Creval, raddoppiato l'utile nell'ultimo anno

L'ad Luigi Lovaglio: «I primi nove mesi dell’anno si sono chiusi con risultati molto positivi, in particolare nel terzo trimestre, grazie all’impegno e alla dedizione di una squadra forte e coesa, dimostrando che la banca è pronta a operare anche in una situazione di grande complessità, con un modello di business sostenibile che mette al centro famiglie e piccole e medie imprese»

l Consiglio di Amministrazione del Creval ha esaminato e approvato nei giorni scorsi i risultati consolidati al 30 settembre 2020 che evidenziano un utile netto pari a 65,6 milioni di euro, quasi raddoppiato rispetto all’utile registrato nei primi nove mesi dello scorso anno.

«I primi nove mesi dell’anno si sono chiusi con risultati molto positivi, in particolare nel terzo trimestre, grazie all’impegno e alla dedizione di una squadra forte e coesa, dimostrando che la banca è pronta a operare anche in una situazione di grande complessità, con un modello di business sostenibile che mette al centro famiglie e piccole e medie imprese. Continueremo a focalizzarci con grande determinazione sulle leve che possiamo controllare, con l’obiettivo di mantenere un buon livello di redditività, risultato di un equilibrio ottimale tra la crescita dei volumi commerciali, grazie alla fiducia che ci stanno dimostrando i clienti, e l’efficienza della struttura dei costi», ha commentato Luigi Lovaglio, Amministratore Delegato di Creval.

«Lo scenario dei prossimi mesi appare anche più sfidante, dato il protrarsi di un’emergenza sanitaria senza precedenti, ma lo affronteremo da un lato con la massima attenzione per la salute dei colleghi e dall’altro con la disciplina che abbiamo adottato da subito, nell’implementare le azioni che avevamo già previsto nel piano industriale e abbiamo saputo trasformare in risultati sempre più tangibili. Grazie al focus su un efficiente processo di erogazione del credito e la riduzione dello stock di crediti deteriorati, abbiamo già raggiunto un NPE ratio lordo del 6,4%, in anticipo rispetto al target di piano. Un percorso che ha portato anche ad un ulteriore rafforzamento della solidità patrimoniale della banca che ha raggiunto un Cet 1 del 17,2%, una dote preziosa per il futuro» ha continuato l'ad.

Risultati consolidati al 30 settembre 2020

I primi nove mesi dell’anno sono stati caratterizzati dall’emergenza sanitaria di Covid-19 che ha causato forti ripercussioni di carattere economico, finanziario e sociale. In tale contesto la Banca ha continuato ad operare ponendo in atto tutte le necessarie misure per assicurare la massima tutela per Dipendenti e Clienti, senza far mancare il sostegno all’economia dei propri territori di insediamento come evidenziato dall’andamento degli impieghi retail, in aumento del 6% su base annua. L’attività commerciale, che ha subito un rallentamento durante il lockdown, si è progressivamente ripresa nei mesi successivi focalizzandosi nel dare attuazione alle misure di liquidità messe a disposizione dal Governo a supporto delle famiglie e PMI per fronteggiare la crisi. Alla crescita degli impieghi hanno contribuito inoltre anche i collocamenti di prestiti personali grazie all’accelerazione impressa dalla Banca al consumer credit, mettendo a disposizione della clientela anche la possibilità di finalizzare tale prodotto on-line tramite lo scambio documentale a distanza.

Nonostante il difficile contesto esterno, Creval ha proseguito nell’implementazione delle linee guida strategiche previste a Piano raggiungendo importanti obiettivi in termini di riduzione dei rischi di credito, ottimizzazione della base costi e solidità patrimoniale.
Sul fronte dei trend operativi si registra una buona tenuta nonostante gli impatti della pandemia sull’economia, con ricavi in crescita del 8,6% rispetto al trimestre precedente, trascinati dal margine di interesse e commissioni nette rispettivamente in aumento del 10,7% e 7,5% su base trimestrale.

Con riferimento ai costi, nel terzo trimestre si è confermato il trend positivo in atto da inizio anno che ha portato il totale degli oneri operativi a ridursi del 9% a/a, in anticipo rispetto alle due tempistiche previste a Piano, grazie, in particolare, alla razionalizzazione operata nelle ‘altre spese amministrative’ diminuite del 12,2% a/a.
Sul fronte della qualità del credito, nel corso dei primi nove mesi dell’anno la Banca ha ceduto crediti deteriorati per un controvalore lordo di oltre 800 milioni di euro, completando in anticipo l’obiettivo previsto a Piano.

Tali cessioni hanno contribuito a ridurre il NPE ratio lordo dall’11,3% del 30 settembre 2019 al 6,4%, al di sotto del target fissato per il 2023 (<6,5%). A tale risultato hanno contribuito anche un più efficiente processo di erogazione del credito, il rafforzamento dell’attività di monitoraggio e un miglioramento delle azioni di work-out dei crediti deteriorati, che hanno comportato un calo del default rate dal 2,1% di inizio 2019 ad un livello inferiore all’1,3%, in miglioramento rispetto al trimestre precedente.

Per quanto riguarda la patrimonializzazione, Creval si presenta oggi con un livello di solidità ulteriormente rafforzato e ai vertici del sistema bancario italiano. Il CET 1 ratio fully loaded è pari al 17,2% in aumento di 255 p.b. dal 14,7% del 30 settembre 2019 con un buffer di capitale sopra il minimo SREP di oltre 860 p.b. che consente di far fronte alle incertezze connesse all’evoluzione del quadro economico.

Gli aggregati patrimoniali

La raccolta diretta si assesta a 17,4 miliardi di euro rispetto a 19,0 miliardi di euro del 31 dicembre 2019. All’interno dell’aggregato, la raccolta della clientela retail (famiglie e PMI) è pari a 11,2 miliardi di euro in crescita del 1,5% da fine 2019 e del 2,1% su base annua. La raccolta della clientela corporate è pari a 4,7 miliardi di euro in calo rispetto al dato di fine 2019 (5,1 miliardi di euro) in seguito alla riduzione operata nei depositi corporate più onerosi. La raccolta istituzionale e obbligazionaria è pari a 1,5 miliardi di euro in calo rispetto a 2,9 miliardi di euro del 31 dicembre 2019, per effetto della diminuzione dei pronti contro termine.

I crediti netti verso clientela, esclusi i crediti rappresentati da titoli di debito (4,8 miliardi di euro), si attestano a 14,7 miliardi di euro in aumento del 1,6% rispetto al dato del 31 dicembre 2019 (14,5 miliardi di euro), trascinati da un’attività commerciale focalizzata nel dare attuazione alle misure di sostegno alla liquidità messe a disposizione a livello di Sistema per le famiglie e imprese a fronte dell’emergenza Covid-19, nonché alla crescita del credito al consumo.

All’interno dei crediti verso la clientela la componente retail (famiglie e PMI) ammonta a 6,4 miliardi di euro, in aumento del 6,0% su base annua. Gli impieghi della clientela corporate sono pari a 7,3 miliardi di euro in calo del 2,8% da fine 2019 principalmente per effetto della strategia di riduzione delle esposizioni non-core effettuata nei primi nove mesi dell’anno coerentemente con linee guida del Piano.

Includendo nell’aggregato i crediti rappresentati da titoli di debito (principalmente titoli di Stato) i crediti netti totali sono pari a 19,5 miliardi di euro, invariati rispetto al dato di fine 2019.

Con riferimento alla qualità del credito, i crediti deteriorati lordi sono pari a 1.038 milioni di euro in calo del 45,6% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno (-32,4% rispetto al dato di fine 2019), grazie principalmente alle vendite realizzate da inizio anno di diversi portafogli composti da posizioni in sofferenza e UTP per oltre 800 milioni di euro, che hanno consentito di completare in anticipo il target di cessioni previsto a Piano, nonostante il difficile contesto economico esterno venutosi a creare a causa dell’emergenza sanitaria. L’aggregato ha inoltre beneficiato del progressivo miglioramento dell’attività di interna di work-out in atto dallo scorso anno.

I crediti deteriorati netti sono pari a 545 milioni di euro in riduzione del 30,0% rispetto al 30 settembre 2019 e del 25,7% da inizio anno.

L’incidenza dei crediti deteriorati sul totale dei crediti verso clientela, esclusi i titoli governativi (3,9 miliardi di euro), si attesta al 6,4% su base lorda e al 3,5% su base netta, in calo rispettivamente dall’11,3% e dal 5,0% del 30 settembre 2019.

Le sofferenze nette sono pari a 120 milioni di euro in calo del 19% rispetto al 30 settembre 2019 (148 milioni di euro) in seguito principalmente alle cessioni finalizzate nei primi nove mesi dell’anno; le inadempienze probabili nette sono pari a 395 milioni di euro in riduzione del 32% rispetto al 30 settembre 2019 (579 milioni di euro); le esposizioni scadute nette sono pari a 29 milioni di euro in calo del 42% rispetto a 51 milioni di euro del 30 settembre 2019.

La copertura delle sofferenze si assesta al 62,3%, invariata nel trimestre, in linea con la media di settore, a fronte di un’incidenza dello stock sul totale dei crediti deteriorati lordi pari al 31%, tra i più bassi del sistema.

La copertura delle inadempienze probabili è pari al 42,4% in aumento dal 39,2% del trimestre precedente e quella dei past due è pari al 11,2% rispetto al 12% del trimestre precedente.

La copertura dei crediti deteriorati si attesta pertanto al 47,5% in aumento di 290 p.b. rispetto al trimestre precedente.

La copertura dei crediti verso clientela in bonis (escludendo i titoli governativi) è pari allo 0,5%, in linea con il dato del trimestre precedente.

La raccolta indiretta è pari a 10,1 miliardi di euro in aumento dello 0,6% su base trimestrale (10,4 miliardi di euro a fine 2019). All’interno dell’aggregato la raccolta del comparto del risparmio gestito è pari a 7,6 miliardi di euro in crescita del 1,1% rispetto al trimestre precedente, trascinata dalla crescita del comparto assicurativo (+1,6%). Il risparmio amministrato è pari a 2,6 miliardi di euro sostanzialmente invariato rispetto al trimestre precedente.

Le attività finanziarie rappresentate da titoli si attestano a 6,0 miliardi di euro, in calo del 3,9% rispetto al 31 dicembre 2019 (6,2 miliardi di euro). All’interno dell’aggregato i titoli governativi sono pari a 4,6 miliardi di euro, in riduzione del 2,2% rispetto a fine 2019. La riserva dei titoli di Stato italiani classificati a FVTOCI (al netto dell’effetto fiscale) è positiva per 2,5 milioni di euro.

La posizione di liquidità della Banca si mantiene robusta, con un ammontare di attivi liberi stanziabili in BCE pari a 5,0 miliardi di euro in aumento rispetto ai 3,3 miliardi di euro di fine 2019. Gli indici di liquidità LCR e NSFR sono ampiamente sopra rispettivamente il 150% e il 100%.

La componente di funding proveniente dalla BCE è pari a 3,5 miliardi di euro, interamente rappresentati da fondi TLTRO-III, di cui 2,5 miliardi di euro con scadenza giugno 2023 e 1 miliardo di euro con scadenza dicembre 2022.

Il patrimonio netto e i coefficienti patrimoniali

Il patrimonio netto di pertinenza del Gruppo al 30 settembre 2020 si attesta a 1.727 milioni di euro.

Il capitale CET 1, calcolato in regime di phased-in, è pari a 1.838 milioni di euro a fronte di attività di rischio ponderate (RWA) per 8.564 milioni di euro. Il totale dei fondi propri ammonta a 2.002 milioni di euro.

I coefficienti patrimoniali della Banca, escluso l’utile di periodo, evidenziano i seguenti valori ampiamente superiori ai requisiti minimi SREP:

- 21,5% CET 1 ratio rispetto ad un requisito minimo SREP del 8,55%;
- 21,5% Tier 1 ratio rispetto ad un requisito minimo SREP del 10,05%;
- 23,4% Total Capital ratio rispetto ad un requisito minimo SREP del 12,05%.

Il coefficiente CET 1 ratio a regime (“fully loaded”) al 30 settembre 2020 è pari al 17,2%, in aumento rispetto al dato del 30 settembre 2019 (14,7%) e rispetto al dato del 30 giugno 2020 (16,7%).

I risultati economici

Il margine di interesse è pari a 251,0 milioni di euro rispetto a 262,7 milioni di euro registrato nel corrispondente periodo dello scorso anno. L’andamento su base annua è stato principalmente impattato dalle cessioni di crediti deteriorati e del ramo di attività del credito su pegno avvenute nei primi 9 mesi di quest’anno, parzialmente compensati dai benefici dei fondi TLTRO III. Nel terzo trimestre del 2020 il dato si assesta a 89,5 milioni di euro in aumento del 10,7% rispetto al trimestre precedente (80,8 milioni di euro) grazie sia allo sviluppo dell’attività commerciale sia al maggior contributo derivante dai fondi TLTRO-III.

Le commissioni nette sono pari a 169,0 milioni di euro in calo rispetto a 186,0 milioni di euro registrati nel corrispondente periodo dello scorso anno, per effetto dell’emergenza sanitaria connessa al Covid-19 che ha impattato sull’operatività della clientela. Nel terzo trimestre 2020 il dato è pari a 57,4 milioni di euro in rialzo del 7,5% rispetto al trimestre precedente. All’interno dell’aggregato le commissioni relative all’attività di banca tradizionale si attestano a 41,7 milioni di euro, in crescita del 8,9% rispetto al secondo trimestre del 2020 (38,3 milioni di euro) grazie all’aumento dell’operatività della clientela nei mesi successivi al lockdown. Le commissioni derivanti dal comparto del risparmio gestito sono pari a 15,7 milioni di euro, in rialzo del 4,0% rispetto al trimestre precedente.

Il risultato netto dell'attività di negoziazione, copertura e di cessione/riacquisto di attività FVOCI è pari a 1,7 milioni di euro, rispetto a 7,0 milioni di euro del corrispondente periodo dello scorso anno.

I proventi operativi si attestano a 435,6 milioni di euro rispetto a 464,9 milioni di euro registrati nei primi nove mesi del 2019.

Le spese del personale sono pari a 184,9 milioni di euro, in diminuzione del 8,4% su base annua, pur includendo i costi relativi al rinnovo del contratto nazionale di categoria. Il calo è principalmente dovuto alla diminuzione degli organici, anche in seguito alla cessione del ramo di azienda del credito su pegno avvenuta nel primo trimestre dell’esercizio. Nel terzo trimestre 2020 il dato si attesta a 60,6 milioni di euro, in leggero calo (-0,3%) rispetto al trimestre precedente (60,8 milioni di euro).

Le altre spese amministrative ammontano a 82,0 milioni di euro, in calo del 12,2% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno (93,4 milioni di euro) nonostante i costi dovuti all’emergenza Covid-19, grazie ai benefici dei continui interventi di ottimizzazione della base costi. Nel terzo trimestre 2020 il dato si assesta a 27,1 milioni di euro in diminuzione del 1,3% rispetto al trimestre precedente (27,4 milioni di euro).

Le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali ammontano a 32,2 milioni di euro in calo del 3,0% rispetto ai primi nove mesi del 2019.

Il totale degli oneri operativi si attesta pertanto a 299,2 milioni di euro in calo del 9% su base annua.

Il risultato netto della gestione operativa è pari a 136,4 milioni di euro rispetto a 136,3 milioni di euro registrati nel corrispondente periodo dello scorso anno.

Gli oneri di sistema sono pari a 25,9 milioni di euro (19,9 milioni di euro nei primi nove mesi del 2019) e sono rappresentati dai contributi al Fondo di Risoluzione (di cui 9,8 milioni di euro ordinari registrati nel primo trimestre 2020 e 3,6 milioni di euro addizionali registrati nel secondo trimestre 2020) e dal contributo al Fondo di Garanzia dei Depositi per 9,0 milioni di euro registrato nel terzo trimestre 2020 a cui si sommano 3,5 milioni di euro relativi alla contribuzione stimata per lo Schema Obbligatorio a fronte di interventi a sostegno del sistema bancario.

Le rettifiche/riprese di valore per rischio di credito si attestano a 86,0 milioni di euro rispetto a 129,2 milioni di euro del corrispondente periodo dello scorso anno e includono un aggiornamento delle ipotesi macroeconomiche connesse al calcolo delle rettifiche su crediti secondo il principio IFRS 9. Nel terzo trimestre 2020 il dato è pari a 27,3 milioni di euro in calo rispetto al trimestre precedente (29,2 milioni di euro).

Gli accantonamenti ai fondi per rischi e oneri sono pari a 1,7 milioni di euro rispetto ai 10,1 milioni di euro registrati nel corrispondente periodo dello scorso anno.

L’utile da cessione di investimenti e partecipazioni è pari a 33,8 milioni di euro e si confronta con un dato pari a 5,2 milioni di euro registrato nei primi nove mesi del 2019. L’aumento è prevalentemente dovuto alla plusvalenza derivante dalla cessione del ramo di attività del credito su pegno, pari a circa 33 milioni di euro lordi, finalizzata nel gennaio scorso.

Il risultato dell’operatività corrente al lordo delle imposte si assesta a 62,4 milioni di euro in aumento rispetto al dato registrato nel corrispondente periodo dello scorso anno (10,8 milioni di euro).

Le imposte sul reddito sono pari 3,2 milioni di euro beneficiando della trasformazione di DTA da perdite fiscali in crediti di imposta prevista dal decreto “Cura Italia” in relazione alle cessioni di crediti deteriorati effettuati da inizio anno, che ha consentito l’iscrizione in bilancio di ulteriori DTA di pari importo e della stessa natura.

Il risultato netto di periodo si attesta a 65,6 milioni di euro, quasi raddoppiato rispetto al dato registrato nei primi nove mesi del 2019 (33,4 milioni di euro).

Le prospettive

Gli impatti dell’emergenza sanitaria a livello globale sono tuttora di difficile quantificazione. L’attività economica ha recuperato in misura marcata nel terzo trimestre in linea con le aspettative di graduale ripresa delineate a giugno. Tuttavia, la recente impennata dei casi di contagio da Covid-19 a partire da settembre e il conseguente inasprimento delle misure di contenimento poste in essere da molti Paesi tra cui l’Italia, aumentano le incertezze circa le possibili ripercussioni economiche sui comportamenti delle famiglie e sul sistema produttivo. L’economia dell’area euro continuerà comunque a beneficiare di un orientamento accomodante di politica monetaria della BCE al fine di garantire favorevoli condizioni di finanziamento per sostenere la ripresa economica e contrastare l’impatto negativo della pandemia.

In tale contesto, l’attività della Banca, nell’ultima parte dell’anno, proseguirà nell’implementazione delle linee guida di Piano focalizzandosi sulla qualità dell’attivo e sull’efficienza operativa, confermando al contempo un’elevata posizione di capitale e di liquidità.

La redditività operativa sarà supportata dal margine di interesse, che continuerà a beneficiare del contributo dei fondi TLTRO-III, dall’attività di impiego e dai ricavi commissionali, compatibilmente allo sviluppo dello scenario macro. Sul fronte dei costi proseguirà l’azione di efficientamento in corso.

La qualità del credito continuerà ad essere oggetto di particolare attenzione tenuto conto anche dell’evoluzione attesa dello scenario macroeconomico. Il costo del credito, pur rimanendo condizionato dall’evoluzione della pandemia, è atteso rimanere sotto controllo.

La posizione patrimoniale della Banca è prevista rimanere su livelli elevati, in grado di fronteggiare anche i possibili ulteriori peggioramenti dello scenario macroeconomico.

Seguono dati di sintesi, indicatori alternativi di performance, prospetti di Stato Patrimoniale e Conto Economico consolidati riclassificati e schemi di Stato patrimoniale e Conto economico consolidati

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