Lunedì, 27 Settembre 2021
Economia

Formaggi, Casera e Bitto festeggiano 25 anni di Dop: lanciata una nuova campagna promozionale

Le iniziative 'Alle origini del Gusto' prevedono attività promozionali e turistiche sul territorio, press tour, spot televisivi e radiofonici su scala nazionale e locale, azioni sui social media e iniziative di marketing nei supermercati e nei punti qualità nazionali per tutto il biennio 2021-2022

Le Dop Bitto e Valtellina Casera compiono un quarto di secolo. Per celebrare i 25 anni della registrazione dei due formaggi simbolo della Valtellina tra le denominazioni di origine protetta, il Consorzio di tutela lancia una nuova campagna di promozione 'Alle origini del Gusto' e un piano strategico di investimenti sul territorio per il biennio 2021-2022 del valore complessivo di 600.000 euro.

Le iniziative, finanziate grazie ai fondi del Psr 2014-2020 della Lombardia, prevedono attività promozionali e turistiche sul territorio (tra cui la partenza a luglio del primo cammino del Bitto e del Valtellina Casera Dop), press tour, spot televisivi e radiofonici su scala nazionale e locale, azioni sui social media e iniziative di marketing nei supermercati e nei punti qualità nazionali per tutto il biennio 2021-2022. Ad annunciarlo oggi in conferenza stampa il vicepresidente del Consorzio, Franco Marantelli Colombin, alla presenza dell'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi della Regione Lombardia, Fabio Rolfi.

"Grande potenziale"

"La Lombardia - ha dichiarato Fabio Rolfi, assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi della Regione Lombardia - produce 14 dei 49 formaggi Dop italiani. I prodotti agroalimentari Dop Igp della Lombardia hanno un valore di produzione complessiva di 1,8 miliardi di euro, con una crescita del 15% all'anno nel periodo pre Covid, pari al 23,2% del totale nazionale. Bitto e Casera sono due simboli della Lombardia e dell'agricoltura di montagna. L'indagine realizzata su questi due prodotti ci dice che c'è ancora un grande potenziale da sfruttare. La Regione è e sarà in prima linea insieme al consorzio per promuovere a livello comunicativo la qualità di questi formaggi eccezionali, per farli conoscere al grande pubblico e dare così il giusto valore al lavoro degli agricoltori".

"Con questa campagna - ha spiegato Franco Marantelli Colombin - vogliamo rilanciare al grande pubblico due formaggi espressione di un'antica tradizione casearia, tramandata sul nostro territorio fin dal tempo dei Celti. Bitto e Valtellina Casera sono due produzioni strategiche per la Valtellina, che generano un fatturato di 13 milioni di euro e ogni anno danno lavoro a 650 persone". "Due formaggi - continua il vicepresidente del Consorzio - ancora poco conosciuti dal grande pubblico, se non al Nord Ovest dell'Italia, ma apprezzati da chi li conosce. Secondo una recente indagine commissionata dal Consorzio solo il 23,5% degli italiani conosce queste produzioni. La campagna nasce con l'obiettivo di far conoscere maggiormente queste eccellenze, perché in linea con le richieste dei consumatori che cercano sempre più prodotti Dop e con materia prima italiana. Alla campagna si aggiungeranno anche le celebrazioni per il 25ennale del Consorzio, che ricorreva nel 2020, rimandato causa Covid".

Sondaggio

Bitto e Valtellina Casera sono apprezzati da chi li acquista per il loro sapore di montagna e per la loro tipicità, intesa come stretto legame con il territorio, ma ancora poco conosciuti dal grande pubblico. Che deve imparare ad amarli. È questa la fotografia di Bitto e Valtellina Casera Dop scattata dall'indagine SG marketing 'Conoscenza e percepito dei formaggi Bitto e Valtellina Casera DOP tra i consumatori italiani' presentata per l'occasione. Un italiano su 4 conosce Bitto e Valtellina Casera, ma 6 conoscitori su 10 ne diventano consumatori.

A confronto con Dop storiche come Gorgonzola, Asiago e Fontina, Bitto e Valtellina Casera sono conosciuti dal 22% e dal 25% degli intervistati, con una penetrazione al consumo del 13% e del 15%. Un dato che cambia restringendo il campo degli intervistati a Nord Ovest dell'Italia, dove la conoscenza delle due produzioni si impenna. Bitto e Valtellina Casera sono conosciute da oltre la metà dei residenti (54%), con una penetrazione al consumo del 39% e 36%.

Al pari di Asiago e Fontina, Bitto e Valtellina Casera sono percepiti dai loro consumatori come tipici di un territorio (54%), prodotti secondo le regole della certificazione Dop (45%) e formaggi di alpeggio (43%), anche se di fatto il Valtellina Casera è un formaggio di latteria.

Chi li consuma li ama e ne distingue le specificità: il 52% dei conoscitori del prodotto è consapevole del fatto che Bitto e Valtellina Casera vengono prodotti rispettando le regole della tradizione del territorio valtellinese e che i due formaggi vengono realizzati uno in estate, portando i bovini al pascolo in alta quota e l'altro in inverno quando i bovini scendono nelle stalle di fondo valle.

Sono due le immagini maggiormente associate dai consumatori ai formaggi Dop Bitto e Valtellina Casera: la montagna, con i suoi valori tipici di naturalezza e genuinità (63% e 61%), e il gusto inconfondibile (58% e 46%). Si posiziona in terza battuta la produzione a km zero, con l'approvvigionamento del latte direttamente in valle (38% e 40%). Un dato quest'ultimo che si concilia bene con le richieste degli italiani sulla sostenibilità dei formaggi.

Sostenibilità che, dopo l'italianità, la Dop e il prezzo concorrenziale è il quarto tra i fattori principali nella scelta dei formaggi. Nella percezione del consumatore, per essere sostenibile, un produttore di formaggio deve, infatti, utilizzare solo latte a km zero (35% delle citazioni), garantire il benessere animale (34%), ottimizzare l'utilizzo di energia e acqua (28%), impiegare energia derivante da fonti rinnovabili (27%) e mantenere i metodi di produzione tradizionali/artigianali (22%).

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La campagna "Alle origini del gusto"

La campagna di promozione 'Alle origini del gusto' dal claim 'Assapora il tempo della natura' permetterà di conoscere più da vicino i due prodotti caseari della Valtellina. Se il Bitto, il re dei formaggi di alpeggio estivo, affonda le sue radici nell'antichissima tradizione celtica di sfruttare i pascoli naturali d'estate e di trasformare il latte appena munto in formaggio, il Valtellina Casera è espressione della sapiente lavorazione delle prime latterie turnarie di Sondrio che raccoglievano il latte delle vacche discese a fondovalle per lavorarlo durante l'inverno.

L'emergenza Covid non ha fermato la produzione di Bitto e Valtellina Casera. Secondo gli ultimi dati diffusi dal Consorzio, il 2020 si è chiuso con 13 milioni di euro di fatturato (l'85% rappresentato dal Valtellina Casera e il 15% dal Bitto) in sostanziale parità sull'anno precedente. Complessivamente la produzione 2020 si è attestata a 19.130 quintali (17.030 per il Valtellina Casera e 2.100 per il Bitto) grazie a una filiera che conta 133 allevamenti, 13 caseifici (di cui 6 acquirenti primari/cooperative) e 16 stagionatori per il Valtellina Casera, mentre 54 alpeggi produttori (di cui 1 cooperativa) e 10 stagionatori per quella del Bitto.

A fare da traino tra le due Dop è il Valtellina Casera, che nell'ultimo anno ha registrato un'impennata produttiva del 20,5% (passando dai 14.130 quintali del 2019 ai 17.030 nel 2020). L'impennata però non si è tradotta in un deprezzamento del prodotto, che ha tenuto in termini di valore. In flessione (-8,7%) invece la produzione del Bitto Dop: 2.100 quintali prodotti nel 2020 contro 2.300 del 2019.

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