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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Nessuna discriminazione

Manifesti anti-gender a Sondrio: "Nessun contenuto sessista o lesivo"

La risposta scritta del sindaco Marco Scaramellini all'interrogazione urgente presentata dal Pd. Non ravvisate nemmeno violazioni al Codice della strada

Nessuna sorpresa dalla risposta scritta del sindaco Marco Scaramellini relativa alla questione dei manifesti anti-gender affissi in città dopo l'interrogazione urgente presentata dai consiglieri del Pd: le affissioni, promosse dall'associazione onlus Provita&Famiglia non ledono la dignità di alcun soggetto, non contengono messaggi sessisti, nè solo lesivi. Inoltre, il loro contenuto non va contro alcuna delle norme contenute nel Codice della strada e si inserisce nelle normali dinamiche democratiche dello scambio di idee e della libertà d'espressione.

Nessuna sorpresa si diceva anche perchè la posizione dell'amministrazione comunale era già stata anticipata da un comunicato congiunto dei gruppi di maggioranza che, tra l'altro, aveva pesantemente criticato chi, come la Cgil, chiedeva la rimozione dei manifesti stessi.

Ecco, comunque, il testo completo della risposta scritta del sindaco Marco Scaramellini:

"Al fine di meglio comprendere la vicenda, è preferibile effettuare una breve ricostruzione dei fatti. L'Associazione Pro Vita e Famiglia onlus ha chiesto ed ottenuto dal concessionario comunale l'affissione a pagamento su spazi pubblicitari di due diversi manifesti afferenti a tematiche patrocinate dal sodalizio per un'esposizione pari a 10 giorni a partire dall'1 dicembre. Il contenuto di tali messaggi è stato preventivamente vagliato ed autorizzato dal concessionario, come previsto dalla legge, non essendo stati rinvenuti in essi messaggi palesemente sessisti, violenti o contenenti stereotipi di genere o lesivi del rispetto delle libertà individuali, dei diritti civili e politici, del credo religioso o dell'appartenenza etnica oppure discriminatori con riferimento all'orientamento sessuale, all'identità di genere o alle abilità fisiche e psichiche, cosi come espressamente previsto dall'art. 23 comma 4/bis del Codice della Strada".

"A seguito di alcune segnalazioni pervenute in ordine al potenziale contenuto lesivo e/o discriminatorio dei messaggi veicolati, gli uffici coinvolti nel procedimento hanno effettuato una prima analisi dei contenuti, non rintracciando nelle espressioni e nelle immagini esposte elementi palesemente ed incontrovertibilmente riconducibili ai divieti richiamati dall 'art. 23 del Codice della Strada, apparendo piuttosto ancorati al diritto di libera espressione del pensiero da parte di un'associazione regolarmente costituita nella normale dialettica democratica, pur in contrapposizione con altre linee di pensiero che legittimamente trovano nell'ordinamento altrettanta libertà di parola ed espressione. La 'Giunta comunale, anch'essa interpellata nel merito, ha condiviso gli assunti ai quali gli uffici sono pervenuti.

"I manifesti in argomento sono stati tempestivamente defissi al termine del periodo concesso, ma in data 12 dicembre altri manifesti di ugual contenuto sono stati commissionati per l'esposizione dall'associazione in parola per un periodo di ulteriori 10 giorni. Al fine di acquisire ulteriori elementi di valutazione sul contenuto dei messaggi, ed anche in ragione del fatto che i decreti governativi previsti dall'art 23 comma 4/ter CdS contenenti modalità di attuazione delle disposizioni del richiamato comma 4/'bis) non sono ancora stati emanati, il Comune ha inteso interpellare la Prefettura di Sondrio, organo peraltro deputato a esprimersi su ricorsi che avessero a radicarsi avverso eventuali accertamenti di violazione emanati ai sensi del Codice della Strada. La Prefettura non si è ancora espressa in merito, ma il parere che verrà veicolato sarà tenuto nel debito conto ai fini della valutazione complessiva".

"Così ricostruito l'iter procedurale, ed in riferimento al contenuto dell'interrogazione, va perentoriamente affermato che il sindaco di Sondrio e I 'Amministrazione comunale da lui retta rimangono vincolati, per mandato e strenuo convincimento personale, al rigoroso rispetto della legge e degli inalienabili diritti sanciti dalla carta costituzionale, che disegnano un compendio armonioso nel quale possano trovare componimento tutte le istanze rappresentate dalle diverse espressioni umane, culturali, ideali, politiche e sociali. Solamente in tale rigoroso ambito trovano legittima esplicitazione i diritti di tutti, senza che possano trovare albergo indebite sopraffazioni o forzature che possano condurre a conculcare il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto, e ogni laltro mezzo di diffusione, come solennemente sancito dall'art. 21 della Costituzione. Con tale unica finalità si muove l'amministrazione comunale, nell'esclusivo intento di consentire il libero confronto delle idee nel corretto dispiegamento dei diritti dei consociati, nella misura in cui esprimano un libero e legittimo orientamento di pensiero senza pregiudicare il corrispondente diritto a dissentire ed a propugnare idee diverse e contrastanti, con piena salvaguardia dei diritti di uguaglianza".

"Nel caso di specie, afferente peraltro ad un tema estremamente delicato nel quale trovano accoglienza espressioni figlie di sensibilità culturali e politiche diverse, è parso che i messaggi propagandati dall'associazione rimanessero rigorosamente ancorati ad assumere una legittima posizione sul tema della famiglia e degli stili educativi, senza riverberi illeciti in ordine alla ipotizzata violazione delle norme vigenti in materia di messaggi palesemente sessisti, violenti o contenenti stereotipi di genere o lesivi del rispetto delle libertà individuali, dei diritti civili e politici, del credo religioso o dell'appartenenza etnica oppure discriminatori con riferimento all'orientamento sessuale, all'identità di genere o alle abilità fisiche e psichiche. Tale orientamento di pensiero potrà non trovare condivisione in una parte più o meno numerosa dei consociati, ma nella misura in cui si limita ad affermare un convincimento privo di elementi di palese contenuto diffamatorio, oltraggioso e discriminante, pur veicolando espressioni di dissenso verso orientamenti ideali diversi della dignità propria di ciascun essere umano, potrà sempre trovare libertà di manifestazione in un Paese che riconosca il fondamentale diritto di esprimersi ai propri cittadini e alle loro associazioni".

Esulta, quindi, l'associazione ProVita&famiglia, che ha definito la sua iniziativa come "una battaglia di civiltà", ma ha dovuto fare i conti, proprio nelle ultime ore, con il gesto compiuto da ignoti che hanno strappato alcuni manifesti a Sondrio e Morbegno. L'associazione stessa ha così presentato denuncia affinchè vengano individuati i responsabili.

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