio nazionale, con un particolare incremento nell'Alta Lombardia, nelle Marche ed in Sicilia. Nei programmi del nuovo managementnon ci sarà un particolare stravolgimento delle filiali. In tal senso non sono previste chiusure, si interverrà solo dove strettamente necessario. 

Rapporto con il territorio

Già da giugno una serie di incontri tra Ghisellini e le Istituzioni del territorio stanno permettendo di approfondire la conoscenza reciproca e valorizzare al meglio il potenziale del Creval. Allo stesso modo, il dg sta proseguendo con gli incontri con Istituzioni, clienti e imprenditori, con l'obiettivo di "mettere al servizio del tessuto imprenditoriale valtellinese la solidità e la prossimità della 6° banca commerciale in Italia".

Tra le opportunità che presto verranno presentate al territorio spicca "Le Village", l'accelleratore di stratup, fiore all'occhiello di Crédit Agricole. In Italia vi sono già quelli di Milano e Parma, presto affiancati da Padova. Quello pensato per la provincia di Sondrio dovrebbe ricalcare l'esperienza francese della Savoia, realtà molto simile per diversi aspetti alla Valtellina, con un focus particolare al tema dell'economia di montagna.

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