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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
il caso

Laura Ziliani soffocata e seppellita, l'autopsia conferma l'omicidio

Confermate le ipotesi iniziali sulla morte della vigilessa della Valle Camonica

Laura Ziliani è stata uccisa e poi seppellita. È stata l'autopsia a confermare le ipotesi formulate inizialmente. L'ex vigilessa della Valle Camonica non si è tolta la vita e non è deceduta per cause naturali. È la conclusione contenuta nella relazione definitiva sull'esame autoptico depositata al pubblico ministero Caty Bressanelli dal direttore della Medicina legale degli Spedali civili di Brescia, il professor Andrea Verzeletti.

La donna di Temù, scomparsa nel nulla lo scorso 8 maggio, era stata rinvenuta senza vita tre mesi dopo, l'8 agosto, tra la vegetazione vicino al fiume Oglio nel paese dell'Alta Valle Camonica. Dal 24 settembre sono in carcere, con l'accusa di omicidio e occultamento di cadavere, due figlie della vittima, Paola e Silvia Zani, e Mirto Milani, il fidanzato della maggiore. 

Secondo la documentazione fornita dai medici, la donna sarebbe stata prima stordita con degli ansiolitici e poi soffocata in modo non violento, quando ormai non era più in grado di reagire. Non sarebbe stato quindi il mix di farmaci ad uccidere Laura Ziliani, nonostante la quantità di ansiolitici fosse "estesa alla maggior parte degli organi". Vista l'assenza di segni di violenza e fratture, l'ipotesi soffocamento è ritenuta la più probabile. Ulteriori analisi hanno confermato che il corpo è stato seppellito dopo l'omicidio: nonostante fossero passati 90 giorni, il cadavere è stato rinvenuto in buone condizioni, a parte il viso, ormai irriconoscibile.

L'accusa per Mirto Milani, fidanzato lecchese

Paola e Silvia Zani, le due figlie di Laura Ziliani indagate per la morte della vigilessa si trovano in carcere da settembre. Insieme a loro, c'è anche il fidanzato di Silvia, Mirto Milani, lecchese nato e cresciuto tra Calolziocorte e Olginate: per i tre l'accusa è di omicidio e occultamento di cadavere. Secondo quanto contenuto nell'ordinanza, il trio avrebbe agito con l'intento di impossessarsi dell'eredità della madre. Dopo il deposito della relazione finale, i famigliari della donna aspettano di poter avere la salma così da celebrare il funerale.

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