Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

Talamona, reimpiantato con successo il braccio al giovane operaio rimasto impigliato nel tornio della fabbrica

L'annuncio dell'ospedale San Gerardo di Monza: «A distanza di 10 giorni l’arto reimpiantato è perfettamente vascolarizzato». L'operazione, condotta da un'equipe multidisciplinare, era durata 6 ore

Immagine d'archivio

A sentirlo, sembra quasi un miracolo. Il braccio sinistro del giovane operaio di 21 anni della Baker Hughes (Nuovo Pignone) di Talamona, rimasto amputato dopo essersi impigliato in un tornio orizzontale, è stato riattaccato con successo. Ad annunciarlo, a distanza di 10 giorni dal grave incidente, l'ospedale San Gerardo di Monza.

Il grave incidente era accaduto lungo la serata di venerdì 12 marzo 2021. Il giovane, A.C. le sue iniziali, dopo il provvidenziale intervento dei colleghi, capaci di scongiurare il peggio, era stato stato trasferito con l’elisoccorso direttamente in sala operatoria al San Gerardo e sottoposto ad un delicato intervento di reimpianto durante la nottata. L’intervento, condotto da un team multidisciplinare, era durato circa 6 ore e oggi, a distanza ormai di 10 giorni, si può dire che l’arto reimpiantato è perfettamente vascolarizzato. Dal nosocomio monzese fanno sapere che «il paziente dovrà seguire un programma di riabilitazione alla dimissione dall’ospedale».

Un grandissimo risultato reso possibile dai professionisti del Centro di secondo livello per le urgenze della mano e dell’arto superiore del reparto di Chirurgia plastica e chirurgia della mano, coordinati dal dottor Massimo Del Bene, direttore dell’Unità operativa.

I dati del San Gerardo

Se durante il primo lockdown nei mesi di marzo e aprile dell’anno scorso, gli infortuni lavorativi, come era prevedibile, erano molto diminuiti nel numero, al contrario gli infortuni domestici erano aumentati anche a causa dell’impossibilità di uscire dalla residenza. Il Centro di secondo livello per le urgenze della mano e dell’arto superiore del reparto di Chirurgia plastica e chirurgia della mano dell’Ospedale San Gerardo nel 2020, infatti, anno di pandemia, ha raggiunto il numero massimo del periodo preso in esame con circa 400 urgenze trattate chirurgicamente. Dati alla mano, la stessa Unità operativa ha registrato un aumento delle urgenze dal 2015 al 2020 di circa il 90%.

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La scelta di individuare dei Centri di secondo livello in Regione Lombardia per le urgenze della mano e dell’arto superiore, che siano in grado di trattare qualsiasi tipo di urgenza, anche le più complesse, come le amputazioni degli arti, ha dato negli anni degli ottimi risultati. Il Centro dell’Ospedale San Gerardo, come è noto, oltre alle urgenze è in grado di effettuare anche trapianti di mani e di arti da donatore.

Esattamente 5 mesi fa si è consolidato un ottimo risultato, con il raggiungimento dei 10 anni del trapianto bilaterale delle mani con una ottima funzionalità delle stesse, e la terapia anti rigetto sotto la soglia terapeutica grazie all’uso delle cellule staminali autologhe, prelevate dalla stessa paziente. «Una esperienza nei trapianti – sottolinea Del Bene – quotidianamente utilizzata con tecniche microchirurgiche ricostruttive nelle urgenze, è fondamentale quando sia necessario ripristinare arterie o vene lesionate dal trauma».

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