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Costi lievitati e ritardi: la denuncia di Report sulle opere olimpiche valtellinesi

Tangenziale di Sondrio, Bormio e Livigno al centro del servizio andato in onda nel corso della puntata intitolata "Sforo olimpico": il video completo

Le opere olimpiche, con costi lievitati e ritardi di realizzazione, messe a nudo nel corso della puntata di Report intitolata "Sforo olimpico", andata in onda domenica sera su Rai 3. La giornalista Claudia Di Pasquale ha intervistato molti politici locali, a partire dall'assessore regionale Massimo Sertori, fino ai sindaci di Bormio, Livigno e Sondrio Silvia Cavazzi, Remo Galli e Marco Scaramellini, oltre al primo cittadino di Montagna Barbara Baldini e a vari cittadini e imprenditori sulle cui abitazioni e attività le opere olimpiche incideranno in maniera pesante. Perplessità sugli interventi, nel corso del servizio, è stata espressa poi anche da Angelo Costanzo, presidente del centro culturale "Oltre i Muri".

Agli amministratori locali Claudia Di Pasquale ha chiesto conto dei costi lievitati rispetto a quelli indicati nel dossier di presentazione della candidatura: a Bormio 6,7 milioni per lavori legati all'evento e 1,3 per lavori permanenti, diventati poi 20 milioni e 275 mila euro per l'innevamento della pista Stelvio e 11 milioni e 810 mila euro per la sistemazione del tracciato di gara e delle zone di partenza. La cifra complessiva sarebbe estremamente superiore a quella indicata nel dossier, anche per la realizzazione di una nuova cabinovia, di un parcheggio e del nuovo ski stadium per una cifra, relativamente a questi ultimi due interventi, di 21 milioni di euro e di 28 milioni di euro per la costruzione della nuova cabinovia.

A Livigno il dossier prevedeva una spesa di 17 milioni per lavori temporanei e 6,8 milioni per lavori permanenti. Una cifra che, secondo l'assessore Massimo Sertori ora si attesta invece sui 70-80 milioni; numeri, però, questi ultimi, smentiti dall'inviata di Report, visto che le spese per gli interventi da realizzare a Livigno ammontano ora a oltre 150 milioni, quindi in pratica già al doppio di quanto indicato proprio dal rappresentante valtellinese di Regione Lombardia.

Stesso "canovaccio" a Sondrio per le opere ai due estremi della tangenziale (a cui ha ribadito la sua forte opposizione anche il presidente di Aci Sondrio Andrea Mariani): da un lato il sindaco Marco Scaramellini che, a memoria, ha evidenziato come la spesa dovrebbe rimanere sotto i 50 milioni di euro; dall'altro i dati presentati dall'inviata di Report che parlano di 74 milioni e che sono stati rafforzati anche da quanto sottolineato dal sindaco di Montagna in Valtellina Barbara Baldini che, solo per il nuovo cavalcavia del Trippi ha spiegato come la spesa sia di 52,8 milioni di euro. Contrario, come già palesato in passato, il presidente di Aci Sondrio, Andrea Mariani. 

A parte queste discrepanze sui costi, l'assessore Massimo Sertori e tutti i sindaci interpellati (a parte Barbara Baldini, da sempre contraria al progetto del cavalcavia del Trippi) hanno ribadito la necessità delle opere olimpiche perchè risolvono alcuni atavici problemi di viabilità, garantiscono un futuro migliore, anche al di là dell'appuntamento a cinque cerchi, per le stazioni sciistiche di Bormio e Livigno e soprattutto hanno anche sottolineato che, avendo a disposizione finanziamenti così cospicui (le spese infatti, ad esempio, non ricadono sulle casse del Comune di Sondrio per quanto riguarda la tangenziale del capoluogo) sarebbe sbagliato lasciarseli sfuggire rimanendo con le mani in mano. Questo nonostante non ci sia in tutti, amministratori compresi, la certezza che le soluzioni proposte siano le migliori e, soprattutto, che gli interventi vengano completati in tempo per il 2026.

Ipotesi, quest'ultima che è esclusa con forza da Ugo Parolo, ex assessore provinciale dell'amministrazione Sertori e sottosegretario regionale che ha ribadito come, già due anni fa, aveva avvisato come le opere non sarebbero mai state pronte per l'avvio dei Giochi di Milano-Cortina 2026.

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