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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Settore in ginocchio

L'allarme di Coldiretti Sondrio: "Una stalla su 10 rischia il crack"

Anche nel settore dell'allevamento sono pesanti gli effetti del caro energia

Ben oltre un allevamento su dieci in Valtellina e Valchiavenna è in una situazione così critica da mettere a serio rischio il futuro dell’attività per l’esplosione dei costi. E’ quanto afferma il presidente di Coldiretti Sondrio Silvia Marchesini in merito alla corsa dei prezzi al dettaglio per il latte a causa dell’impennata delle bollette energetiche sull’intera filiera agroalimentare.

“Fino a oggi grazie alla cooperazione fra allevatori, industrie e grande distribuzione si è riusciti a contenere gli aumenti nei confronti di consumatori e cittadini ma adesso non siamo più in grado di reggere se non con un aumento dei prezzi perché la situazione sta diventando insostenibile” - spiega il presidente Marchesini nel sottolineare che - “è importante intervenire perchè è a rischio un’intera filiera produttiva”.

Problema diffuso

Il problema è, ovviamente, ben più esteso rispetto allo stretto comprensorio lariano: in pericolo c’è infatti un sistema composto da 24mila stalle da latte italiane che garantiscono una produzione di 12,7 milioni di tonnellate all’anno che alimenta una catena produttiva lattiero-casearia nazionale, che esprime un valore di oltre 16 miliardi di euro ed occupa oltre 200.000 persone fra occupati diretti e indotto con una ricaduta positiva in termini di reddito e coesione sociale.

“La stabilità della rete zootecnica in Valtellina e Valchiavenna ha un’importanza che non riguarda solo l’economia ma - sostiene Marchesini - ha una rilevanza sociale e ambientale perché quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere, spesso da intere generazioni, lo spopolamento e il degrado dei territori soprattutto in zone svantaggiate”.

“La chiusura di un’azienda zootecnica significa anche che non riaprirà mai più, con la perdita degli animali e del loro patrimonio genetico custodito e valorizzato da generazioni di allevatori. Per questo è necessario intervenire subito per contenere il caro energia ed i costi di produzione con misure immediate per salvare aziende e stalle e strutturali per programmare il futuro - conclude Marchesini - Occorre lavorare da subito per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali e alle speculazioni”.

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