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Giovedì, 20 Giugno 2024
Triste epilogo

Dopo aver percorso 1.900 chilometri il lupo M237 viene ucciso da un bambino

L'esemplare è stato autore della più lunga migrazione mai registrata per la sua specie dalla Svizzera all'Ungheria. Per la sua uccisione arrestati un uomo e suo figlio

Il suo lungo viaggio aveva fatto scalpore tra gli attivisti per i diritti degli animali. Una corsa da record di 1.900 chilometri, dal cantone dei Grigioni, in Svizzera, alla lontana Ungheria: la migrazione più lunga mai registrata per un lupo, durata dal mese di giugno 2022 al marzo di quest'anno. Purtroppo però, al suo arrivo in Ungheria, l'esemplare di lupo ha trovato la morte: mercoledì scorso la polizia ha arrestato il padre del bambino, che avrebbe fatto fuoco contro l'animale, e un secondo uomo che si trovava sul posto al momento dell'uccisione. Secondo quanto riportato dai media locali, le autorità accusano i due uomini di reati contro la protezione della natura e di aver messo in pericolo dei minori. Il bambino di nove anni non è punibile secondo la legge ungherese.

Il viaggio da record del lupo M237

Lo scorso aprile il caso aveva suscitato grande scalpore anche tra gli attivisti internazionali per i diritti degli animali. L'esemplare M237, un maschio di due anni proveniente dai Grigioni, aveva percorso ben 1.900 chilometri durante la sua migrazione verso l'Ungheria, attraverso l'Alto Adige e l'Austria. Secondo l'associazione Gruppo Lupo Svizzero (Gls), M237 ha percorso la distanza più lunga mai registrata per un lupo in Europa.

Il percorso del lupo dalla Svizzera all'Ungheria

I guardiani della selvaggina dei Grigioni avevano dotato l'animale di un trasmettitore Gps. Ma i segnali erano improvvisamente scomparsi quando il giovane lupo aveva raggiunto l'Ungheria nord-orientale. Nei pressi di Hidasnemeti, le autorità ungheresi hanno trovato in un fiume il dispositivo di geolocalizzazione. Quindi la polizia ha ipotizzato che il lupo fosse stato abbattuto illegalmente, visto che questi predatori sono protetti anche in Ungheria. Il padre del bambino di nove anni era già stato sottoposto a indagini. In quel momento le prove disponibili non erano sufficienti per un arresto. Il fermo del padre e del compagno di caccia, al quale aveva affidato il figlio con la propria arma, si è basato su nuove prove, sulle quali la Procura non ha fornito dettagli.

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