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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Economia

Territorio e persone, prosegue l'integrazione tra Creval e Crédit Agricole

La soddisfazione del direttore generale, Roberto Ghisellini, a cinque mesi dall'acquisizione: "Ottenuti ottimi risultati, complimenti a tutti i colleghi". Il ricambio generazionale e le sfide future

L'integrazione tra Credito Valtellinese e Crédit Agricole Italia prosegue spedita. È con soddisfazione che Roberto Ghisellini, direttore generale di Creval, supportato dai vicedirettori generali Giliane Coeurderoy e Umberto Colli, ha presentato alla stampa l'andamento dell'istituto bancario sondriese a pochi mesi dall'acquisizione francese. "Tutto procede regolarmente, secondo quanto pianificato, senza ritardi, sia dal punto di vista dell'integrazione, delle sinergie, sia dei permessi da parte di BCE. Per aprile sarà tutto pronto".

A dimostrazione del positivo andamento di Creval i dati relativi ai primi 9 mesi 2021 in cui l'utile netto ha raggiunto quota 60 milioni di euro. "Da quando siamo arrivati a giugno l'andamento commerciale ha avuto un'accelerazione. C'è una crescita a 360°, intesa come attenzione a tutti, dalla grande impresa alle singole persone. Questa è la filosofia di Crédit Agricole, supportare le persone nelle diverse fasi della loro vita".

Secondo Ghisellini se i risultati ottenuti da Creval sono evidenti lo si deve, soprattutto, ai dipendenti. "Da un punto di vista commerciale sono molto contento. Il cambio di proprietà non si è fatto sentire, anzi. Devo fare i complimenti a tutti i colleghi per la loro professionalità, qui il livello delle risorse è medio-alto, ci sono eccellenze a livello italiano. Abbiamo tutto per riguadagnare fette importanti di mercato. La crescita è costante, visibile settimana dopo settimana, mese dopo mese. Abbiamo tutte le carte per giocare in un campionato diverso'".

Ricambio generazionale

Anche l'organico del Credito Valtellinese subirà dei cambiamenti nei prossimi mesi. È di ottobre, infatti, l'accordo sottoscritto dal Gruppo Crédit Agricole Italia con tutte le organizzazioni sindacali in previsione di un ricambio generazionale. Complessivamente le persone in 'uscita' nei prossimi mesi saranno un migliaio: 200 per pensionamento e 800 (di cui 160 in Creval) per adesione ("assolutamente volontaria") ad un fondo di solidarietà. Di contraltare in CAI saranno 500 i giovani assunti e 200 quelli contrattualmente 'stabilizzati'; un centinaio circa i soggetti Creval coinvolti dal progetto denominato "Next Generation" e guidato, in Italia, dalla valtellinese Raffaella Cristini.

"Da un punto di vista fisico non cambierà nulla. In provincia di Sondrio rimarrà il 100% delle filiali in cui lavorano, ad oggi, 814 colleghi" ha rimarcato Ghisellini nel ricordare come "fare banca senza le persone del territorio, che abbiano conoscenza e competenza, sia impossibile".

Ancora in corso le valutazioni sul possibile cambio di nome per l'istituto bancario valtellinese. "Con i sondaggi di Doxa abbiamo raccolto le istanze dei dipendenti e della clientela. Quanto emerso è che il marchio Creval ha un certo peso solo in provincia di Sondrio. Negli altri territori, in Sicilia e nelle Marche, per fare degli esempi, interessano di più i prodotti, quello che possiamo offrire loro". È per questo che, per stessa ammissione del direttore generale, è possibile che il Credito Valtellinese possa mantenere l'insegna solo in Valtellina e Valchiavenna. 

"Matrice valoriale comune"

Dell'avvento di Crédit Agricole ha parlato il morbegnese Umberto Colli, unico 'superstite' del Creval che fu. "Con Crédit Agricole mi è sembrato di tornare indietro. C'è una matrice valoriale comune che mi riporta al Credito Valtellinese ante aumento di capitale, nel 2018. C'è attenzione alle persone, al territorio, e, contemporaneamente, si fa parte di un gruppo internazionale che offre opportunità di crescita professionale e personale. Ora la gamma di prodotti che possiamo offrire ai clienti è pressoché completa".

Dello stesso avviso la francese Giliane Coeurderoy: "Anche io ho iniziato in una cass régional. Da 30 anni faccio parte di Crédit Agricole e credo che questa sia la forza di questo gruppo bancario: la valorizzazione dei territori, con la conservazione dei patrimonio, con uno sguardo internazionale".

L'acceleratore di start-up

In provincia di Sondrio le start-up registrate presso la Camera di Commercio sono meno di dieci. "In tanti in questi mesi mi hanno detto che la Valtellina è un territorio chiuso. Ho risposto loro: 'Aprimola'" ha ammesso Ghisellini. È in questa direzione che sta prendendo forma "Le Village", l'acceleratore di stratup, fiore all'occhiello di Crédit Agricole, grazie all'impegno profuso dal gruppo di lavoro costituito ad hoc sotto la guida di Colli.

La configurazione finale de "Le Village" di Sondrio, pensato per essere un hub specializzato nell' "Economia di Montagna", dovrebbe prevedere il coinvolgimento di vari settori e indotti: turismo, agro-alimentare, conversione biologica, filiera del legno, ciclo dell'acqua, qualità della vita e energie rinnovabili. Quello valtellinese, che ricalcherà l'esperienza francese della Savoia, realtà molto simile per diversi aspetti alla Valtellina, sarà il quarto centro in Italia dopo quelli di Milano, Parma e Padova.

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