Cronaca

Tragedia a Como, è un tunisino di 53 anni l'omicida di don Roberto Malgesini

L'uomo ha agito con un coltello. Le indagini in corso

L'arma del delitto (Foto di QuiComo)

È un uomo di 53 anni, di nazionalità tunisina, l'assassino di don Roberto Malgesini, il sacerdote, originario di Regoledo di Cosio, colpito a morte a Como attorno alle ore 7 di martedì 15 settembre. L'extracomunitario colpevole, con vari decreti di espulsione alle spalle dal 2015, secondo le prime informazioni apprese, avrebbe agito con un arma da taglio, verosimilmente il coltello che gli uomini della polizia scientifica della Questura di Como hanno rinvenuto a pochi metri dal corpo, in un'aiuola di piazza San Rocco, prima di costituirsi.

La ricostruzione

Da una prima ricostruzione dell'omicidio, don Roberto Malgesini stava iniziando il suo giro di distribuzione delle prime colazioni. Sotto casa, nella canonica di San Rocco c'è ancora la sua Panda grigia con tutto il necessario. Probabilmente il sacerdote ha trovato l'omicida ad aspettarlo: era una persona che don Roberto conosceva, un senza tetto al quale forniva assistenza e con il quale pare fosse anche in buoni rapporti. Resta da capire cosa sia successo tra i due, perché non vi sarebbero testimoni dell'aggressione. Don Roberto è stato colpito da varie coltellate, quella letale al collo: il corpo era ad una ventina di metri dall'auto, dove c'è un piccolo spiazzo in cui si trovano solitamente gli immigrati. Dopo avere ferito mortalmente il prete, l'omicida è andato a piedi a costituirsi alla caserma dei carabinieri, che dista circa 400 metri da San Rocco. Lungo il percorso vi sono gocce di sangue lasciate dall'omicida.

Gli investigatori hanno ascoltato molte persone che conoscevano il prete e l'extracomunitario, ma per il momento non sembra ci siano testimoni di quanto accaduto. Una cosa pare certa: don Roberto conosceva bene il suo assassino che era tra i senzatetto che quotidianamente aiutava, per esempio, con la distribuzione delle prime colazioni.
 

Il sindaco di Como Mario Landriscina ha annunciato che proclamerà il lutto cittadino. Il vescovo di Como Oscar Cantoni ha manifestato "grande dolore e orgoglio della chiesa di Como per un sacerdote che ha donato la vita a Gesù per gli ultimi" e questa sera in cattedrale reciterà un rosario per don Roberto. La salma è stata portata in obitorio. Il feretro alla partenza è stato accompagnato da un applauso. La città di Como nel gennaio del 1999 aveva vissuto un fatto tragicamente simile: a Ponte Chiasso venne ucciso a coltellate il parroco don Renzo Beretta, da un immigrato al quale aveva dato accoglienza. 

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