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Pronto Soccorso Morbegno, la Regione fa marcia indietro

Soddisfazione da parte del circolo dem della Bassa Valle, ma l’attenzione resta alta

"La fortissima mobilitazione del territorio e dei cittadini ha vinto: Regione Lombardia ha fatto marcia indietro sulla chiusura del presidio sanitario notturno di Morbegno.” ha dichiarato in una nota il coordinatore del Circolo del Partito democratico di Morbegno e della Bassa Valle, Federico Gusmeroli, che tra i primi aveva lanciato l’allarme. “Si tratta per ora di un annuncio, fatto all'ultimo momento utile, del quale dovremo vedere bene i contenuti. Giusto questa mattina, a nome del Circolo, mi ero recato in Regione Lombardia ad incontrare i nostri consiglieri regionali e ribadire che la chiusura notturna del presidio è assolutamente inaccettabile."

“Il merito maggiore di questo risultato straordinario è delle migliaia di cittadini che hanno fermato la petizione e in particolare di quelli che l’hanno lanciata, organizzando anche con coraggio e sacrificio un presidio permanente davanti al Pronto Soccorso: una dimostrazione di alto impegno per tutta la comunità.” Ha continuato l’esponente dem. “Inoltre, è giusto ricordare il ruolo degli amministratori, anche di quelli passati: tre anni fa i Sindaci avevano ottenuto la garanzia che il presidio ospedaliero sarebbe restato aperto 24 ore su 24 e che sarebbe stato effettuato un progetto di innovazione in sinergia con AREU. E’ vero che spesso ci si dimentica in fretta di quanto promesso: qua a Morbegno abbiamo avuto pessime esperienze su promesse in materia sanitaria non mantenute.”

“Siamo soddisfatti di questo primo risultato raggiunto: è necessario però continuare a mantenere alta la guardia e continuare a pretendere le risorse adeguate per la sanità di montagna.” Ha concluso il coordinatore del circolo “Ora l’attenzione si sposterà sul processo di costituzione del POT: speriamo che almeno su questo si evitino gli errori fatti sulla questione del pronto soccorso. La Lega Nord, che governa la Regione ed è ha voluto la riforma sanitaria, dovrebbe ricordarsi più spesso che informazione e coinvolgimento sono fondamentali: non si possono prendere decisioni di così forte impatto senza interpellare i cittadini.”

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