Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Valdidentro

Morto per infarto, la rabbia del sindaco di Valdidentro: «Meritiamo rispetto»

Le critiche di Massimiliano Trabucchi dopo la conferenza stampa di Areu sulla morte di Daniele Bradanini. Elisoccorso e gestione della sanità di territorio le grandi problematiche: «Abbiamo bisogno di un deciso cambio di passo, e ne abbiamo bisogno adesso»

Cresce la rabbia in Alta Valle dopo la conferenza stampa tenutasi nella giornata di martedì 9 marzo per chiarire le procedure seguite per cercare di salvare la vita a Daniele Bradanini, il 55enne colto da infarto presso la sua abitazione di Pedenosso (comune di Valdidentro) e spirato presso l'ospedale di Sondrio dopo un lungo viaggio in ambulanza. Ad alzare la voce, nuovamente, è il sindaco di Valdidentro, Massimiliano Trabucchi, infastidito dai toni e dai modi utilizzati dai dirigenti di Areu, Agenzia Regionale Emergenza Urgenza, per raccontare quanto successo

«#lamontagnameritarispetto: è questo lo slogan che ci siamo ripetuti nelle scorse settimane, e non solo la montagna, ma anche chi ci abita merita rispetto. Rispetto che ci è stato negato dal Dott. Zoli, direttore generale di Areu, che ieri, in una conferenza stampa, ha commentato quanto avvenuto qui a Valdidentro la scorsa settimana. Viviamo in un territorio che ha visto, nel corso degli anni, la chiusura del Pronto Soccorso di Bormio, la dequalificazione del pronto soccorso dell’Ospedale di Sondalo dovuta al trasferimento delle alte specialità, lo spostamento dell’automedica nelle ore notturne da Sondalo a Sondrio. Tutto questo viene descritto dal Dott. Zoli come un potenziamento del soccorso in Alta Valle» ha scritto su Facebook il primo cittadino.

«Non solo, l’utilizzo dell’elicottero ci avrebbe ampiamente ripagato, con la sua efficienza, dei servizi di cui il territorio è stato privato nel corso degli anni. Abbiamo assistito, pochi mesi fa, all’annuncio trionfale della messa in servizio di un nuovo velivolo che avrebbe consentito il volo notturno e infine come non ricordare quanto affermato dal Dott. Salmoiraghi nella conferenza stampa del luglio 2020 a Sondalo: “Nel 2019 le giornate che in Valtellina hanno impedito il volo di un elicottero per un tempo superiore alle 6 ore sono state 10, che vuol dire che 355 giorni all’anno gli elicotteri hanno volato e avere gli elicotteri in una valle come la vostra in grado di portare il paziente nell’ospedale più competente – non solo il più vicino – è di fondamentale importanza e questo la popolazione lo deve sapere perché è un messaggio di assoluta tranquillizzazione (vedi qui il video)"» ha aggiunto con rabbia Trabucchi .

La denuncia di Trezaghi

Tra i primi a denunciare pubblicamente le parole di Salmoiraghi, alla luce del maltempo che imperversava in Valtellina lo scorso 6 dicembre, in occasione delle gare di Coppa del Mondo di sci alpino a Santa Caterina Valfurva, era stato Andrea Terzaghi, all'epoca presidente del "Comitato a Difesa della Sanità di Montagna - Io sto con il Morelli". Una linea dura nei confronti di Areu e Regione Lombardia, certamente condivisa anche dal primo cittadino di Valdidentro, Massimiliano Trabucchi.

L'amarezza di Trabucchi

«Cosa scopriamo oggi?» si è chiesto con sarcasmo il sindaco di Valdidentro. «Oggi scopriamo che il velivolo abilitato al volo notturno, vola solo di giorno, per una precisa scelta aziendale. Scopriamo che durante le ore notturne si può chiedere l’intervento degli elicotteri di stanza a Brescia o Como ma che questi potrebbero essere impegnati in altre operazioni di soccorso e quindi non essere, come purtroppo accaduto nel nostro caso, disponibili ad intervenire. Scopriamo infine che qualora l’elicottero da Brescia o Como possa intervenire, il tempo necessario al trasferimento riduce, fin quasi ad azzerare, il vantaggio competitivo che questo mezzo ha su una normale ambulanza. Abbiamo bisogno di un deciso cambio di passo, e ne abbiamo bisogno adesso!» ha concluso Trabucchi.

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