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Sabato, 20 Aprile 2024
Fenomeno preoccupante

Violenza sulle donne: 150 casi in un anno in provincia di Sondrio

I dati di Ats della Montagna relativi al territorio di Valtellina, Valchiavenna e Alto Lario

Ogni 72 ore in Italia una donna viene uccisa, ad oggi le vittime sono 106. Domani si celebra la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne in un momento in cui la tensione emotiva e sociale sono altissime. Gli ultimi episodi di cronaca non possono che sollecitare l’urgenza di soluzioni che possano invertire la rotta di quella che è diventata una vera e propria emergenza.

“La violenza contro le donne rappresenta, infatti, un problema di salute di proporzioni globali enormi”, come ribadisce anche l’Organizzazione mondiale della sanità. “Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre”.

I dati

In Italia i dati Istat confermano che il 31,5% delle donne tra 16 e 70 anni ha subito nel corso della propria vita atti di violenza fisica o sessuale. Nella maggior parte dei casi i responsabili sono da ricercare nella stretta cerchia familiare: partner, parenti o amici. La recente pandemia ha ulteriormente aggravato le dimensioni di questo fenomeno.

Anche il territorio dell’Ats della Montagna non è immune da queste forme di violenza. Per il territorio della Valtellina e Alto Lario, il Centro Antiviolenza “Il Coraggio di Frida” segnala che, nel 2022, ci sono stati 149 accessi (nuovi contatti globali), con 68 nuove prese in carico e 4 inserimenti in struttura (pronto intervento o casa rifugio) di cui 1 in autonomia e 3 in collaborazione con i servizi sociali territoriali.

Per il territorio della Vallecamonica, il Centro Antiviolenza “Donne e Diritti” segnala che le nuove schede aperte tra gennaio e dicembre 2022 sono state 77 (78 nel 2020 e 81 nel 2021), a cui si sommano le donne già prese in carico negli anni precedenti. Complessivamente sono state seguite, nel corso del 2022, 137 donne (157 nel 2020 e 159 nel 2021). La tutela delle donne vittime di violenza richiede l’attivazione di diverse figure professionali attive e presenti in numerosi ambiti come ben rappresentato ad esempio nei servizi territoriali specialistici delle Asst.

Ignorare la reale complessità del problema, e la sua diffusione a livello familiare e sociale, rende impotenti e ciechi nei confronti delle diverse manifestazioni psicopatologiche a cui questa emergenza può, inevitabilmente, condurre, sia sul piano emotivo che su quello cognitivo, destrutturando l’identità personale della donna che vive situazioni così traumatiche.

La ricerca scientifica dimostra, infatti, che disporre di buone relazioni costituisce una valida protezione contro il trauma acuto come, di per sé, lo è la violenza nei confronti delle donne e, al contempo, rappresenta la più grande tutela contro la minaccia e il pericolo. Si guarisce in contesti relazionali sani il cui scopo è quello di fornire sicurezza non solo fisica ma anche emotiva rispetto ai sentimenti di vergogna, di rimprovero e di giudizio che non rendono le vittime di violenza libere di scegliere e di compiere azioni efficaci. La guarigione implica la possibilità di affrontare ed elaborare la realtà di ciò che è successo.

Sul territorio

Sul territorio di Ats Montagna sono attive due reti interistituzionali contro la violenza alle donne di cui sono enti capofila rispettivamente il Comune di Sondrio e il Comune di Darfo Boario Terme. Cruciale la presenza di Ats nelle reti antiviolenza garantita grazie alla partecipazione di figure professionali specialistiche, quali lo psicologo e l’assistente sociale, del Dipartimento PIPSS. Significativo inoltre il lavoro di raccordo e confronto attraverso incontri periodici e tavoli di lavoro.

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