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Lunedì, 6 Febbraio 2023
secondo grado di giudizio / Cosio Valtellino

Ridotta la pena all'uccisore di don Malgesini: da ergastolo a 25 anni

Lo ha deciso, nella giornata di ieri, mercoledì 9 novembre 2022, la Corte d'assise d'appello di Milano. Ora la difesa punterà alla Cassazione

Passa dall'ergastolo a 25 anni di reclusione la pena per Ridha Mahmoudi, il tunisino di 57 anni che la mattina del 15 settembre del 2020 ha aggredito e ucciso a coltellate il valtellinese don Roberto Malgesini, 50 anni, mentre in auto si apprestava a portare la prima colazione ai senzatetto di Como.

Lo ha deciso, nella giornata di ieri, mercoledì 9 novembre 2022, la Corte d'assise d'appello di Milano che ha riconosciuto per l'imputato le attenuanti generiche con equivalenza rispetto alle aggravanti che venivano contestate. Da qui l'abbassamento della pena. 

Mahmoudi era stato condannato all'ergastolo dalla Corte d'Assise di Como nell'ottobre dello scorso anno. In secondo grado i giudici (presidente della Corte Franca Anelli) avevano accolto nelle scorse udienze l'istanza della difesa, col legale Sonia Bova, di effettuare una perizia psichiatrica sull'imputato. Perizia che, ad ogni modo, ha stabilito la piena capacità di intendere e volere dell'uomo - accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione - al momento del fatto.

Ieri è arrivata la sentenza di secondo grado che, con la concessione delle attenuanti escluse nel primo giudizio, ha portato la pena a 25 anni. Le motivazione del verdetto saranno rese note entro 30 giorni.

Intanto l'avvocato difensore ha già fatto sapere che, una volta conosciute le motivazioni, ricorrerà in Cassazione affinchè si possa riconoscere la totale incapacità di intendere e volere del suo assistito portandolo così in una struttura psichiatrica e non in carcere.

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