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Domenica, 26 Maggio 2024
Riparte il tam tam mediatico / Albaredo per San Marco

Strage di Erba, l'esasperazione dei Castagna: "Liberate Rosa e Olindo e lasciateci in pace"

Duro sfogo sui social di Beppe Castagna

Riparte il tam tam mediatico sulla strage di Erba. Ci sarebbe un nuovo testimone e una pista alternativa sui colpevoli. Lo sostiene la difesa di Olindo Romano, originario di Albaredo per San Marco, e Rosa Bazzi condannati all'ergastolo in via definitiva per la morte di Raffaella Castagna, del figlio Youssef Marzouz di 2 anni, della nonna del piccolo Paola Galli e di una vicina di casa Valeria Cherubini, accorsa nell'appartamento di via Diaz la sera dell'11 dicembre 2006. Il marito Mario Frigerio - unico superstite e testimone oculare del quadruplice omicidio - è morto nel settembre del 2014. In attesa di capire se la per ora ipotetica revisione del processo, richiesta dal pubblico ministero Cuno Tarfusser, si concretizzerà la famiglia Castagna vive (rivive) momenti di sconforto e comprensibile esasperazione.

Pochi giorni fa Beppe Castagna aveva pubblicato sulla sua pagina facebook un post (poi cancellato) dove dichiarava che lui e la famiglia sono assolutamente convinti della colpevolezza di Rosa e Olindo.

Le nuove parole dei fratelli Castagna: "Liberateli e lasciateci in pace"

Poche ora fa un nuovo messaggio, da cui traspare il loro stato d'animo comprensibilmente inasprito e stanco. Scrive: " La loro condanna sta diventando la nostra condanna. Ogni anno, da quindici e più anni dobbiamo sopportare campagne innocentiste su giornali, su canali tv, da parte di trasmissioni che non si sono fatte neanche problema ad additarci come reali mandanti o esecutori. Adesso arriva anche il vice procuratore e ancora noi a dover rispondere ai giornalisti che insistentemente vogliono conoscere la nostra opinione. Vorrei chiarire agli analfabeti funzionali / odiatori, che noi siamo stati semplicemente parte civile nei processi, in poche parole, non abbiamo condannato noi i loro beniamini. Vorrei anche ribadire che abbiamo assistito ad ogni grado processuale e ci siamo convinti della colpevolezza dei coniugi Romano. Però, non ne possiamo più. Iniziamo, per assurdo, a mettere sul piano della bilancia la nostra serenità con la loro libertà. In poche parole stanno vincendo per sfinimento. Liberateli e non rompeteci più il cxxxo!".

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