Latteria Sociale Valtellina e SpaH: una collaborazione che funziona e che fa del bene

Il responsabile del progetto Maurizio Giboli: «L'entusiasmo dei ragazzi di SpaH è contagioso: è una gioia per noi vedere con quanto impegno si applicano e con quanta soddisfazione valutano il lavoro concluso»

foto di gruppo nel giorno della presentazione della collaborazione

Il 2019 che sta concludersi verrà ricordato dalla Latteria Sociale Valtellina per il lancio del progetto di inclusione, sviluppato in collaborazione con la Fondazione Albosaggia, che ha coinvolto i ragazzi di SpaH. Otto mesi di avviamento per un inizio più che promettente, anche se più dei numeri, relativi alle persone, alle ore di lavoro e ai formaggi prodotti, a dare un senso compiuto all'iniziativa sono l'entusiasmo con il quale i ragazzi di SpaH hanno affrontato l'impegno lavorativo e la gratificazione che ne hanno tratto.

L'essere valorizzati e il sentirsi importanti, indispensabili addirittura, per un'attività che li ha fatti sentire vicini agli altri, parte di una squadra, prima che di un progetto. Uscire di casa ogni mattina per recarsi sul posto di lavoro, proprio come i loro coetanei, ha allargato i loro orizzonti e riempito le loro giornate.

I formaggi della tradizione valtellinese

Sedici i ragazzi coinvolti, considerando tutti quelli che hanno seguito il corso per la sicurezza nei luoghi di lavoro, di cui otto, a turni di due, impegnati a svolgere il compito assegnato. Quattro formaggi della tradizione casearia di Valtellina e Alto Lario dalla primavera scorsa vengono commercializzati in una veste nuova firmata dai ragazzi di SpaH. Su ogni forma di "San Marco", "Val Masino", "Abbazia in Vallate" e "Oro di Dongo" compare un'immagine in serigrafia che riporta alla loro origine e alla loro produzione con la firma dei casari: il leone di Venezia e Alessandro Barbero, le vette e Donatella Auguadri, l'antica abbazia di San Pietro e Gabriele Tocalli, il lago di Como e Cristian Pilatti.

Per i consumatori che li hanno acquistati non soltanto il gradimento per la bontà e la tipicità che esprimono ma anche l'orgoglio di aver contribuito alla realizzazione di un progetto per ragazzi con disabilità psico-fisiche.

A illustrare il progetto è Maurizio Giboli, che lo ha sviluppato e coordinato per conto della Latteria Sociale Valtellina: ≪I ragazzi di SpaH - spiega - hanno dapprima seguito i corsi per la sicurezza nei luoghi di lavoro, quindi sono stati avviati all'utilizzo della stampante e successivamente affiancati dal nostro personale durante le diverse fasi. Il loro entusiasmo è contagioso: è una gioia per noi vedere con quanto impegno si applicano e con quanta soddisfazione valutano il lavoro concluso≫.

≪Come Fondazione Albosaggia non possiamo che definire questa esperienza assolutamente positiva - sottolinea la presidente Ornella Forza -: con la Latteria Sociale Valtellina abbiamo realizzato un bellissimo progetto di inclusione grazie all'attenzione e alla sensibilità dimostrate nei confronti dei nostri ragazzi, ai quali è stato trasmesso il messaggio di essere parte integrante del lavoro. Loro ne hanno guadagnato in autostima e in fiducia realizzando pienamente gli obiettivi che come Fondazione ci prefiggiamo nella prospettiva dell'inserimento nel mondo del lavoro≫. ≪Siamo partiti con molto entusiasmo e abbiamo trovato tante persone gentili - spiegano i ragazzi coinvolti nel progetto -, però le forme di formaggio sono pesanti e c'è da lavorare. Insieme abbiamo imparato a sistemare i formaggi sulla stampante e a farla partire≫. 

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Un'esperienza vissuta a stretto contatto con i dipendenti della Latteria Sociale Valtellina, sia quelli che li seguivano che gli altri occupati con mansioni diverse presso la struttura produttiva di Trivate, a Delebio. Un progetto di inclusione destinato a proseguire e ad allargarsi nelle ambizioni dei promotori ma anche a fungere da modello per altre realtà produttive che potrebbero offrire opportunità analoghe ai ragazzi di SpaH.

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