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Nell'agricoltura manca personale, Coldiretti: "Nulla osta ai lavoratori extracomunitari"

La presidente Silvia Marchesini: "“Purtroppo la concorrenza con la Svizzera sta diventando insostenibile”. Una soluzione? “Sbloccare i flussi dei lavoratori esteri coi relativi nulla osta"

Dagli addetti alla produzione in azienda agricola ai lavoratori in ambito agrituristico e nel settore ricettivo: anche in Valtellina e Valchiavenna c’è difficoltà nel trovare personale, complice la vicinanza con la Svizzera la cui concorrenza – quanto a mercato del lavoro - è difficilmente sostenibile.

Un problema – commenta Coldiretti Sondrio attraverso il direttore Giovanni Luigi Cremonesi – “che potrebbe essere risolto, almeno in parte, velocizzando il rilascio dei nulla osta necessari per consentire ai lavoratori extracomunitari, già ammessi all’ingresso con il decreto flussi pubblicato a gennaio di poter arrivare in Italia per lavorare nelle imprese agricole al più presto. Le imprese agricole hanno bisogno dei lavoratori richiesti ma, ad oggi, non sono stati ancora rilasciati i nulla osta da parte degli Sportelli Unici”.

Non si tratta, peraltro, di un problema circoscritto al nostro comprensorio: dal vicino Trentino fino al Veneto, passando per l’Emilia e arrivando in Basilicata, la situazione è divenuta drammatica. In quelle regioni, peraltro, esso investe anche il settore della raccolta della frutta con il rischio concreto di perdere i prodotti ormai maturi.

“Su tutto, una riflessione: non è possibile che per colpa della burocrazia – precisa il presidente Silvia Marchesini - le imprese vedano il rischio di compromettere la propria operatività dopo aver affrontato peraltro un pesante aumento dei costi di produzione determinato dalla guerra in Ucraina”.

Rispetto all`anno scorso – precisa la Coldiretti – le quote di lavoratori extracomunitari ammessi per decreto in Italia è stato alzato a 69mila e di questi, la fetta riservata all`agricoltura è di 42mila posti, a fronte dei quali sono però pervenute circa 100mila domande. La presenza di lavoratori stranieri è diventata strutturale nell’agricoltura italiana dove un prodotto agricolo su quattro viene raccolto in Italia da mani straniere che rappresentano piu’ del 29% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore, secondo il Dossier di Idos al quale ha collaborato la Coldiretti.

"Inoltre, con strumenti concordati con i sindacati, occorre  consentire anche ai percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani di poter collaborare temporaneamente alle attività nei campi” – conclude Cremonesi – che ricorda la richiesta di Coldiretti per “un piano per la formazione professionale e misure per ridurre la burocrazia e contenere il costo del lavoro con una radicale semplificazione che possa garantire flessibilità e tempestività”.

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