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Cronaca Valfurva

"Mirko Lupo si poteva salvare: soccorsi giunti in ritardo"

La rabbia di Caterina Cossi, giunta sul luogo dell'incidente a Valfurva 5 minuti dopo lo scontro frontale: "Ho controllato il battito che era ancora presente. I soccorsi arrivati 25 minuti dopo la prima chiamata non sono serviti". Per Areu protocolli rispettati

Mirko Lupo Olcelli, il 18enne morto in seguito ad un incidente stradale frontale a Valfurva, lungo la SS300 nella mattinata del 18 dicembre, si poteva salvare. Ne è convinta Caterina Cossi, maestro di sci e amica della giovane vittima, giunta sul luogo dello scontro pochi minuti dopo la collisione tra la Lancia Y del ragazzo ed un fuoristrada Toyota diretto a Santa Caterina Valfurva. "Lupo, di nome e di fatto, era forte, un fisico da atleta e con un cuore allenato. Hanno subito chiamato i soccorsi i presenti sul posto ma...io sono giunta sul luogo circa 5 minuti dopo l'impatto, dato che stavo percorrendo la stessa strada per recarmi al lavoro. Ho cercato di prestare i primi soccorsi: ho controllato il battito che c'era, era ancora presente. Gli stringevo la mano gli cercavo di parlare, lo toccavo per far sì che stesse con noi. Stava lottando, c'era quel maledetto battito. C'era. Inutile dire che i soccorsi, arrivati 25 minuti dopo la prima chiamata, non siano serviti. L'operato sul posto è stato impeccabile ma era troppo tardi. Il suo cuore aveva smesso di provarci", racconta l'istruttrice di sci in uno sfogo affidato ai social network.

La rabbia è tanta. "Non è possibile morire 'da soli' a 18 anni. Sì, per 'soli' intendo senza soccorsi. Mi chiedo se sia possibile che in Alta Valle un'ambulanza ci metta 25 minuti, in un caso così critico, ad arrivare. Mi chiedo se e cosa sarebbe successo se loro fossero intervenuti in tempo debito. Mi domando tante cose, ma soprattutto perché tutto questo ritardo. E l'elicottero dov'era? Perché non è partito da Sondalo alla volta della Valfurva? Perché l'elicottero è pervenuto così tardi? E i pompieri? Da Bormio a poco dopo San Antonio non ci voglio 25 minuti. Lupo stava lottando, chi lo conosce lo sa. Ma aveva bisogno di una mano per questo. Poi si vuole parlare di Olimpiadi? Ma forse prima c'è altro di cui occuparsi. Non mi capacito ancora ora dell'accaduto, ma se fossimo noi i prossimi? Non mi farà tornare indietro Lupo, però magari questo potrebbe salvare il prossimo", conclude Caterina Cossi.

Protocolli rispettati

Mancavano pochi minuti alle ore 9 quando, probabilmente a causa del fondo stradale ghiacciato, l'utilitaria condotta dal giovanissimo ha invaso la corsia opposta, andando a sbattere con la vettura che procedeva in senso opposto. Uno scontro violentissimo dove ad avere la peggio è stato il 18enne. La chiamata ai soccorritori è partita alle ore 8.54. A raggiungere per primo il luogo dello scontro è stato il mezzo di soccorso avanzato di stanza a Bormio, con a bordo, oltre al tecnico soccorritore, anche un infermiere. Per coprire i quasi 8 chilometri di strada ha impiegato 20 minuti. A seguire, dopo qualche minuto, mentre le operazioni di rianimazione erano già avviate, è arrivata l'ambulanza, seguita dai vigili del fuoco di Valdisotto. Presenti sul posto anche 4 agenti della soccorso alpino della guardia di finanza (Safg), in transito sulla SS300 per raggiungere le gare di Coppa Europa di sci alpino in programma a Santa Caterina Valfurva quella mattina.

Mentre i pompieri aprivano l'auto per permettere di estrarre il ragazzo dall'abitacolo è arrivato anche l'elicottero Areu, partito 25 minuti prima dalla base di Caiolo, con a bordo il medico. Per velocizzare le operazioni ed agevolare la discesa a terra dei sanitari, il comandante del velivolo ha effettuato una manovra di hovering (volo a punto fisso), facendo fermare il mezzo sopra il guardrail a bordo carreggiata. Purtroppo ogni tentativo dei soccorritori si è però rivelato vano, troppo gravi le ferite riportate dal 18enne per salvargli la vita.

Interpellata sull'accaduto l'Agenzia Regionale Emergenza Urgenza ha definito quanto accaduto conforme alla prassi. Per Areu i protocolli sono stati rispettati e, analogamente, le tempistiche di spostamento dei mezzi, via gomma come via aria, rientrano nelle medie previste. La conformazione del territorio e l'attuale organizzazione del sistema di emergenza-urgenza in provincia di Sondrio non permettono oggi di ridurre i tempi d'intervento. Le indagini per ricostruire l'accaduto sono state affidate ai carabinieri di Tirano.


 

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