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Morte del poliziotto Francesco Pischedda, "Ho guardato quella piccola di dieci mesi che non ha più il suo papà"

Il commovente ricordo del presidente della Provincia Luca Della Bitta

Riportiamo qui di seguito quanto scritto in una nota da Luca Della Bitta, presidente della Provincia, relativamente alla morte, dopo il tragico inseguimento del poliziotto Francesco Pischedda.

"A nome della comunità di Valtellina e Valchiavenna ho partecipato all'ultimo saluto a Francesco Pischedda poliziotto che ha perso la vita nell'adempiere fino in fondo il proprio dovere.

Provo tanta tristezza e tanta rabbia.

Si RABBIA.

Lo so, per chi ha una responsabilità istituzionale non dovrebbe essere un sentimento consentito, ma provo una rabbia estrema.

Oggi, vicino a quella bara, ho guardato quella piccola di dieci mesi che non ha più il suo papà. 
Certo, le diremo che suo padre é un eroe, che sacrificato la vita per il dovere e per la patria, che tutti le siamo vicini. Verità, ma solo belle parole.

Provo rabbia perché siamo un paese che piange questi eroi ma non li riscatta, non li difende, li sacrifica ma non impara nulla.
Siamo un paese dove le forze di polizia non possono usare le armi contro i criminali perché poi passano dalla parte del torto. Un paese dove le auto della polizia sono più vecchie di quelle dei malviventi. Dove gli agenti si devono comprare le divise o le maglie di ricambio.
Un paese dove ogni giorno le nostre forze dell'ordine mettono a rischio la loro vita per arrestare delinquenti che dopo tre giorni sono liberi.

Cara piccola, ti ho guardato a lungo.
Ho ascoltato il tuo pianto e incrociato il tuo sguardo.
Il tuo papà non c'è più. 
Se ne è andato dentro un tricolore. Lo stesso per il quale ha dato la vita. 
E io provo tanta rabbia per te con e con te. 
Abbiamo fallito.

E mi piacerebbe piccola, un giorno, poterti incontrare e raccontarti ancora che tuo papà per noi è un eroe. Ma soprattutto dirti che grazie alla sua morte chi, come lui sceglie la stessa missione, la può vivere in sicurezza e lo stato lo considera un eroe, ogni giorno, da vivo.

Scusami, so che non sono parole politicamente corrette...
Io non faccio il poliziotto, il carabiniere, il finanziere o un lavoro di questo valore. Ma ho pensato: che cosa direi se al posto tuo ci fosse mia figlia?

Penso tutto questo. 
Provo grande tristezza e tanta rabbia. 
Non perdo la speranza però di vedere un paese che rende onore agli eroi, agli orfani ed alle vedove.
Un paese dove la sicurezza non è un optional e la giustizia una certezza.
É l'Italia che sogno e per la quale mi impegno, per te e per mia figlia.

Ti abbraccio, insieme a chi ti vuole bene e ti aiuterà a crescere".

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