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Punti nascita delle Alpi, a Trento Valchiavenna rappresentata da Della Bitta, Oregioni e Pilatti

Lunedì 20 febbraio, a Trento, il primo incontro, prologo di una battaglia che li vedrà alleati nell’interesse dei loro territori e di chi li abita

Insieme per contare di più, per fare sentire con maggior vigore la voce di chi vuole che la montagna possa contare su servizi sanitari di qualità, ma anche per creare una rete tra i presidi ospedalieri delle Alpi. I rappresentanti istituzionali che si stanno battendo per il mantenimento dei punti nascita della montagna, penalizzati da una norma nazionale che considera soltanto i numeri, si sono dati appuntamento per lunedì 20 febbraio, a Trento, per il primo di una serie di incontri, prologo di una battaglia che li vedrà alleati nell’interesse dei loro territori e di chi li abita. Per la Valchiavenna saranno presenti il sindaco di Chiavenna Luca Della Bitta, il presidente della Comunità Montana Flavio Oregioni e la presidente dell’assemblea dei sindaci Patrizia Pilatti.

«È nostro dovere esserci e dare un contributo per cambiare le cose - sottolinea il sindaco Della Bitta -: insieme agli altri territori definiremo una strategia per chiedere ufficialmente al governo non solo di mantenere i punti nascita ma anche di dotarli dei servizi necessari, di tutelarli e di promuoverli. È una battaglia che continuiamo, con impegno e determinazione, in nome e per conto dei tanti cittadini che ce l’hanno chiesto e che non vogliono rassegnarsi a perdere un servizio così importante per la nostra comunità». 

«Una voce, da sola, non riesce a farsi sentire - continua il presidente Oregioni -: insieme agli altri territori che condividono questo problema moltiplicheremo gli sforzi per agire e per farci ascoltare. Vogliamo far capire a chi ha scritto una legge basandosi sui soli numeri che ciò che può essere auspicabile in pianura non è attuabile in montagna, se non a discapito dei cittadini». 

«Vogliamo far valere i diritti di una montagna fiera che non chiede favori ma solo ciò che le spetta - conclude la presidente Pilatti -: per consentire agli abitanti di rimanere è necessario assicurare i migliori servizi, a cominciare da quello sanitario. Si può fare perché esistono esempi virtuosi in altri Paesi europei: anche chi vive in montagna deve poter contare su una sanità di qualità, in grado di far fronte alle emergenze e di rispondere ai bisogni».

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