Droga sulla Sp11 per la Val Tartano: spacciatori nel bosco per settimane grazie ai viveri portati dai clienti

I dettagli dell'operazione antidroga dei carabinieri "Pandemia" in cui fatalmente è morto un giovane di 28 anni. In 19 raggiunti da misure cautelari di obbligo di dimora, oltre 100 i clienti

La conferenza stampa dei carabinieri

Sono 19 le persone della provincia di Sondrio e Lecco che, lungo la mattinata di martedì 14 luglio 2020, sono state raggiunte da altrettante misure di obbligo di dimora da parte dei carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Sondrio, in collaborazione con le Compagnia di Chiavenna, Tirano e Lecco. Tutti i soggetti, coinvolti nell'operazione antidroga "Pandemia", condotta dai militari nella giornata di sabato 11 luglio a Talamona, nei boschi ai piedi della Val Tartano, in cui è tragicamente morto un giovane magrebino di 28 anni (l'autopsia è fissata per mercoledì 15 luglio), sono indagati di concorso in produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope.

Nello specifico, i 19 sono risultati essere clienti abituali e collaboratori della banda di narcotrafficanti nord africani che da mesi spacciava cocaina, eroina (talvolta anche hashish e marijuana) lungo gli impervi boschi attraversati dalla strada provinciale 11 che conduce nella valle orobica. Un florido traffico che non ha visto limitazioni, nemmeno durante le settimane di lockdown, tanto che i clienti erano disposti ad esser denunciati e multati per violazione delle disposizioni anti-covid pur di acquisire la droga.

Le indagini

L’attività di indagine dei carabinieri, oltre all’attento controllo del territorio, trae origine dalle segnalazioni di alcuni cittadini che nei primi mesi del 2020 avevano notato un anomalo movimento di macchine in località viadotto per il Tartano, nel comune di Talamona. Le verifiche preliminari hanno permesso ai carabinieri di confermare le segnalazioni e di analizzare meglio la situazione, constatando come la zona fosse stata presa come base logistica per una fruttuosa attività di spaccio.

A marzo 2020, coordinati dalla dott.ssa Marialina Contaldo, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Sondrio, gli uomini della Sezione Operativa avviavano l’operazione, denominata "Pandemia" per il fatto che, mentre tutte le attività nazionali si fermavano di fronte all’emergenza covid-19, lo spaccio continuava fiorente ed indisturbato.

Le attività più classiche di osservazione hanno permesso di comprendere che il gruppo criminale era costituito da persone di nazionalità straniera, le attività tecniche, invece hanno permesso di far emergere il modus operandi del gruppo criminale. Gli stranieri, infatti, avevano costituito nei boschi del Tartano un fiorente supermercato di sostanze stupefacenti anche di differenti qualità, vendute a basso prezzo: 18-20 euro per un grammo di eroina e 50-55 euro per un grammo di cocaina.

Lo spaccio

Lo spaccio si svolgeva dalla mattina fino alle ore serali per interrompersi solo durante la notte. I clienti dopo un primo contatto telefonico, per la prenotazione della sostanze, raggiungevano la località in macchina o in bicicletta ed effettuavano lo scambio sulla SP 11 in posti differenti per non suscitare i sospetti di alcuno (la "piazza" veniva cambiata anche 3/4 volte al giorno per non dare troppo nell'occhio). Le attività d'indagini hanno permesso di identificare circa 100 clienti, per la maggior parte valtellinesi e valchiavennaschi, dall'Alta Valle all'Alto Lario, con un giro d’affari giornaliero di circa 2 mila euro.

Durante l’attività ai carabinieri è risultato anomalo il fatto che i marocchini stanziassero all’interno del bosco per molti giorni, anche 12-14, per rincasare nella zona del milanese solo per i rifornimenti della merce per lo spaccio. Il proseguo dell’attività ha permesso di comprendere come tale possibilità era data dalla disponibilità di alcuni clienti di fornire agli spacciatori una collaborazione logistica che permetteva loro una lunga permeanza all’interno del bosco. Una forma di aiuto logistico, fatto di ricarica dei cellulari usati per spacciare e viveri di prima necessità, utili alla banda per continuare il proprio business illegale indisturbati nella fitta radura.

Il Gip, con il provvedimento cautelare, ha condiviso l’ipotesi accusatoria presentata dal pubblico ministero secondo la quale gli spacciatori, erano colpevoli del reato di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope grazie anche all'aiuto dei 19 clienti i quali, con le loro azioni, hanno fornito supporto logistico tale da assicurare ed agevolare l’ attività di spaccio.

La retata

Nella mattinata di sabato 11 luglio 2020 verso le 11:30 i carabinieri hanno attivato un'articolato azione di osservazione dei soggetti coinvolti nell'attività criminale sul territorio boschivo. Giunti sul posto, dopo qualche ora d’attesa, la telefonata di un cliente ha quindi dato la possibilità alle forze dell'ordine di procedere al fermo di Sanhaji Mourad, ritenuto il capo dell’organizzazione (verrà interrogato mercoledì 15 luglio).

Successivamente durante il controllo dell’area boschiva due altri soggetti si sono dati alla fuga. Mentre uno è riuscito a far perdere le proprie tracce, nonostante i numerosi agenti in campo, coadiuvati dall'elicottero, l’altro, un giovane marocchino classe 1992, è caduto in un dirupo per 30 metri, morendo sul colpo.

In conclusione il sopralluogo nel covo del gruppo ha permesso di rinvenire quanto necessario per rendere la permanenza più comoda oltre che 70 grammi di eroina, 30 grammi di cocaina insieme a modiche quantità di hashish e marijuana. Ritrovati anche 600 euro in banconote di vario taglio, guadagno di mezza giornata d’attività.

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Continua l’attività dei Carabinieri per risalire a fornitori e clienti.

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