Settore strategico

Agricoltura di montagna: "Servono misure specifiche per salvaguardarla e valorizzarla"

Gli assessori regionali Massimo Sertori e Alessandro Beduschi hanno incontrato gli esponenti valtellinesi di questo comparto strategico per il territorio

Gli assessori regionali Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Alimentazione) e Massimo Sertori (Montagna e Enti locali) hanno incontrato a Sondrio i vertici di Fondazione Fojanini, i rappresentanti del mondo del vino e della viticoltura e della filiera bosco legno per un confronto sulle problematiche dei diversi settori in cui operano le aziende del territorio.

"Ogni iniziativa che arriva da questo territorio - ha commentato Beduschi - va salvaguardata e valorizzata nella sua singolarità perché questi operatori sono i migliori custodi della storia e della tradizione delle produzioni locali.  Confondere agricoltura di pianura con quella di montagna è un errore che non si deve più fare. Se si vuole preservare il futuro della montagna e la sua identità storica, anche come protezione civile, occorrono aiuti puntuali definiti con il massimo ascolto".

Strumenti che per la Regione significano, tra gli altri, il Psr, il programma di sviluppo rurale. "In questi territori abbiamo la splendida occasione delle Olimpiadi invernali - ha aggiunto Beduschi - e se la Regione vuole far sì che l'occasione sia fondamentale per lo sviluppo deve dotare la Valtellina di strumenti idonei per farla esplodere nella sua potenzialità turistica. Un turismo di eccellenza e di grande qualità, perché le produzioni come quella del vino, ad esempio, hanno raggiunto una maturazione qualitativa notevole. Dobbiamo restare in ascolto di questo territorio che sa raccontarci storie che arrivano da lontano e sapranno dare valore aggiunto alla proposta turistica che in prospettiva sarà sempre più sostanziosa".

"La montagna ha bisogno di misure specifiche - ha precisato l'assessore Sertori - e lo abbiamo visto confrontandoci con chi fa della ricerca la sua attività principale , come è per la Fondazione Fojanini, fulcro e sintesi dell'attività dei consorzi locali. Su questo c'è perfetta sintonia, abbiamo toccato con mano le distintività della montagna. Fondamentale quando nella costruzione delle leggi per l'agricoltura la montagna ha bisogno di interventi specifici e particolari. Serve un vero patto per la montagna, in grado di garantire anche la sicurezza del territorio, per preservare la montagna con investimenti strutturali che spingano il capitale umano a impegnarsi per il futuro".

Il mondo dell'agricoltura

Tra gli enti incontrati dai due esponenti di Regione Lombardia, anche Coldiretti Sondrio: il presidente Sandro Bambini ha rimarcato la centralità del settore primario in provincia di Sondrio, nonché la necessità “di promuovere il territorio attraverso la valorizzazione delle produzioni tipiche e perseguire un'agricoltura multifunzionale, sostenibile e localmente radicata. In un'epoca in cui l'economia globale favorisce la delocalizzazione delle produzioni e l'abbassamento dei costi a discapito dell'ambiente, della salute e del benessere sociale, diventa fondamentale che il territorio assuma un ruolo centrale. Ciò si otterrà grazie a politiche che ascoltino attentamente le aziende agricole e la rappresentanza del mondo agricolo”.

I quattro vicepresidenti di Coldiretti Sondrio (Benedetto De Campo, Marco Silvestri, Luca Balgera e Daniele Fallini) hanno riportato ai due assessori le principali tematiche e criticità del settore produttivo agricolo della provincia.

Il ruolo identitario dell'agroalimentare valtellinese e il tema eroico dell'agricoltura di montagna è stato rimarcato anche dall'assessore Beduschi: “Gli stessi muretti a secco sono monumenti vivi di storia e identità che consentono di mantenere un equilibrio idrogeologico, anche in simbiosi con la pianura. I Psr (piani di sviluppo rurale) devono e dovranno sempre più guardare alla specificità dei territori. E servirà scrivere un Psr del mondo della montagna”.

Centralità montana ribadita anche da Sertori: “è importante prendere atto che la Valtellina può dare tantissimo anche al di fuori della provincia di Sondrio. Ma occorre capire che ha una sua specificità, e che il suo mantenimento vede il ruolo centrale e imprescindibile degli agricoltori”.

Alcuni punti di riflessione riguardano i settori chiave dell'agricoltura valtellinese: sul fronte della semplificazione, è necessario migliorare l'accesso al credito per i giovani agricoltori e avviare uno screening che tenga conto delle peculiarità montane dell'intera provincia.

Riguardo al settore zootecnico, si è sottolineata la necessità di migliorare il collegamento tra il fondovalle e le zone di alpeggio, potenziando le infrastrutture e creando una rete di collegamento telefonico e internet. Inoltre, riconoscere il valore aggiunto delle aziende che monticano con animali da latte e che quindi rivestono un ruolo di presidio del territorio.

Va inoltre promosso il miglioramento del pascolo attraverso pratiche di ripristino del cotico erboso e bandi per la sistemazione di aree danneggiate, mentre elemento di forte innovazione sarà favorire lo sviluppo di energie rinnovabili a servizio delle strutture d'alpe.

Per il comparto vitivinicolo, è importante valorizzare i muri a secco e semplificare le procedure per la ricostruzione e, nel contempo, creare punti di approvvigionamento idrico per impianti irrigui. L'estrema parcellizzazione dei vigneti valtellinesi e chiavennaschi implica la necessità di incentivare il riordino fondiario e l'accorpamento aziendale.

Relativamente alla frutticoltura, vanno incentivati i reimpianti con impianti più produttivi e favorita la realizzazione di impianti di irrigazione antibrina per contrastare le gelate tardive, nonché sostenere il riordino fondiario e la commercializzazione del prodotto montano.

Riguardo al settore apistico, viene evidenziata l'importanza i riconoscere l'aggravio dei costi legati al nomadismo apistico e prevedere un supplemento per tale pratica.

Non ultimo, il tema del lupo e dei selvatici: la realtà contingente impone di realizzare un programma di analisi della predazione da lupo e grandi carnivori per individuare punti deboli nelle misure di prevenzione, attivando nel contempo servizi di consulenza per gli allevatori e una banca dati sugli allevamenti e sviluppare un sistema di accertamento danni: “Su questo punto, l'assessore Sertori ha annunciato un lavoro di concerto con le vicine regioni dell'arco alpino. Raccogliamo positivamente questa novità - conclude il presidente Bambini – e il fatto che si prenda atto della forte attualità di questa problematica”.

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