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Neonata deceduta in culla, il vescovo Cantoni scrive ai genitori: «La morte della vostra piccola Mistura mi riempie di profonda tristezza»

Monsignor Oscar Cantoni: «Mi hanno anche sconcertato i racconti delle reazioni, profondamente disumane, che sono seguite all’udire le grida strazianti della mamma»

Anche il vescovo della diocesi di Como, monsignor Oscar Cantoni, ha fatto pervenire un suo pensiero di cordoglio ai genitori della piccola Mistura, morta in culla a soli 5 mesi di vita.

Ecco di seguito la lettera di vicinanza, letta in occasione dei funerali, ed indirizzata dal vescovo di Como ai genitori della piccola, Helly e Abdul Rasaki, vittime, oltre l'immane tragedia familiare, di alcune offese a sfondo razzista ricevute mentre si trovavano al Pronto Soccorso cittadino proprio per salvare la loro figlia.

Carissimi mamma Helly e papà Abdul Rasaki:
la morte della vostra piccola Mistura mi riempie di profonda tristezza, come tanti vostri amici e concittadini sondriesi, che in questo momento, anch’essi addolorati, vi sono vicini con tanta delicatezza. Non c’è un dolore più grande per dei genitori che la morte di una propria figlia: un motivo in più per affidarla al Dio della vita e della gioia.

Mi hanno anche rattristato e sconcertato i racconti delle reazioni, profondamente disumane, che sono seguite all’udire le grida strazianti della mamma, espressione di sommo dolore, per la morte di Mistura. Questa notizia si è sparsa in tutta la Nazione e ha suscitato ovunque sdegno e sgomento. Posso assicurare che l’animo dei sondriesi, ma anche degli abitanti della Valtellina (come di tutti i nostri diocesani), si discosta radicalmente da quanto è avvenuto, perché il cuore di tutti palpita di rammarico e soprattutto è colmo di tanta tenerezza nei vostri confronti e della vostra amatissima Mistura.

Come pastore di questa santa Chiesa, invito tutti a pregare il Signore Gesù, che viene ancora una volta, nel suo Natale, a sanare il cuore dell’uomo e a ricolmarlo della sua bontà. Il tanto bene, radicato in ciascuno di noi, frutto di una mai rinnegata civiltà cristiana, non può essere soffocato dalla durezza di cuore, ma sempre prevale la bellezza trasfigurata dall’amore di Colui che ci ha amati per primo e ha dato la vita per noi.

Quanto mai opportuna è la preghiera di san Francesco, che vi invito a rileggere e a fare vostra:

“Oh, Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace. Dove è odio, che io porti amore. Dove è offesa, io porti il perdono; dove è discordia, che io porti la fede. Dov’è l’errore, che io porti la Verità. Dove è la disperazione, che io porti la speranza. Dove è tristezza, che io porti la gioia. Dove sono le tenebre, che io porti la luce. Oh, Maestro, fa’ che io non cerchi tanto di essere compreso, quanto di comprendere, di essere amato, quanto di amare. Perché è dando che si riceve, perdonando che si è perdonati, morendo che si risuscita a Vita eterna”.

Vi benedico tutti di vero cuore, nel nome della santissima Trinità, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.

+ Oscar Cantoni, vescovo di Como

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