Coldiretti Sondrio: «il 2020 anno da dimenticare per l’agricoltura valtellinese e chiavennasca»

Il presidente di Coldiretti Sondrio Marchesini: «L’emergenza pandemia ha investito tutti i settori produttivi, il bilancio si aggrava in questi giorni di “zona rossa” con il turismo azzerato nel cuore della stagione sciistica»  

«Per l’agricoltura della provincia di Sondrio è stato un anno difficile. Colpa soprattutto dell’emergenza Covid, che ha investito l’intero comparto agroalimentare e turistico: per di più, il bilancio si aggrava in questi giorni di “zona rossa”, con i locali di ristorazione chiusi al pubblico e il turismo azzerato nel cuore della stagione sciistica». Il presidente di Coldiretti Sondrio Silvia Marchesini evidenzia come l’agricoltura valtellinese e chiavennasca ricorderà il 2020 come un anno di estrema difficoltà.    

«Le difficoltà legate a lockdown e limitazioni sono state pesanti, e lo sono tuttora. Sin dai giorni delle prime chiusure totali di primavera ci sono state forti limitazioni per la logistica, dei trasporti. La manodopera stagionale è riuscita a raggiungere la nostra provincia in tempo per la vendemmia e per la raccolta delle mele, ma è stata una corsa contro il tempo. L’agricoltura ha dovuto riconvertirsi in tempo zero, a esempio con la consegna a domicilio prodotti agricoli: lo abbiamo fatto a marzo, lo facciamo in queste settimane con un elenco in continuo aggiornamento che tutti possono consultare sul nostro sito web, sondrio.coldiretti.it, o sulla pagina facebook Coldiretti Sondrio».

Tutti i settori sono in sofferenza, e non solo quelli legati all’agroalimentari   

«Alle chiusure di ristoranti e agriturismi si assomma l’interruzione dei flussi dei visitatori che raggiungono la valle, con perdite economiche ancor più marcate. Certamente una situazione critica la vive il comparto  vitivinicolo, che trova un notevole sbocco di mercato nella ristorazione». Va detto che, in generale, sono tutti gli ambiti ad essere colpiti dalla crisi: il settore caseario, quello di miele e salumi, ma anche il comparto frutticolo: pensiamo alle mele che erano distribuite, ogni mattina, a migliaia di studenti nelle scuole lombarde. Un altro risvolto della crisi è lo sviluppo dell’ecommerce, «che porta il made in Valtellina direttamente a casa: ma, va da sé, che si tratta di un segmento non sufficiente a ripagare le perdite subite»    .

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