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Domenica, 19 Maggio 2024
Fatta giustizia

Stalking e calunnia: condanna a due anni e quattro mesi per un uomo di Tirano

La vicenda aveva costretto una delle due vittime, Brigadiere dell'Arma dei carabinieri, a trasferirsi in un'altra sede a causa delle infamanti (e infondate) accuse ricevute

E' stato condannato oggi a due anni e quattro mesi di reclusione (la richiesta del Pm era stata di due mesi inferiore) Claudio Mautone, nato ad Alatri, ma residente a Tirano, per i reati di stalking e calunnia ai danni di Cristina Bonato e Valerio Polo: la sentenza è stata emessa oggi dal giudice Giulia Estorelli al Tribunale penale di Sondrio.

Lo stalking

Claudio Mautone, infatti, nonostante fosse oggetto a un obbligo di dimora a Tirano e di un divieto di avvicinamento a Cristina Bonato (con la quale aveva avuto una precedente relazione sentimentale) e a un'altra donna, aveva molestato e minacciato proprio Cristina Bonato, tanto da causarle un duraturo stato d'ansia e paura. In particolare, l'imputato in più occasioni è transitato con la sua auto sotto l'abitazione della vittima e ha frequentato un bar distante poche centinaia di metri dalla stessa; inoltre, lo stesso Mautone, in due occasioni si è reso protagonista di inseguimenti ad alta velocità dell'auto in cui si trovavano Bonato e Polo e ha compiuto delle manovre azzardate che hanno messo a rischio la sicurezza delle vittime e degli altri utenti della strada. In uno di questi episodi, tra l'altro, l'imputato si è poi fermato in una piazzola di sosta dove era presente un'auto dei carabinieri a cui ha riferito di essere seguito e minacciato da Cristina Bonato.

La calunnia

Inoltre, lo stesso Mautone ha rivolto in più occasioni accuse false nei confronti di Valerio Polo, presentando anche querele e denunce alle autorità competenti: in particolare, in un'occasione ha riferito ai carabinieri di aver avuto un diverbio e di essere stato minacciato proprio da Valerio Polo che, contestualmente, lo stava anche inseguendo su un'auto guidata da Cristina Bonato. 

Pochi minuti dopo, stavolta in Questura, sempre l'1 luglio 2019 il Mautone ha formalizzato la denuncia per le presunte minacce ricevute da Valerio Polo. 

Le accuse si sono rivelate tutte false e infondate, ma hanno comunque avuto un forte impatto sulla vita di Valerio Polo che, come detto, è stato costretto a trasferirsi. Ora la vicenda si è conclusa con la sentenza emessa oggi dal Tribunale di Sondrio.

"I miei assistiti vedono finalmente giustizia dopo anni di bugie e patimenti da parte del signor Mautone che, con particolare riferimento alla posizione di Polo Valerio, Brigadiere Capo dell'Arma dei Carabinieri, hanno anche comportato il trasferimento ad altra sede a causa delle infamanti accuse - ha sottolineato Francesco Romualdi, avvocato di Bonato e Polo -. Con la sentenza di oggi la signora Bonato vede accertata la propria buona fede ed il Brigadiere Capo Polo ristabiliti l'onore e l'integrità che hanno sempre contraddistinto il suo operato. La sentenza ha peraltro disposto a favore delle parti offese dei risarcimenti economici ma quello che a loro più interessa, perchè già sanno che non vedranno un euro dal signor Mautone che inspiegabilmente nonostante i mille lavori da costui professati gode del patrocinio a spese dello Stato, è che finalmente il Tribunale abbia stabilito una verità e reso loro giustizia".

La replica di Mautone

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