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Sabato, 28 Maggio 2022
L'operazione dei carabinieri / Tirano

Tentò di corrompere infermiere per avere il Green pass: arrestato a Tirano

Un giovane pugliese di 21 anni è accusato di "istigazione alla corruzione finalizzata a indurre un incaricato di pubblico servizio a compiere un atto contrario ai suoi doveri"

È stato arrestato a Tirano, per "istigazione alla corruzione finalizzata a indurre un incaricato di pubblico servizio a compiere un atto contrario ai suoi doveri", il 21enne pugliese di Fasano (Brindisi) che nei giorni scorsi aveva tentato di corrompere un infermiere del centro vaccinale Conforama per ottenere il Green pass senza passare dalla vaccinazione. Nella serata di venerdì 14 gennaio, i carabinieri della stazione di Fasano, diretta dal capitano Massimo Cicala, unitamente ai colleghi della compagnia di Tirano, hanno eseguito nei suoi confronti una ordinanza cautelare della misura coercitiva degli arresti domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale di Brindisi. 

La vicenda fu resa nota dal consigliere regionale Fabiano Amati. Le indagini, dirette dalla Procura brindisina, sono partite dalla denuncia presentata ai carabinieri di Fasano dalla responsabile del locale hub vaccinale. Come già ricostruito dal consigliere regionale, l’indagato si sarebbe presentato, in due occasioni, presso il centro di somministrazione dei vaccini fasanese con lo scopo di ottenere indebitamente Green pass rafforzato.

Nella prima occasione avrebbe presentato un falso certificato di esenzione vaccinale rilasciato in un’altra regione per cercare di indurre la struttura sanitaria a validarne i contenuti anche nella Regione Puglia, mentre nella seconda occasione, avrebbe cercato di convincere un infermiere a simulare l’inoculazione del vaccino in cambio di una somma di denaro. Avrebbe mostrato all'infermiere di turno un rotolo di banconote. Ma l'infermiere senza pensarci un attimo informò immediatamente la direttrice del centro. Nel frattempo il giovane aveva fatto perdere le proprio tracce. 

I successivi accertamenti svolti dai carabinieri hanno consentito di raccogliere i necessari “gravi indizi di colpevolezza”, nonché elementi idonei a dimostrare la sussistenza delle esigenze cautelari che hanno comportato l’emissione dell'ordinanza. In particolare, con riguardo alle esigenze cautelari, il Gip ha evidenziato nell’ordinanza il pericolo di reiterazione di medesime condotte criminose dimostrato dalla "pervicacia dell’indagato che, se non infrenato, reiterando tali condotte, potrebbe, in ultima analisi, rappresentare un serio pericolo per la salute pubblica". 

Il 21enne, rintracciato nel comune valtellinese dove opera come insegnante, sarà sottoposto al previsto interrogatorio di garanzia nel corso dei prossimi giorni. Indagini in corso anche con riguardo alla effettiva disponibilità del presunto falso certificato ed alle modalità di ottenimento dello stesso.

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