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Venerdì, 20 Maggio 2022
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I soci credono nella nuova Banca Popolare di Sondrio: solo 17 recessi

Dopo la trasformazione in società per azioni pochi aventi diritto hanno esercitato il diritto di recesso. Pedranzini: "Significa fiducia nell’istituzione e apprezzamento per il lavoro svolto in 150 anni di storia"

Nella giornata di giovedì 20 gennaio è scaduto il termine di legge per l'esercizio del diritto di recesso conseguente alla trasformazione della Banca Popolare di Sondrio in società per azioni. Si è concluso il periodo in cui era possibile per i soci avvalersi della facoltà prevista dal Codice Civile di esercitare il diritto di recesso. In attesa delle verifiche finali, i numeri comunicati preliminarmente dall’istituto valtellinese parlano da sé: solo pochissimi possessori di azioni della banca, 17 per 12.676 azioni complessive, hanno fatto pervenire la richiesta di recedere dalla compagine sociale. Nei prossimi giorni le poche azioni oggetto di tale scelta saranno, come previsto dalla normativa, offerte in opzione ai possessori di azioni Banca Popolare di Sondrio che non hanno esercitato il diritto di recesso, decidendo di rimanere nell’azionariato.

"L’attaccamento alla banca da parte della compagine sociale, rappresentata da una base sociale di oltre 154.000 Soci, si è manifestato appieno pure nella circostanza. Ciò significa fiducia nell’istituzione, apprezzamento per il lavoro svolto in 150 anni di storia una storia di crescita, valori, cultura, una storia che continua. Perché la forma giuridica è importante, ma ciò che più conta è tenere fede al proprio ruolo di banca della Comunità, una comunità che si apre al mondo: quindi capace di innovarsi, guardando al futuro con lungimirante curiosità per rispondere alle aspettative di tutti gli stakeholders” ha affermato il consigliere delegato, Mario Alberto Pedranzini.

Quello appena concluso è il primo passaggio post trasformazione che va nella direzione auspicata dai vertici aziendali a valle dell’assemblea di trasformazione. In quell'occasione, in particolare, il presidente Venosta aveva dichiarato: “Eravamo una banca popolare e speriamo che i valori che ci hanno ispirati vengano mantenuti. Sono convinto che molti soci che hanno sostenuto la banca continueranno a sostenere i suoi valori etici ed economici perché qualunque cosa accada in futuro siamo convinti che in questa banca vi sono valori da preservare.”

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