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Intervenire subito

Aggressione al Pronto soccorso: "Serve la polizia 24 ore su 24"

La decisa presa di posizione dell'Ordine professioni infermieristiche di Sondrio dopo l'episodio di settimana scorsa nel capoluogo

Maggiore sicurezza per gli infermieri e gli operatori sanitari del Pronto soccorso e dell'ospedale di Sondrio e di tutti gli altri presidi sanitari della provincia affinché non si ripetano episodi di violenza come quelli di settimana scorsa: e questo attraverso una presenza costante delle forze dell'ordine affinché siano sempre pronte a intervenire.

Queste le richieste di Opi Sondrio (Ordine professioni infermieristiche) dopo l'aggressione a medici e infermieri avvenuta, come detto, al Pronto soccorso di Sondrio alcuni giorni fa.

"Alla luce dei gravi episodi di violenza che hanno riguardato il personale del Pronto Soccorso dell’ospedale di Sondrio, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche intende esprimere il proprio sostegno a professionisti che, loro malgrado, si sono ritrovati coinvolti in questa vicenda e a tutti quelli che esercitano in contesti ad alto rischio di aggressione. Il fenomeno della violenza contro gli operatori sanitari è un problema ben noto da diversi anni e a cui anche il legislatore ha tentato di porre un freno - questo il commento dei vertici di Opi Sondrio -. Secondo i dati divulgati dal Ministero della Salute, nel solo triennio 2019-2021 oltre 4800 casi sono stati codificati dall’Inail come violenze, aggressioni, minacce e similari nei confronti del personale sanitario e socio-sanitario, con una media di circa 1600 casi annui. In occasione della “Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari” il Ministro della Salute Schillaci ha dichiarato che si tratta di un fenomeno in pericolosa crescita. Per tali motivazioni il Ministero ha provveduto ad avviare una campagna di sensibilizzazione e, in collaborazione con il Ministero dell’Interno, ad aumentare il numero di presidi di polizia presso gli ospedali".

"Anche Regione Lombardia si è mossa, ormai un anno fa, dichiarandosi pronta ad attivare servizi di guardia giurata e videosorveglianza a protezione del personale nelle strutture ospedaliere e ambulatoriali, in particolare nei Pronto Soccorso degli ospedali lombardi. Come si è potuto constatare anche dagli eventi di cronaca, il problema della violenza contro il personale sanitario non è estraneo alla nostra realtà provinciale - proseguono gli esponenti di Opi Sondrio -. Quello riportato dalla stampa è un caso eclatante, ma ben più numerosi sono i casi di violenza che coinvolgono i nostri professionisti, soprattutto quelli che lavorano nei contesti dell’emergenza-urgenza, con un importante dato sommerso".

Possibili soluzioni

"Esistono svariate possibilità di interventi volti a ridurre il verificarsi di questi episodi e a migliorare la sicurezza dei professionisti che operano nelle strutture sanitarie della nostra provincia, tra cui l’adozione di soluzioni organizzative volte a ridurre i tempi d’attesa e la garanzia di dotazioni organiche adeguate - conclude Opi Sondrio -. Sicuramente la prima strategia da attuare per garantire condizioni di lavoro più sicure nei Pronto Soccorso della nostra provincia è assicurare la presenza 24 ore su 24 delle forze dell’Ordine (allo stato attuale il presidio di polizia dell’Ospedale di Sondrio non è attivo nelle ore notturne), in quanto la dotazione di sistemi di videosorveglianza evidentemente non costituisce un deterrente sufficiente a evitare certi accadimenti. Per concludere, ora la speranza è che questo evento, che fortunatamente non ha cagionato gravi conseguenze ai professionisti coinvolti, costituisca un importante spunto di riflessione ai vari livelli istituzionali affinché ci si adoperi per evitare il verificarsi di ben più gravi tragedie in futuro". 

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