Il Morelli di Sondalo è ufficialmente un "Ospedale Covid-19": più di 90 i ricoverati ad oggi

Si lavora per avere 200 posti letto per i pazienti affetti da coronavirus. Attualmente tra i pazienti ricoverati 16 sono in rianimazione, 10 sono deceduti, 12 sono stati dimessi e 2 sono stati trasferiti in altri istituti

Con l'esaurimento delle dimissioni dei ricoveri per altre patologie, entro pochi giorni, il Morelli di Sondalo sarà interamente riservato all'emergenza coronavirus e diventerà a tutti gli effetti "Ospedale covid-19", completando il processo iniziato lo scorso 2 marzo, per curare fino a 200 malati. Nel giro di poche settimane, al crescere delle necessità determinate dall'aumento del numero dei malati in Valtellina e in tutta la Lombardia, l'Azienda ha dapprima riservato alcuni reparti, quindi riconvertito quelli esistenti e infine allestito spazi vuoti.

A regime ci saranno 200 posti letto per i pazienti affetti da coronavirus, suddivisi in terapia intensiva e sub intensiva, in cura o in osservazione, per rispondere alle necessità in ambito regionale. Attualmente i pazienti ricoverati sono oltre 90, di cui 16 in rianimazione, 10 i deceduti, 12 i dimessi e 2 i trasferiti in altri istituti, tra residenti in provincia di Sondrio e provenienti da altre zone della Lombardia. Un impegno straordinario per il presidio ospedaliero e per il personale.

Le parole di Saporito

«Tutti i medici, a prescindere dalle specializzazioni, e gli infermieri stanno producendo uno sforzo eccezionale del quale tutti dobbiamo essere grati - sottolinea il direttore generale Tommaso Saporito -. Stanno lavorando con grande professionalità in condizioni difficili prodigandosi per prestare le cure necessarie ai malati: i cittadini devono sapere che il nostro sistema sanitario sta reggendo anche grazie all'impegno del personale, sanitario, tecnico e amministrativo. Uomini e donne straordinari dei quali dobbiamo essere fieri».

Morelli "Ospedale Covid-19"

Dal punto di vista organizzativo, si è passati da una rianimazione con sei posti letto, estensibili a otto, nel quarto padiglione, con due blocchi operatori, alla situazione attuale. Dall'inizio dell'emergenza, 15 giorni  fa, tutte le urgenze sono state convogliate su Sondrio e l'attività operatoria a Sondalo, sia ordinaria che straordinaria, è stata bloccata.

In pochi giorni si è proceduto alla trasformazione del Morelli in "Ospedale Covid-19". Prima sono stati attrezzati due reparti del primo padiglione, al terzo e al quarto piano, che erano vuoti, ricavandone posti di terapia sub intensiva e di degenza ordinaria, quindi i due blocchi operatori sono stati riconvertiti in terapia intensiva.

La settimana scorsa sono stati allestiti gli altri due piani per accogliere i pazienti affetti da coronavirus da ricoverare in terapia semi intensiva e altri sintomatici. Da ultimo, lo scorso weekend, vista la saturazione degli spazi disponibili, è stato allestito un altro piano con ulteriori posti letto, ormai riempito, ai quali se ne aggiungeranno altri.

Spazi ulteriori verranno ricavati nei reparti di Chirurgia vascolare, Chirurgia toracica, Neurochirurgia e Chirurgia generale, mentre l'Urologia fin dall'inizio dell'emergenza era stata riconvertita in reparto per l'osservazione breve per i pazienti che attendono l'esito del tampone che si accumulano nei pronto soccorso di Sondrio e di Sondalo.

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Malati da tutta la Lombardia

«Stiamo completando la riconversione - conclude il direttore generale Saporito -: al Morelli ricoveriamo solo i pazienti covid 19 positivi sintomatici, non si parla in nessun modo di riabilitazione ma soltanto di cura. Ormai la situazione non è più di emergenza bensì di maxi emergenza e il nostro compito è di fornire il contributo richiesto dal sistema sanitario regionale sia per i malati residenti in Valtellina e in Valchiavenna che per quelli provenienti da province che hanno esaurito i posti letto disponibili negli ospedali di riferimento. Il nostro sforzo è massimo anche dal punto di vista organizzativo per reperire quanto necessita, in attrezzature, dispositivi e personale, per l'allestimento dei reparti e la cura dei pazienti. In questo siamo sostenuti dai moltissimi valtellinesi, associazioni, aziende e privati cittadini, che stanno donando denaro e materiale sanitario, dimostrando una sensibilità non comune. Siamo grati a tutti e garantiamo che i fondi raccolti verranno utilizzati secondo i bisogni emersi in tempi brevi». 

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