Morbegno in lutto per la morte di Mario Passerini

Per oltre trent'anni era stato il direttore dell'ufficio tecnico comunale

Mario Passerini

Se ne è andato Mario Passerini, classe 1931, storico 'geometra del comune' di Morbegno. Stimato e amato da tutti i morbegnesi, Passerini, era conosciuto da tutti, non solo per il suo lavoro in municipio, ma anche perché 'anima' della Corale cittadina. Mario lascia i figli Roberto con Simona, Gabriella con Eugenio, Enrico con Nives, Paola con Mimmo,  i nipoti Nicola, Luca, Giacomo, Greta, Camilla ed Elena, il fratello Don Aldo, le sorelle Angela e Chiara.

Vogliamo ricordarlo usando le parole scritte in queste ore da Renzo Fallati, storico direttore della Biblioteca comunale “Vanoni” della città del Bitto.

«Il nostro piccolo grande Mario se n’è andato. Sì, proprio lui, il Mario Passerini, classe 1931, il geometra che ha diretto l’ufficio tecnico del comune di Morbegno per trentasei anni …Ma che, soprattutto, con un impegno instancabile, ha dato corpo e anima alla sua Corale. Era questa la sua vera passione, e Mario ha guidato la “sua” Corale, con polso fermo, per più di 50 anni. Era una persona schiva e decisa, conosciuta e stimata in tutta la città del Bitto».

«La sua popolarità tra i morbegnesi, se fosse stato necessario dimostrarla, ho potuto vederla con i miei occhi poco più di un anno fa, venerdì 26 ottobre 2018, quando il geometra Mario ha voluto offrire ai suoi concittadini il suo libro, preparato proprio per offrire ai morbegnesi uno strumento per conoscere e amare la propria città, attraverso la sua storia. E la risposta dei suoi morbegnesi è stata calda, affettuosa e “di massa”. Ecco perché voglio riprodurre qui una breve cronaca di quell’avvenimento. Ecco, Mario Passerini ci ha presentato e offerto il suo libro. Venerdì sera, alle 18, ci siamo trovati in tanti, veramente in tanti, per l’appuntamento previsto nella sala del capitolo nel convento di sant’Antonio. Non erano ancora le 18, che già la sala del capitolo era stracolma e il primo chiostro continuava a ricevere gruppi di persone che erano costrette a restare all’esterno. Il sindaco, Andrea Ruggeri, il geometra Mario Passerini e anch’io, il “relatore” (come recitava la locandina della serata), eravamo tutti pronti per iniziare … Ma il capitolo era stracolmo: almeno cento persone. Urgeva una soluzione immediata. Il numeroso pubblico, che si assiepava all’esterno della sala, occupando il primo chiostro, senza alcuna possibilità di entrata, cominciava a rumoreggiare. Finalmente, ci spostiamo sic et simpliciter nell’auditorium. E, con pochi minuti di ritardo, diamo inizio alla serata: prende subito la parola il sindaco, Andrea Ruggeri. Poi tocca a me. Infine Mario Passerini, l’autore del libro, ringrazierà e presenterà anche lui, con il suo stile famigliare, il suo lavoro. Stasera, però, siete tutti qui pieni di curiosità. Come sarà questo libro? Si tratta, di un piccolo scrigno da aprire con cura, traboccante di date e di fatti … e vedrete quante scoperte vi attendono. Intanto, ve lo posso raccontare almeno un po’. Qualcosa la dico subito. Ad esempio che le illustrazioni sono veramente tante. Almeno 18 cartine e ben 224 immagini (cartoline o fotografie). Ecco, Mario Passerini, lo storico capo dell’ufficio tecnico comunale - ha lavorato lì per ben trentasei anni - sta per presentare ai morbegnesi un suo libro. Un testo corposo, sono ben 301 le pagine. Mario l’ha dedicato alla sua compagna di tutta una vita, Adele, una compagna che è partita per il Cielo il 28 settembre 2016. La prima e l’ultima immagine – e il libro, come ho detto, ne contiene oltre 200 – sono come una struggente dichiarazione d’amore. Sono due immagini di sua moglie Adele. Mario la vuole presentare a tutti, perché tutti la possano conoscere e ricordare …” E mi fermo qui, per la cronaca. Ripeto, comunque, che quella sera, il 26 ottobre del 2018, la città di Morbegno si è veramente stretta intorno a Mario, dimostrandogli tanta stima e altrettanto affetto. Io ero sul palco dell’auditorium e ho avuto modo di osservare il pubblico: amministratori pubblici, imprenditori, artigiani, operai, casalinghe, insegnanti, e – naturalmente – i membri della sua amata Corale. Un tributo di affetto e uno specchio della sua popolarità. Grande Mario, lo meritavi».

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«Ma, ora, ieri 18 marzo, Mario è partito anche lui per il Cielo. Il mio è solo un saluto personale e un ricordo affettuoso. Ma non mi sembra giusto che lui se ne vada, senza un saluto da parte di tanti che l’hanno conosciuto. Io provo a usare questo strumento per tener vivo il suo ricordo. E sono accanto al dolore profondo dei figli Roberto, Gabriella, Enrico e Paola. Lo so, per esperienza, che quando se ne vanno per sempre i nostri genitori è come se ci strappassero una parte della nostra vita … Ecco, adesso, per salutare degnamente il grande Mario “metto su” l’ “In Paradisum” dal Requiem di Fauré. Son sicuro che l’ascolterà anche lui volentieri, ovunque si trovi. Un abbraccio e un saluto, Mario».

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