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Martedì, 27 Febbraio 2024
Forte preoccupazione / Andalo Valtellino

"Sul Cedi di Andalo Valtellino Iperal manca di trasparenza"

Le precisazioni di Cgil e Uil Sondrio sul trasferimento del centro di produzione dell'azienda dalla Bassa Valle a Giussano

Continua a far discutere la questione relativa al trasferimento del centro di distribuzione e produzione di Iperal da Andalo Valtellino a Giussano, in Brianza: dopo che le organizzazioni sindacali e in particolare la Cisl di Sondrio hanno riportato all'attenzione questa situazione, che coinvolge 300 lavoratori, tra quelli assunti direttamente dall'azienda e i dipendenti delle cooperative, 

Proprio Iperal e le cooperative avevano precisato come non solo tutti i lavoratori fossero stati tempestivamente informati del trasferimento, ma anche come a ciascuno di loro, nel 2025, data in cui lo spostamento diventerà effettivo, sarà garantita un'adeguata ricollocazione o la continuità lavorativa.

Spiegazioni, però, che non hanno convinto la Uiltucs Uil di Sondrio e la Filcams Cgil che hanno voluto affidare a un comunicato stampa congiunto dei loro rappresentanti Giorgio Spinetti e Alessandro Angius le loro precisazioni sulla questione.

"Filcams Cgil di Sondrio e Uiltucs Uil di Sondrio desiderano fornire alcune precisazioni in merito al trasferimento CEDI di Andalo, dichiarato da Iperal e oggetto di recenti notizie su diversi organi di stampa. Lo scopo è offrire una visione chiara dei fatti e delle preoccupazioni sindacali legate alla situazione. Durante l'incontro cruciale tenutosi a giugno del 2023 con Iperal, su richiesta insistente delle organizzazioni sindacali - raccontano Angius e Spinetti -, ci è stato comunicato che non c'erano certezze riguardo al trasferimento completo del CEDI. L'azienda aveva assicurato che Andalo avrebbe mantenuto parzialmente la sua attività. Oggi, ci troviamo di fronte alla notizia che il trasloco sembra ormai una realtà, con impatti significativi sui circa 300 lavoratori impiegati nel sito".

"La mancanza di trasparenza e collaborazione da parte di Iperal è evidente. In particolare, la negazione di un locale adeguato per l'assemblea, un diritto fondamentale, ha obbligato le organizzazioni sindacali a svolgerla nel parcheggio adiacente durante l'assemblea del CEDI di Andalo - proseguono i rappresentanti di Cgil e Uil -. Questo episodio, insieme al rifiuto di riconoscere l'ora retribuita per la partecipazione fuori dall'orario di lavoro, crea una sfida significativa nel coinvolgimento dei dipendenti nelle decisioni aziendali. In occasione dello sciopero del 22 dicembre, l'azienda ha adottato comportamenti scorretti, facendo indebite pressioni verso i lavoratori intenzionati a scioperare, ricordando che lo sciopero era stato indetto non contro Iperal, ma per il mancato rinnovo del CCNL scaduto da 4 anni".

"In merito alla cooperativa coinvolta, preoccupa profondamente l'utilizzo da parte di Iperal di manodopera a basso costo per mansioni che potrebbero rientrare nel contratto del commercio - concludono Spinetti e Angius -. La cooperativa applica un contratto dei multiservizi, caratterizzato da condizioni economiche meno favorevoli, e i lavoratori sono dichiarati soci solo quando è necessario appianare i debiti, una situazione che perdura costantemente. La mancanza di adeguate retribuzioni rispetto alle mansioni svolte e la non congruenza dei livelli di inquadramento sono ulteriori criticità che richiedono seria riflessione. Le rassicurazioni fornite da aziende che sistematicamente non rispettano gli obblighi di informazione non lasciano tranquilli riguardo all'assenza di perdita di posti di lavoro e al reimpiego presso altri punti vendita o appalti. Ribadiamo la nostra preoccupazione per l’inagibilità dei diritti sindacali necessari alla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori. Auspichiamo nel breve un incontro utile a fare chiarezza sulla vicenda che coinvolge molti lavoratori e lavoratrici". 

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