Sondrio, dal carcere "guida" la madre per non fermare l'attività di spaccio della banda: in 19 nei guai

Scoperta una strutturata rete di vendita di cocaina e marijuana che rendeva migliaia e migliaia di euro al mese. Fermati dalla polizia numerosi giovani incensurati

Avevano costruito una rete complessa e collaudata di acquisto e vendita di sostanze stupefacenti, perlopiù marijuana e cocaina. Una gestione attenta al minimo particolare che gli permetteva di fare ingenti guadagni da spendere nella "bella vita", fatta di macchine e moto potenti, fitness e grandi serate.

Nelle prime ore della mattinata di giovedì 21 maggio, però, al termine di una complessa attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile di Sondrio, coordinata e diretta dal Procuratore della Repubblica Dott. Claudio Gittardi e dal Pubblico Ministero titolare dell’indagine Dottoressa Marialina Contaldo, il personale della Polizia di Stato, grazie all'impiego di oltre 70 agenti, è riuscita li ha fermati, interrompendo così la loro attività criminosa.

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I provvedimenti, disposti con ordinanza restrittiva dal Gip del Tribunale di Sondrio Dott. Pietro Della Pona, sono suddivisi in 4 custodie cautelari in carcere, 6 misure agli arresti domiciliari, 1 obbligo di dimora e 8 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria per un totale di 19 persone prevalentemente della Provincia di Sondrio. L'operazione di polizia è stata denominata "Grisù 2019".

Fitta rete

L’attività di spaccio era studiata nel minimo dettaglio: venivano acquistate sostanze del tipo cocaina e marijuana, inviate in Valtellina tramite ordinari servizi di spedizione e poi occultate in garage appositamente affittati dagli indagati prima della distribuzione ai singoli clienti e ad ulteriori pusher residenti in questa provincia. Ardua impresa la ricostruzione delle operazioni della fitta rete criminale, dato che le comunicazioni tra fornitori e clientela avvenivano principalmente attraverso l’applicazione "Wickr Me", sistema di messaggistica istantaneo criptato che permette di impostare la distruzione del messaggio inviato.

Qui le foto degli indagati

L’attività investigativa eseguita dalla Squadra Mobile ha consentito di individuare il sodalizio criminale composto da 19 soggetti di cui M.N., di 23 anni, di Sondrio, che era al vertice del gruppo criminale di cui faceva parte anche la madre. Mentre la cocaina veniva importata direttamente da Milano, la marijuana, oltre ad essere reperita nell’hinterland milanese, in considerevoli quantitativi arrivava anche dalla Spagna, da Barcellona, dopo che in loco veniva effettuato il pagamento da uno dei 19 indagati, B.V. le sue iniziali, rintracciato ed arrestato a Roma.

Lo spaccio coordinato anche dal carcere

L’attività investigativa, iniziata nell’agosto 2019, permesso di arrestare il sondriese a dicembre (qui il racconto del suo arresto) per la detenzione di 100 grammi di cocaina. Malgrado la sua detenzione in carcere, il commercio di marijuana non si è fermato ed è stato temporaneamente gestito dalla madre S.F., la quale, una volta assunto il comando, impartiva agli altri più stretti collaboratori le disposizioni ricevute dal figlio tramite “pizzini” ricevuti nel corso dei colloqui in carcere.

L’attività della donna non si limitava al coordinamento in quanto era impegnata anche al recupero delle somme di denaro da alcuni clienti dell’arrestato recandosi personalmente con il compagno a Barcellona per un approvvigionamento di stupefacente in piena emergenza Covid-19. Le indagini hanno permesso di quantificare la sostanza psicotropa importata e distribuita dai giovani in Provincia di Sondrio che ammonta ad un quantitativo di 59 chilogrammi di marijuana e 600 grammi di cocaina con una media mensile di spaccio stimata in 4 chilogrammi.

Durante l’esecuzione delle misure di custodia cautelare, all'interno di un garage, sono stati sequestrati altri 26 chilogrammi di marijuana. Un quantitativo ingente tanto da far credere che la banda coordinata dal giovane sondriese avesse in esclusiva su tutta la Valtellina della vendita di marijuana, soprattutto nei mandamenti di Sondrio e Morbegno. Una complessa attività di vendita che rendeva agli spacciatori decine e decine di migliaia di euro se si considera che la sostanza stupefacente, comprata a 3 euro al grammo, veniva rivenduta a 6/8 euro al grammo.

Durante le operazioni di fermo le forze dell'ordine hanno perquisito anche una palestra del capoluogo, sita alle porte del capoluogo, visto che il giovane titolare risulta agli arresti domiciliari. Durante la perlustrazione con i cani molecolari la polizia ha trovato prove anche per quanto riguarda un giro illecito di anabolizzanti.

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