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Analisi ancora in corso

Virus Tbe scoperto in Valtellina: le precisazioni di Ats della Montagna

L'obiettivo è quello di tranquillizzare ed evitare allarmismi nella popolazione

Le analisi sono ancora in corso e, finora, la positività al virus Tbe sulla carcassa del camoscio morto rinvenuto nei boschi di Rasura è riconducibile solo alle zecche e non all'animale selvatico stesso: arrivano le precisazioni di Ats della Montagna dopo il caso dimeningoencefalite da zecche rilevato un mese fa.

"Le analisi sono ancora in corso e non è stata, alla data attuale, accertata alcuna positività su animali selvatici (camoscio nel caso di cui trattasi) - spiegano da Ats della Montagna -. La positività è stata invece accertata solo sui parassiti (zecche) reperiti sull'animale in questione e si stanno ancora eseguendo tutte le analisi del caso al fine di appurare, per quanto possibile, l'origine dell'infezione. Sono infatti recenti i casi (accertati) di positività in selvatici reperiti in provincia di Bergamo e in animali selvatici e caprini domestici reperiti in provincia di Lecco. Questi casi su aree territoriali entrambe limitrofe alla Val Gerola. Fra le varie analisi è anche in corso la tipizzazione del ceppo virale riscontrato sui parassiti del camoscio di Rasura per verificare se analogo o meno ai ceppi virali riscontrati nelle due province di cui sopra".

"Al momento attuale non si può quindi nemmeno escludere che il capo reperito in Val Gerola e conferito al laboratorio non sia autoctono, bensì proveniente dai territori delle due provincie di Bergamo e/o di Lecco. Si informa comunque che i Dipartimenti Medico e Veterinario di questa Ats, con la sede territoriale di Sondrio dell'IZSLER nonché con il Servizio Caccia, Pesca e Strutture agrarie e con la Polizia Provinciale della Provincia di Sondrio, proseguono costantemente con il puntuale monitoraggio sanitario, in corso da oltre 15 anni, delle zecche e dei selvatici comunque reperiti sul territorio valtellinese e valchiavennasco - continua la precisazione dell'ente -. Il tutto è compreso in un più vasto "Piano di monitoraggio sanitario della fauna selvatica" disposto dall'Unità Organizzativa Veterinaria di Regione Lombardia che contempla accertamenti sanitari plurimi su tutte le specie selvatiche presenti sul territorio. Regione Lombardia ha inoltre recentemente approvato, con specifico Decreto, una procedura sanitaria per la gestione delle eventuali positività alla malattia di che trattasi nel settore zootecnico.

"La situazione - chiudono da Ats riferendosi al camoscio ritrovato a Rasura - è ancora in corso di approfondimento".

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