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Cronaca

È iniziato il processo per l'omicidio di Laura Ziliani

A testimoniare anche la mamma della vigilasse uccisa dalle figlie in Valcamonica: "Dopo la scomparsa piangevano ma non sembravano molto preoccupate. Stavano succedendo troppe cose strane"

Una folla di giornalisti e telecamere ha accolto il via al processo per la morte di Laura Ziliani, l'ex agente di Polizia Locale (55 anni) scomparsa in Valcamonica a Temù nel maggio di un anno fa e poi ritrovata senza vita l'estate successiva. Per la vicenda, con l'accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere, sono imputate Paola e Silvia Zani, due delle tre figlie di Laura Ziliani, e Mirto Milani, il fidanzato di una di loro (e a quanto pare amante dell'altra). Tutti e tre arrestati a poche settimane dal ritrovamento del corpo, solo poche settimane fa hanno ammesso le loro responsabilità.

La testimonianza di nonna Marisa

Ora, il processo a Brescia. La prima udienza - la Corte è presieduta da Roberto Spanò, la pubblica accusa rappresentata dal pm Caty Bressanelli, che fin da subito ha seguito le indagini - ha visto sfilare numerosi testimoni: soccorritori, forze dell'ordine, compaesani. Ma anche i familiari, come Marisa Cinelli, mamma di Laura Ziliani e nonna delle due figlie oggi accusate di omicidio. "Dopo la scomparsa piangevano, è vero - ha detto in aula nonna Marisa con riferimento a Paola e Silvia Zani - ma in realtà non mi sembravano molto preoccupate. E lei non sarebbe mai uscita in montagna senza il cellulare. Stavano succedendo troppe cose strane".

Marisa Cinelli ha parlato anche del rapporto che c'era tra Laura Ziliani e le figlie: qualche litigio e qualche tensione, ma niente che avrebbe mai fatto pensare a un epilogo così drammatico. "Mi sembravano forse troppo attaccate ai soldi - ha continuato nonna Marisa - e poi mia figlia non era contenta che ci fosse una relazione a tre con Mirto Milani". Anche Marisa Cinelli ha riferito di quello strano episodio, nell'aprile del 2021, quando Laura Ziliani dormì per più di un giorno senza sosta.

Le parole della figlia e del compagno

Lo ricorda anche il compagno di Laura, Riccardo Lorenzi: "Ha dormito per 36 ore. All'epoca le chiesi se aveva pensato di essere stata avvelenata". Per chi indaga si sarebbe trattato di un primo tentato omicidio. Per il compagno della donna ormai morta, un probabile indizio: "A pochi giorni dalla scomparsa di Laura ho pensato che le figlie fossero coinvolte". Per motivi di salute a distanza, con una dichiarazione scritta, anche la deposizione di Lucia Zani, la terza figlia di Laura Ziliani: "Le mie sorelle si arrabbiano spesso con mia mamma, forse per i soldi. Mia nonna è convinta siano colpevoli. Anch'io non credo siano innocenti". Prossime udienze a fine novembre e ai primi di febbraio.

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