Frasi razziste riferite a madre disperata per la morte della figlia, le reazioni del mondo politico

Dura condanna bipartisan per quanto accaduto al pronto soccorso dell'ospedale di Sondrio

Ecco di seguito alcuni commenti del mondo politico italiano in merito a quanto accaduto, presso il pronto soccorso dell'ospedale di Sondrio, sabato 14 dicembre 2019.

Grandi le polemiche scaturite da alcune frasi a sfondo razzista, riportate da testimoni oculari, riferita ad una madre di origine nigeriana in perda alla disperazione per la morte della sua bambina di neanche 5 mesi.

Mauro Del Barba, valtellinese e deputato di "Italia Viva"

Il dolore di una madre è un grido che strazia le coscienze.

Questa mattina ho fatto giungere le mie personali condoglianze alla giovane madre che ha perso così prematuramente la sua piccola, certo di interpretare il sentimento di cordoglio dei nostri convalligiani e di trovare la vicinanza di chi già si sta adoperando per accudire questo dolore: mamma Helly deve sapere che la sua piccola è accompagnata dalla preghiera di tante persone di fede che abitano le nostre valli, che il suo straziante pianto è stato accolto dalle stesse lacrime delle donne e degli uomini che le hanno prestato soccorso.
Non esiste e non puó esistere altro sentimento che la solidarietà di fronte a tali tragedie personali.

Purtroppo le cronache di tutta Italia riferiscono altro, aggiungendo dolore al dolore. Non possono essere sottovalutate e taciute le parole che così crudelmente accendono i titoli di tutti i giornali. E nemmeno puó bastare circoscrivere a fatto episodico di cui qualche sconosciuto porta l’infamante responsabilità.

Pensieri in libertà, egoismi personali, ignoranza del reale, paure, sfociano sempre più spesso in parole di odio che riempiono bar, treni, parrocchie, case e sale d’aspetto di ospedali. Quando questo miscuglio di odio e ignoranza incontra il corpicino di una piccola innocente è troppo facile chiedere di cambiare la vergogna con il silenzio. Ora è il momento di dire a mamma Helly: ti siamo vicini, siamo al tuo fianco.

Matteo Renzi, senatore e leader di "Italia Viva" 

Muore una bimba di cinque mesi. In ospedale la madre, nigeriana, urla straziata da un dolore disumano. Per tutta risposta riceve insulti razzisti. Succede nel profondo Nord, in Italia, nel 2019. Io dico: diamoci una regolata. E riscopriamo, almeno, il senso della parola “Vergogna”. Un abbraccio a quella mamma. E un pensiero speciale a tutte le famiglie che vanno avanti dopo la perdita di un figlio.

Giuliano Pisapia, ex sindaco di Milano ed eurodeputato PD

Muore una bambina di 5 mesi a Sondrio.
La madre nigeriana di appena 22 anni si dispera al Pronto Soccorso.
Tra le persone presenti, alcuni si sentono "disturbati" dallo strazio ed esclamano frasi come "Tanto non può essere così grave visto che gli africani fanno un figlio all’anno. Perdere un figlio per loro non è la stessa cosa." "Urla? Sarà un rito satanico. Tribale." "Che fastidio. Mettetela a tacere, quella scimmia!" e altri epiteti e appellativi di quel disgustoso repertorio di un paese che sta perdendo di vista i minimi principi di umanità e pietà. Una vicenda che fa correre i brividi sulla schiena.
Pietà l'e morta a Sondrio, ieri.

Anna Ascani, viceministro all'Istruzione del Partito Democratico

Infastiditi dalle urla disperate di una madre che ha appena perso la propria bambina di 5 mesi, hanno cominciato a lamentarsi, a sminuire quel dolore straziante. Nella sala d’aspetto dell’ospedale di Sondrio, circa quindici persone hanno dato vita a un vero festival dell’orrore: qualcuno ha parlato di "tradizione africana", altri di "rito tribale" o "rito satanico", qualcun’altra ha definito la madre devastata dal dolore una “scimmia”, per concludere con un uomo che ha sentenziato “tanto ne sfornano uno all’anno”. Parole di un cinismo spaventoso. Che fanno raggelare il sangue. Che feriscono nel profondo, non solo quella donna a cui il destino ha appena strappato la figlia, ma tutte le persone perbene. Ma come si fa a essere così cattivi? Come si fa a infierire davanti al dolore più grande? 
Il racconto di Francesca Gugiatti, giovane maestra in una scuola primaria, fa davvero accapponare la pelle. Quelle parole intrise di odio razziale, di cinismo, di totale mancanza di empatia, ci descrivono un’umanità smarrita. Mi chiedo: se quelle urla disperate fossero state di una donna italiana, la reazione sarebbe stata la stessa? 
Non ci si vergogna più di essere razzisti. Anzi, lo si vuole esternare. Lo si vuole far sapere. Ci si vanta. 
Questo fa paura. Questo è il male del nostro tempo che dobbiamo combattere con tutta la nostra forza e determinazione. Non ci voltiamo dall’altra parte. 
Ribelliamoci a tanto cinismo. Restiamo umani! 
Voglio esprimere la mia solidarietà e vicinanza totale a questa donna che ha perduto la figlia, e ringraziare chi, a differenza di altri, le è stata vicino. Non ci rassegniamo!

Nicola Fratoianni,deputato di Sinistra Italiana

Cosa stiamo diventando? 
Una giovane mamma di 20 a Sondrio perde la figlioletta di 5 mesi appena. Appena appreso il terribile esito, la mamma inizia a piangere e urlare disperata, perché non rivedrà più la sua piccola.
Ma le persone in coda al Pronto Soccorso si infastidiscono, chiedono che venga zittita, allontanata. Iniziano a dire che forse quelle urla e quei pianti sono un rito tribale, da “scimmia”. 
Si dicono che non può essere così disperata la giovane, “tanto loro fanno un figlio all’anno. Per loro non è lo stesso”.
Pare impossibile, vero? È invece purtroppo è accaduto e la vittima di questa vicenda allucinante è una giovane mamma nigeriana.
Quando è accaduto che non proviamo più nemmeno pietà per la sofferenza? Quando si è iniziato a non sentire empatia per la disperazione di una mamma? 
Cosa stiamo diventando?

Giorgia Meloni, deputato e leader di "Fratelli d'Italia"

“Fatela tacere, scimmia. Tanto ne sfornano uno all’anno”. A Sondrio una donna nigeriana derisa in ospedale perché urlava per la morte della figlia di soli cinque mesi. Da madre non posso che provare profondo disprezzo per chi è così infame da insultare una donna straziata dal dolore più atroce che un essere umano possa provare. Non ho parole, che schifo.

Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati

Da Sondrio ci arriva una storia tristissima di intolleranza e di ignoranza. 
Una bimba di soli 5 mesi che muore tragicamente in ospedale, le urla strazianti di dolore della madre, una giovane donna nigeriana, e tutto intorno il fastidio e l’indifferenza dei presenti, commenti razzisti, giudizi assurdi, e tanta cattiveria.
Una vicenda atroce che deve farci riflettere.

Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e fondatore del movimento Cambiamo!

Condanniamo con rabbia e indignazione il comportamento dei pazienti del Pronto soccorso di #Sondrio davanti a una tragedia come questa. La nostra Italia, cara mamma, è quella che ascolta le tue urla di disperazione, si scusa incredula, si stringe al tuo dolore e ti abbraccia.

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