Dal 4 maggio servizio d'asporto e consegne: i ristoranti della provincia di Sondrio si attrezzano

Il presidente Gianluca Bassola: «In questo momento di estrema difficoltà il nostro settore è chiamato a un’inevitabile trasformazione e a reinventare la propria offerta. Invito i colleghi che non lo abbiano già fatto a comunicare le proprie proposte»

Come noto, dal 4 maggio i pubblici esercizi, compresi ristoranti, pizzerie, bar, pasticcerie, gelaterie, gastronomie e simili possono iniziare a fare vendita da asporto, con espresso divieto di consumo sul posto e nelle immediate vicinanze dell’esercizio. In questo contesto, l’Unione del Commercio e del Turismo ha mappato le attività di ristorazione che, in attesa della possibilità di riprendere con la riapertura ordinaria delle attività che comunque prevede tempi lunghi, si reinventa puntando sui servizi che è possibile realizzare nella perdurante fase di stand by imposto al settore. Dopo aver coinvolto tutti gli operatori della ristorazione (che a tale riguardo sono stati interpellati direttamente e invitati anche a compilare un questionario), la mappatura dell’Unione del Commercio e del Turismo evidenzia che in tutta la provincia proporranno il servizio d’asporto oltre 120 ristoratori e che, tra di essi, sono 60 coloro che hanno attivato quello già consentito di consegna a domicilio. La mappatura è in corso di costante aggiornamento ed è consultabile sul sito istituzionale all’indirizzo www.unione.sondrio.it dove vengono fornite anche informazioni più dettagliate. Eventuali richieste di variazione o implementazione del suddetto elenco potranno essere comunicate dagli interessati via mail, all’indirizzo info@unione.sondrio.it

«Il mondo della ristorazione – afferma Gianluca Bassola, presidente del Gruppo Ristoratori della provincia di Sondrio attivo all’interno dell’Unione del Commercio e del Turismo – è chiamato a una profonda riflessione che lo condurrà inevitabilmente a riposizionare la propria offerta. Come? Da un lato, riconvertendo il proprio business attraverso nuove strategie, in primis l’implementazione e la differenziazione dei servizi ai clienti; dall’altro, puntando con sempre maggiore decisione sulla qualità dei prodotti. La situazione è di estrema criticità, ma non bisogna perdersi d’animo. Sono convinto che la ristorazione saprà risollevarsi».

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Si rammenta che l’attività di take away è consentita, oltre che ai ristoranti, a tutti i pubblici esercizi, compresi bar, pizzerie, pasticcerie, gelaterie, gastronomie. In giornata l’Unione del Commercio e del Turismo invierà a tutti i ristoratori un vademecum con le indicazioni delle buone prassi da osservare nell’attuare il servizio d’asporto.

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