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Questione da approfondire

Concessioni idroelettriche: esiste davvero la sostenibilità territoriale?

Dopo la presentazione del bilancio di sostenibilità di A2A, il comitato del grande idroelettrico ribatte su alcuni aspetti della questione

In settimana A2A ha presentato la nona edizione del bilancio di sostenibilità territoriale di Valtellina e Valchiavenna. "Nel 2023 il valore generato dal gruppo A2a sul territorio è cresciuto del 45% rispetto all’anno precedente, arrivando a superare i 100 milioni di euro - questi in sintesi i dati principali illustrati dai vertici dell'azienda-. Di pari passo sono aumentati del 20% gli investimenti negli impianti idroelettrici della Valtellina e della Valchiavenna, che nel corso dell’anno hanno prodotto circa 2,7 TWh di energia rinnovabile. Confermiamo il nostro impegno per questi territori, da sempre strategici per A2a, focalizzato sulla transizione ecologica e sulla promozione di iniziative che valorizzano il contesto ambientale e comunitario attraverso il dialogo con tutti gli stakeholder". 

Parole e numeri che, però, non hanno convinto i componenti del comitato per il grande idroelettrico, tra cui il valtellinese Renato Cardettini, che ritengono insufficienti gli investimenti e non adeguate le politiche adottate e progettate per il futuro proprio da A2A: "Una bella vetrina, con qualche dato utile ma anche tanto fumo. Pochi gli inviti, neanche tutti i sindaci sono stati invitati, non i comitati locali. Non sono forse anche questi gli stakeholder da sentire? 100 milioni in un anno possono sembrare tanti ma sono un aggregato che tiene insieme tutto, canoni, costi operativi e personale, investimenti che poi la società ammortizza e si fa fatica a capire bene - sottolineano dal comitato del Grande idroelettrico -.Nel 2023 A2A ha prodotto 2,7 TWh con un fatturato verosimilmente superiore ai 340 milioni di euro (ipotesi di vendita al pun di 127 euro/Mwh). Ora lasciare sul territorio (compreso investimenti e personale) meno di un terzo non pare adeguato allo sfruttamento del territorio".

"Sostenibilità territoriale di Valtellina e Valchiavenna. E’ un obiettivo o uno slogan e come si allinea con le posizioni della compagnia? - si chiede sempre il comitato per il grande idroelettico - A2A È contraria al rinnovo delle concessioni tramite gara ad evidenza pubblica? A2A ha ricorso contro il pagamento dei canoni aggiuntivi? Le note di un incontro tra Provincia, comunità montane e organizzazioni sindacali sullo sfruttamento idrico in provincia di Sondrio del 2 febbraio 1995 sembrano evidenziare problematiche che si sono notevolmente aggravate negli anni. Dal verbale dell’incontro: la produzione idroelettrica comporta sul nostro territorio problemi di sicurezza e di impatto ambientale. I problemi di sicurezza richiedono una costante presenza dell’uomo sul territorio ed una adeguata manutenzione di cui dovrebbero farsi carico in modo piu’ concreto le aziende produttrici. Sull’occupazione si era passati già dai 1449 posti del 1980 ai 1099 del 1995. Un calo di 350 unità. Se consideriamo i dati di oggi rispetto al 1980 sono piu’ di 1000 i posti di lavoro tagliati. La sola A2A ha tagliato piu’ di 400 posti di lavoro rispetto agli anni ’80".

"Se vogliamo parlare di sostenibilità territoriale dobbiamo pretendere piu’ manutenzioni e sicurezza, piu’ investimenti e il ripristino dello scambio con i posti di lavoro di qualità, nella nostra provincia - passano al contrattacco Cardettini e i suoi "colleghi di comitato" -. Bisogna ripristinare i 1000 posti di lavoro di qualità sull’energia in provincia di Sondrio, che valgono più dei 50/80 milioni di euro risparmiati dai produttori. Una vera mattanza a cui il territorio tutto ha assistito in maniera passiva, senza rendersi conto che i canoni le aziende li pagano con il risparmio sul costo del lavoro. Sostanzialmente regaliamo l’acqua. Questo sarebbe un obiettivo di sostenibilità territoriale auspicabile per le aziende produttrici".

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