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l'indagine / Livigno

Una mail settimanale con i prezzi della benzina già concordati: come agiva il cartello di Livigno

Secondo la guardia di finanza l'ex capo ufficio Tributi del Comune inviava comunicazioni ai rivenditore di carburante con il prezzo condiviso. I dettagli dell'istruttoria dell'Antitrust

Emergono ulteriori dettagli sul presunto cartello che dal 2012 (almeno) permetterebbe a undici rivenditori di carburante di Livigno, di diverse "bandiere", di concordare il prezzo di vendita di benzina e gasolio. Una pratica illecita che violerebbe l’articolo 2 della Legge 287 del 1990 - Norme per la tutela della concorrenza e del mercato.

Secondo le motivazioni dell'istruttoria, avviata dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (il cosiddetto Antitrust) e guidata da Giuseppe Quinto, il prezzo del carburante nel Piccolo Tibet era fissato "a tavolino" e comunicato settimanalmente via mail "dall'ex capo ufficio tributi del Comune il quale, allo stato, non risulta essere dipendente di nessuna delle società coinvolte".

Mail private

Centinaia le mail raccolte dalla tenenza della guardia di finanza di Bormio e trasmesse all’Agcm. "In particolare, tali documenti attestano come il mittente, adoperando un indirizzo personale (Gmail), effettuava regolari comunicazioni dei prezzi dei carburanti inviando settimanalmente una e-mail ad esponenti di alcune tra le società di distribuzione dei carburanti operanti a Livigno" si legge in una nota.

L'Autorità ritiene che almeno otto società tra quelle indagate possano essere coinvolte nello scambio di informazioni sui prezzi via posta elettronica. "La e-mail, caratterizzata da una struttura piuttosto standard, riportava come oggetto 'prezzi carburanti' e conteneva un testo molto breve, in cui il mittente annunciava ai riceventi la eventuale variazione dei prezzi da praticare nel periodo di interesse (o, al contrario, la invarianza degli stessi prezzi per il periodo di interesse), decorrente in genere a partire dal giorno successivo alla data di invio". Al testo veniva allegata una tabella riepilogativa "in cui venivano indicati, per ciascun prodotto (benzina e gasolio), i prezzi 'aggiornati', i prezzi 'precedenti' (verosimilmente riferito alla settimana) e la variazione desumibile dal confronto tra tali due valori".

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L'esempio di mail inviata ai gestori delle pompe di benzina (Agcm)

Meccanismo collaudato

Per l'Antitrust il sistema era collaudato. Copiosa la mole di elementi raccolti dalle fiamme gialle negli ultimi anni, soprattutto scambi di messaggi, a "testimonianza di una esplicita concertazione relativa alla determinazione dei prezzi futuri praticati". "Sia la numerosità che i toni delle e-mail inducono a ipotizzare che tali scambi riflettano l’esistenza di un accordo strutturato e ben collaudato tra gli operatori. L’osservazione degli esiti di mercato, peraltro, sembrerebbe suggerire che tale coordinamento possa essere ancora in corso. Anche se le ultime e-mail a disposizione sono del 2019, è infatti tuttora rilevabile un parallelismo perfetto tra le decisioni di prezzo degli operatori segnalati" spiegano dall'Agcm.

Netta la posizione del Comune. "Spero venga fatta luce al più presto sulla vicenda da parte delle autorità competenti, a tutela dei consumatori finali e del Comune di Livigno. Il tutto in un ottica di trasparenza e chiarezza" ha dichiarato il sindaco livignasco Remo Galli.

Le tappe

All'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato la segnalazione, avanzata dal nucleo speciale antitrust della guardia di finanza, su "una possibile intesa restrittiva nel settore della distribuzione di carburanti per autotrazione nell’area del Comune di Livigno", è giunta il 10 dicembre 2021 (successivamente integrata il 17 dicembre). Come detto, la segnalazione trae origine, a sua volta, da una medesima comunicazione della tenenza della guardia di finanza di Bormio.

"Il Comune di Livigno gode, ai sensi della legge 17 luglio 1910, n. 516, dello status di zona extra-doganale. Pertanto, con riferimento specifico al prezzo dei carburanti (che naturalmente non sono l’unico prodotto interessato dai benefici fiscali), esso risulta privo della componente fiscale, rappresentata da accise e IVA. Sia le accise (imposte fisse sui consumi) sia l’IVA (imposta sul valore aggiunto) non trovano infatti applicazione nell’area di Livigno, dove, invece, l’unica componente di costo, che si somma al cosiddetto costo industriale del carburante, è rappresentata da 'diritti speciali', pari a 0,25 euro su ogni litro di benzina e 0,155 euro su ogni litro di gasolio per autotrazione" spiegano dall'Agcm.

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